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AimaD pubblica il primo album La Follia dell'esistere

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Il rapper sarà l'opening act di Mahmood al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

AimaD pubblica il primo album La Follia dell'esistere

Uscirà il 7 giugno “LA FOLLIA DELL’ESISTERE”, album d’esordio di AimaD!

Momento straordinario per il giovanissimo ternano che, oltre al suo debutto discografico,  il 10 luglio prossimo a Spoleto sarà l’opening act di Mahmood,

headliner del concerto che il Festival dei Due Mondi offre al suo pubblico più giovane.

Il concerto, che vedrà la presenza sul palco di Piazza Duomo anche di Dario Faini, in arte Dardust, compositore, pianista e producer elettronico di fama internazionale, è presentato in collaborazione con DNA Concerti e Bipede Booking and Production.

Sarà disponibile da venerdì 7 giugno su tutte le piattaforme digitali il disco d’esordio di AimaD,  “LA FOLLIA DELL’ESISTERE” (ABNormal Records). La track list è di dodici brani, tutti scritti dall’artista con nove inediti e tre singoli già pubblicati, tra cui Ilary e Rolling Stone, che in quest’ultimo anno hanno consentito al rapper e trapper ternano di far conoscere la sua personalità artistica a pubblico e critica.

AimaD non ancora ventenne, è sì un artista testimone del suo tempo, ma si autodefinisce neopoetico.  Dalla trap prende i beat ma non si esprime esaltando i modelli culturali dominanti dove il riconoscimento sociale passa attraverso il consumo e l’ostentazione (ricchezza, donne, abiti firmati) ed è in questo che emerge la sua indole: un talento e un carisma tali da renderlo “trasversale” e distinguibile sin dal primo ascolto.

Il progetto nasce e si sviluppa a Terni, città post-industriale, storicamente operaia, lontana dai fenomeni musicali del momento, posta in una dimensione lontana dal “mondo delle millemila visualizzazioni” e soprattutto dall’industria musicale. Sembra un discorso anacronistico nel mondo globalizzato in cui viviamo ma se è vero che ci sono infinite possibilità offerte dai social e dalla rete per far conoscere la propria musica, chi nasce e cresce in una città ai margini dello showbiz, ha comunque meno chance e mantiene inevitabilmente uno spirito diverso, una voglia di emergere più forte. La provincia ti vuole schiacciato su determinati ruoli ed è proprio dalla sana ribellione e dalla necessità di trovare un’alternativa che nasce “LA FOLLIA “:

“Vivere senza compromessi, perché è proprio questa “follia” che ci permette di realizzare grandi cose, di essere autentici, unici in quanto noi stessi. Pensare con la tua testa può liberarti dai condizionamenti e da quello “stato mentale che è la provincia” che, il più delle volte, ti impedisce di “volare”.

E’ un inno alla libertà di contravvenire alle aspettative, di fare della musica una vera ragione di vita!”

“LA FOLLIA DELL’ESISTERE” è per AimaD un disco importante, non solo perché è il primo ma perché è un lavoro schietto, diretto e sentito dal profondo:

Una rivendicazione del diritto alla follia intesa come “diversità”; un concentrato di rabbia ed esplosiva creatività dove le rime rappresentano una liberazione dal dolore del mio passato e dalle situazioni conflittuali che ho vissuto, che hanno scatenato in me l'ansia di non sentirmi compreso e lo stress della solitudine; solo nel rap ho trovato il coraggio di esprimere i miei sentimenti e la forza di buttarmi tutto alle spalle”

 “LA FOLLIA DELL’ESISTERE” è una scelta coraggiosa e controcorrente! Per un esordiente produrre un intero album, oggi che questa è un’eccezione riservata agli artisti mainstream, è un vero e proprio lusso, una responsabilità che un giovane artista con una produzione indipendente mai si prenderebbe. Questo suo lavoro racconta una storia e per farlo non avrebbe certo potuto affidarsi a singoli brani bensì a uno storytelling che parlasse di lui fino in fondo, traccia dopo traccia.

La strada è lunga e difficile e AimaD sa che questo “è soltanto l’inizio, che dovrà crescere e il lavoro “artigianale” che ha fatto per questo disco è “il primo passo”. Il suo è un desiderio, quasi una necessità di “mangiare tutta la polvere” necessaria per affermarsi, guadagnarsi la stima e il riconoscimento di critica e colleghi, senza scorciatoie, senza apparire prima di essere (ecco perché anche il progetto visual che accompagna il disco lo ritrae in maniera molto cruda e diversa dagli shooting degli esordi, dove innegabilmente si puntava anche sullo stile).

“ Immagino una lunga gavetta! Non desidero il successo immediato”; non diventerò un cantante famoso tutto in una volta. Ma mi va bene, mi piace. Mi sembra molto costruttivo per la mia personalità tutto quello che sto facendo. Sarà il mio carattere ma ho bisogno di trasmettere qualcosa di me agli altri, quasi come una catarsi: come se tirare fuori tutto con la musica servisse a qualcun altro, per reagire, per non buttarsi via e non cadere nella paranoia come è capitato a me che per troppo tempo ho oscillato tra l’autodistruzione e il sentirmi invincibile!”

AimaD canta i suoi pensieri e le sue riflessioni, firmando tutti i brani contenuti nell'album; le musiche e tutti gli arrangiamenti, sono di D4D (Giovanni De Rosa) beatmaker e producer che ha saputo tener fede al gusto musicale di questo giovanissimo artista e con il quale ha lavorato in stretta simbiosi. Il sound che hanno ottenuto richiama sonorità d’oltreoceano e ha trasformato tutta la sua energia nei suoni che ben ne rappresentano la personalità: il “pretesto ideale” sul quale raccontare il suo immaginario. Il tutto lavorando senza quei ruoli predefiniti e troppo spesso separati, beatmaker/rapper; liriche, musica e ogni singolo suono, dai riff di piano, al pulsare della drum machine e della 808, sono frutto di un continuo lavoro a strettissimo contatto l’uno con l’altro.



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