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Un cuore sleale: Giancarlo De Cataldo presenta il nuovo caso del melomane Manrico Spinori

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Il Noir in Festival incontra Giancarlo de Cataldo, che racconta qualcosa di Un cuore sleale, che è il nuovo libro della serie con Manrico Spinori, pm che adora l’opera lirica.

Un cuore sleale: Giancarlo De Cataldo presenta il nuovo caso del melomane Manrico Spinori

In attesa di una trentesima edizione in presenza, che si svolgerà, se tutto va bene, dal 1 al 6 di marzo 2021, il Noir in Festival regala al suo pubblico affezionato una serie di incontri con scrittori di noir che hanno pubblicato i loro libri nel 2020. Dopo una serie di appuntamenti online con i finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco, i direttori della manifestazione Giorgio Gosetti e Marina Fabbri hanno avuto il piacere di chiacchierare, sempre virtualmente, con i massimi esponenti del genere. E se la settimana scorsa hanno dato spazio a Donato Carrisi e al suo Io sono l'abisso, nella settimana che precede il Natale hanno "ospitato" Giancarlo De Cataldo con il suo Un cuore sleale, che racconta un'altra indagine del pm appassionato di opera lirica Manrico Spinori. Intervistato da Marina Fabbri, lo scrittore, che ricordiamo innanzitutto per Romanzo Criminale e Suburra, ha parlato della sua scelta di inventare un personaggio destinato a tornare in una serie di libri: "In realtà mi è già capitato di avere a che fare personaggi ricorrenti” - ha detto De Cataldo - "perché ho scritto una piccola serie risorgimentale. Poi c'è Alba, che è in un racconto e nel romanzo Alba nera. Inoltre, la saga di Romanzo Criminale contempla 3 libri. Tuttavia un personaggio dichiaratamente seriale ancora non lo avevo inventato. E’ successo che a un certo punto ha bussato alla mia porta questo signore con un bagaglio di storie e mi ha sedotto, e quindi ho deciso di fare insieme a lui un pezzo di cammino, prima di tutto perché ci lega una grande passione per l'opera lirica, e poi perché amiamo allo stesso modo la ricerca della verità e il mistero. Ci sono altre due cose che ci legano: facciamo entrambi due mestieri giudiziari, anche se io sono un giudice mentre lui è un pubblico ministero, e abbiamo tutti e due in grande antipatia il mondo dei social, e infatti ne siamo completamente fuori".

Poi lo scrittore ha presentato il suo protagonista: "Manrico Spinori Della Rocca ha 15 anni meno di me, è un bellissimo uomo, ha un matrimonio sfasciato alle spalle, vive con leggerezza la sua condizione di Don Giovanni riluttante, e come tutti i Don Giovanni si innamora molto delle donne con cui ha un'avventura, ma immediatamente dopo desidera essere lasciato per potersi dedicare all'avventura successiva. Manrico ha origini nobiliari e si trova a collaborare con l'ispettrice Debora Cianchetti, che non è soltanto una borgatara tatuata, esperta di arti marziali e grande tiratrice con la pistola, ma è anche una sovranista convinta. Manrico ha una mamma ludopatica, un'anziana contessa che si è giocata tutto il patrimonio al casinò e adesso gioca online, e ruba perfino i soldi dal portafoglio del figlio per andarsi a comprare i Gratta e vinci. Manrico è il classico nobile spiantato, la gente lo chiama 'il contino', cosa che lui detesta profondamente. Ovviamente le storie di Manrico Spinori sono tutte romane".

Non è un caso che Giancarlo De Cataldo, che non trascura nessun personaggio, nemmeno chi si limita a un'apparizione, abbia scelto come "investigatore" un appassionato di opera lirica e di melodramma: "Mi sforzo di dare un tema musicale a ognuna delle voci o meglio dei personaggi che entrano nel romanzo. Il melodramma è una grandissima riserva di trame, riprende le grandi situazioni del teatro classico, addirittura greco, e le accompagna alla musica realizzando quello spettacolo che Wagner definiva uno spettacolo globale. Nel melodramma il delitto viene raccontato molto spesso. Le componenti fondamentali del delitto, poi, sono sempre due: un motivo di interesse o un motivo passionale, laddove per passionale si intende legato non solo alla passione amorosa, ma anche alla vendetta, al rancore, al risentimento e allo spirito rivoluzionario. L'interesse invece significa soldi. Legando questi due elementi, viene fuori una grandissima lezione di scrittura. Nel melodramma ci sono non solo trame, ma trame con sapori molto forti".

Per Manrico Spinori l'opera lirica non è solo una passione ma anche un validissimo aiuto: "Il mio protagonista si ispira, nella risoluzione dei suoi casi, all'opera lirica, perché è convinto che non esista nessuna situazione umana, compreso l'omicidio, che non sia stata trattata da un'opera lirica. Ecco perché lo sentiamo dire scherzosamente: 'vado a trovarmi l'opera di riferimento'. Per me come scrittore è successo esattamente il contrario, cioè le trame di alcune opere liriche hanno ispirato le storie di Manrico, ed è così che ho cominciato a scrivere questi libri".

Poi Giancarlo De Cataldo ha accennato alla trama di Un cuore sleale: "Un palazzinaro romano cade in mare dal suo yacht, c'è un numero ristretto di personaggi, sono 7 a bordo, e c'è la domanda di fondo: è una disgrazia o un delitto? Se è un delitto, ovviamente qualcuno di quei 7 lo ha commesso, quindi siamo ai limiti della stanza chiusa. Questo tipo di giallo o di noir è una forma narrativa che ho scelto a un certo punto di praticare perché mi piacciono le sfide, in questo caso le storie di intrigo puro".

Manrico Spinori lavora insieme a un’equipe tutta al femminile. Se Giancarlo De Cataldo ha scelto di dare al suo pm/detective una squadra di donne, non è per rivendicare l'importanza del gentil sesso ma perché, nel campo in cui opera quando non scrive, non si fanno discriminazioni e ci sono quote rosa in abbondanza: "E’ un'impetuosa avanzata, nei concorsi la percentuale di vittorie femminili è sempre crescente. Le donne occupano meritatamente settori sempre più vasti della società, per cui collaborare con le donne è una realtà, non c'è nulla di strano. Nel mondo giudiziario, poi, non ci sono ruoli che sono solo appannaggio del maschio bianco. Manrico si trova molto bene con le donne, non è un lamentoso. Non si dispera per un amore andato male. Coltiva la resilienza, che è la capacità di riprendersi, di ricominciare dopo uno smacco ma anche dopo un lutto, di ripartire, ma non in nome di un cieco ottimismo. Manrico è un puro disincantato con una venatura di cinismo alla Casablanca. Non a caso, il suo soprannome è Rick".

Alla fine dell'incontro Giancarlo De Cataldo ha parlato di altri linguaggi e forme d'arte, nella fattispecie il cinema e la tv, e se tanto Romanzo Criminale quanto Suburra sono diventati prima un film e poi una serie, non è da escludere che la saga di Manrico Spinori approdi prima o poi sul grande e sul piccolo schermo. De Cataldo, del resto, adora la settima arte, che vorrebbe vedere in continuo rinnovamento anziché legata a certi temi e certi personaggi: "Il cinema è una grande passione, la televisione oggi ha fatto enormi passi avanti. Considerata fino a un certo punto un cinema di bassa lega, un piccolo elettrodomestico, si è poi rinnovata, anche grazie alle piattaforme. Però adesso la troppa offerta rischia di imporre quella sorta di monopolio che era proprio delle tv generaliste, e quindi, se non si sta attenti, si finisce per tornare a narrare tutti le stesse cose, magari con un dosaggio fatto a tavolino con algoritmi in modo che tutti sappiano qual è il prodotto che viene consegnato. Non va bene, abbiamo bisogno di grande creatività. Io so benissimo di avere una quota di lettori che si rammarica perché non ci stanno i pischelli, Roma, le borgate, Ostia, le sparatorie, il clan. Intanto Roma non è soltanto quello, per cui anche recuperare la grande bellezza della città può essere sfizioso dal punto di vista narrativo. Dopo aver raccontato tanti aspetti degradati, si possono raccontare aspetti sottilmente inquietanti. Non è che dietro la bellezza non si possano nascondere delle turpitudini. E comunque che senso ha fossilizzarsi e raccontare sempre le stesse storie? Quando ci si ripete troppo in una formula, si scivola nel manierismo, si diventa dei riproduttori di se stessi, e io aborro le riproduzioni di me stesso". 

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  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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