Tanti piccoli fuochi: il libreria il romanzo che ha ispirato la nuova mini serie con Reese Whiterspoon

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Tanti piccoli fuochi: il libreria il romanzo che ha ispirato la nuova mini serie con Reese Whiterspoon

In questi ultimi mesi, in piena epoca #MeToo, Reese Whiterspoon è diventata una delle personalità più rispettate e, diciamolo, anche potenti di Hollywood. Merito anche dei successi come produttrice, e interprete, della serie televisiva Big Little Lies, di cui arriverà prossimamente la seconda stagione. Qualche tempo fa vi avevamo anticipato del nuovo progetto targato Hulu per la Whiterspoon, in veste di attrice e produttrice, in coppia con Kerry Washington di Scandal. Si tratta dell’adattamento di un romanzo, molto amato negli Stati Uniti, che esce oggi nelle librerie italiane pubblicato da Bollati Boringhieri: Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng. Un romanzo di cui torneremo presto a parlare più nel dettaglio.

Si tratta del secondo romanzo di un’autrice cresciuta in una famiglia di scienziati, laureatasi a Harvard, nelle cui vicinanze vive oggi, insieme al marito e al figlio. Il suo esordio, pubblicato sempre da Bollati Boringhieri col titolo Quello che non ti ho mai detto nel 2015,  ha convinto la critica con la sua tragedia famigliare ben lontana dalle pagine urlate tipiche del genere.

1998, Shaker Heights, un placido sobborgo di democratici perbene e molto abbienti, dove la vita della comunità è scandita da ritmi e tradizioni inossidabili. Nulla è lasciato al caso, tutto è pianificato e deciso da regole non scritte ma rispettate da tutti, dalla disposizione delle strade al colore delle case, tutto contribuisce all’ordine e al prestigio di una comunità che non vuole contaminarsi.

Nessuno incarna questo spirito meglio di Elena Richardson, rispettabile moglie di Bill e madre di quattro figli, tutti bianchi, sani, inseriti e benvoluti dalla comunità, tutti tranne una, l’ultima dei quattro adolescenti, Izzy, che, nonostante le cure materne, sembra non voler assimilare le regoli basilari del vivere civile in una comunità ligia e pretenziosa come quella di Shaker Heights.

Improvvisamente la bella e ordinata casa dei Richardson prende fuoco ed è lì di fronte, attonita e incredula, che troviamo Elena all’inizio del romanzo. "Focolai multipli, probabile uso di liquido infiammabile, non è stato un incidente", questo il verdetto del vigile del fuoco intervenuto sulla scena del crimine. Chi può aver fatto una cosa simile? I sospetti si indirizzano subito su Izzy, ma non è la sola outsider che la comunità ospita. Insieme a lei sono sparite anche Mia Warren e la figlia, coetanea di Izzy, Pearl.

In un impeto di magnanimità i Richardson avevano infatti concesso a Mia e alla figlia, appena arrivate in città dopo una lunga peregrinazione attraverso il Paese, di stabilirsi in una delle loro proprietà in cambio dei servizi di Mia come domestica, ma il suo spirito bohemien e la sua vocazione artistica (Mia è una fotografa di discreta fama) finiscono per impedirle di accettare fino in fondo una vita che non le appartiene e di mettere radici in un luogo che non può chiamare casa.

Tanti piccoli fuochi esplora quel confine minato tra vita pubblica e privata, la natura profonda dell’identità umana e la ferocia che solo una madre può mostrare, quando si trova costretta a difendere i propri figli. E, soprattutto, il pericolo del credere ciecamente che seguire rigide regole possa metterci al riparo dagli imprevisti e dalle tragedie.

Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng, traduzione di Manuela Faimali, Bollati Boringhieri, pagine 319, euro 18



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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