Fabrizio De André: vent'anni dalla scomparsa del grande cantautore genovese

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Fabrizio De André: vent'anni dalla scomparsa del grande cantautore genovese

Una triste ricorrenza, quella di oggi: esattamente vent'anni fa, l'11 gennaio del 1999, ci lasciava Fabrizio De André, uno dei più importanti autori della storia della musica italiana. Mentre in rete e nelle piazze si celebra il suo genio con centinaia di tributi scritti, cantati e recitati, noi abbiamo pensato di affidarci alle parole di uno dei suoi numerosi ammiratori illustri: David Byrne.

Per chi non lo sapesse, in un articolo di Blow Up del marzo 2004, il frontman dei Talking Heads ha inserito nella sua lista dei dischi imprescindibili da portare su un'isola deserta - contenuta nella bellissima raccolta The Desert Island Records – I musicisti raccontano i loro dischi più amati - uno dei tanti capolavori del cantautore genovese: "Creuza de Ma", pubblicato nel 1984 per la Ricordi.

"So che si è parlato molto del fatto che avessi detto che amavo questo disco", aveva dichiarato Byrne: "Quando è uscito mi ha lasciato a bocca aperta. Ho capito subito che si trattava di un capolavoro. Ho provato in tutti i modi a diffonderlo in America, ho lavorato duro per farlo conoscere e per far conoscere il lavoro di De André, ma non ce l'ho fatta. Lui l'ho conosciuto a Verona, era un tipo brillante”.  “Anche se non comprendo le sue parole nel disco, intuisco che quell'uomo era un poeta”, ha poi aggiunto in un’altra intervista con Repubblica. “Esattamente il tipo di artista che io cerco, di quelli che non imitano il pop nordamericano, ma esprimono una loro poetica personale legata alle radici”. 

Lasciandovi all’ascolto di “Creuza de ma” in una versione live del 1998 al Teatro Brancaccio, vi informiamo che è uscita oggi una cover di “Canzone dell’amore perduto” (Sony Music / Legacy Recordings per gentile concessione di 42 Records), interpretata dal cantautore siciliano Colapesce. “Le canzoni di Fabrizio, questa canzone di Fabrizio, fanno parte del nostro patrimonio genetico collettivo, sono di tutti, si riflettono nella vita di tutti. Parlano a tutti. E noi che le eseguiamo, quando le eseguiamo, diventiamo dei tramiti. Per cui sì, mi scuso con i fan, la famiglia, e tutti, io odio chi fa le cover di De André. E da oggi odio un po' anche me stesso. Ma in realtà sono felice di averlo fatto e di averlo fatto ora.”



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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