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Gli Afterhours alla Festa del Cinema di Roma presentano il film dell'epico concerto al Forum di Assago

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Quell'unica serata dello scorso 10 aprile 2018 diventa un tributo senza prezzo per i fan della band.

Gli Afterhours alla Festa del Cinema di Roma presentano il film dell'epico concerto al Forum di Assago

Il concerto celebrativo per il trentennale della band che ha avuto luogo di fronte a undicimila persone, è qui in Noi siamo Afterhours il miglior documento visivo della potenza musicale che la band sa produrre. Una potenza fatta di sonorità elettriche, di silenzi tra le performance acustiche, ma soprattutto di note e liriche emozionali che vantano una radiosa connessione con il pubblico, come si vede in quelle migliaia di facce immortalate nel film.

Quella del Forum di Assago è stata per gli Afterhours una prima volta. Mai la band si era espressa in una dimensione così grande preferendo sempre spazi più "intimi". Ma nel film diretto da Giorgio Testi è proprio l'intimità del rapporto tra artisti e spettatori che risalta sopra ogni altra cosa. Le immagini del regista (e dei suoi bravi operatori) salgono e scendono dal palco senza che si colga una differenza di prospettive, esaltano quella vibrante atmosfera diffusa in ogni metro cubo del forum che anche un ascoltatore digiuno di Afterhours non può percepire.

La Festa del Cinema di Roma è il luogo del battesimo dell'opera. Noi siamo Afterhours è la frase con cui il leader e frontman Manuel Agnelli presenta la band all'inizio di ogni concerto e, a proposito di questo docufilm, dice che arriva "a fare il punto". "Noi non vogliamo ripeterci, dobbiamo capire cosa vogliamo diventare e il film in questo senso ci aiuta" spiega Agnelli in conferenza stampa all'Auditorium Parco della Musica di Roma, "è come se non avessimo più niente da dimostrare a noi stessi e allora dobbiamo fare il punto e capire cosa ci serve per ripartire".

Dell'aspetto scenografico, visual e registico di Noi siamo Afterhours è stato tutto discusso in anticipo con una certa minuziosità, perché il concerto sarebbe stato uno solo. Abitualmente questo tipo di documentario musicale è frutto del montaggio di una serie di concerti, qui invece tutto ciò che si vede è stato catturato nelle tre ore di spettacolo. Lo show, la musica, i momenti nel backstage, sono stati alternati agli spezzoni narrativi e alla voce fuori campo di Manuel Agnelli con i suoi pensieri. "Mi ha sempre affascinato il passaggio dal momento della off stage persona alla on stage persona" racconta il regista Testi, consapevole dell'irripetibile occasione e orgoglioso (non l'ha detto, ma può ritenersi tale) del profondità artistica e della qualità tecnica del suo lavoro.

Rispetto ai trent'anni di carriera degli Afterhours (i cui musicisti si sono alternati nel corso del tempo), il leader Agnelli che non ha mai lasciato il suo posto fin dalla fondazione nel 1986, ricorda gli inizi quando "volevamo essere più disturbanti, creare reazioni negative, però in seguito questa cosa è diventata un cliché e abbiamo cercato un nuovo modo di rapportarci al pubblico, e finalmente da qualche anno abbiamo stabilito più empatia, ci arriva nuova energia da questa cosa e dai ragazzi giovani... è bellissimo continuare ad avere un senso per qualcuno, un senso che non è malinconia o nostalgia, ma è il presente, è la realtà".



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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