Justin Timberlake, Alicia Keys, John Legend, Sting e Pharrell sulle colonne sonore

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Justin Timberlake, Alicia Keys, John Legend, Sting e Pharrell sulle colonne sonore

La rivista statunitense The Hollywood Reporter organizza da diversi anni delle tavole rotonde, a cui in passato hanno preso parte diversi attori, registi e compositori, che hanno parlato e discusso dei loro diversi approcci al proprio lavoro. L'ultima "roundtable" ha visto protagonisti sei artisti che hanno firmato una o più canzoni per la colonna sonora di un film, ovvero Alicia Keys ("Back to Life" per Queen of Katwe di Mira Nair) , Justin Timberlake ("Can't Stop The Feeling" per Trolls), Tori Amos ("Flicker" per il documentario di Netflix Audrey & Daisy), Sting ("The Empty Chair" per il documentario di HBO Jim: The James Foley Story), Pharrell Williams ("I See a Victory" per Il Diritto di Contare) e John Legend ("Start a Fire" per La La Land)

Ognuno di loro ha raccontato com'è nata la propria canzone: John Legend ha detto di aver provato a scrivere quello che avrebbe pensato il personaggio da lui interpretato nel film, qualcosa che "avesse qualche influenza jazz, ma che fosse chiaramente più contemporaneo e pop, senza scrivere una canzone scontata e banale"; Pharrell ha parlato della difficoltà di "mettere da parte l'ego", scrivendo "di ciò che le donne devono affrontare ogni giorno, perché è importante dare a quelle persone che non hanno una visione ottimistica della vita, una speranza e un incitamento ad andare avanti, ricordare loro che siamo tutti umani"; Sting ha confessato che scrivere una canzone per il documentario su Foley, il giornalista ucciso dall'Isis, all'inizio gli sembrava impossibile, "perché era una storia molto intensa e commovente, ma poi tornai a casa, mi sedetti al tavolo con la mia famiglia, (era il giorno del Ringraziamento), e iniziai a pensare a come sarebbe stato perdere un membro della mia famiglia dopo un sequesto o un rapimento, o se fossi stato proprio io l'imprigionato. Così ho pensato "lasceremmo una sedia vuota per quella persona" e appena ho pensato a quella sedia vuota, ho capito che quella era una metafora specifica per quella situazione, ma anche universale, qualcosa in cui tutti potessero ritrovarsi"; Tori Amos ha parlato della "responsabilità di capire perché e come l'energia che aveva Audrey nella vita si sia esaurita troppo presto, mentre Daisy, sebbene stesse perdendo la forza, sia riuscita a ritrovarla"; Alicia Keys ha rivelato di aver "detto sì alla proposta di scrivere per Queen of Katwe, perché sentivo che c'era qualcosa di potente alla fine del film che non riuscivo a scrollarmi di dosso, perché mi ritrovavo in quei sentimenti"; Justin Timberlake, invece, ha rivelato di aver provato paura nell'accettare il compito di scrivere per Trolls, perché pensava che sarebbe stata "una storia più frivola che ricca di significato", "ma poi l'ho visto, ho visto che la protagonista aveva la pancia e dei capelli assurdi, e ho pensato alle mie due figliocce, a quello che le donne vivono da piccole, quando si vergognano del proprio corpo e dei propri genitori, e mi sono detto "wow, qui c'è un Troll, io voglio che le bimbe escano dal cinema dicendo "voglio essere come la Principessa Papi, non barbie". 

Di seguito i video delle dichiarazioni di tutti i partecipanti e l'ascolto in streaming delle canzoni a cui fanno riferimento:

Justin Timberlake

Sting

Pharrell Williams

Tori Amos

Alicia Keys

John Legend



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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