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Perfidia - il nostro speciale dedicato alla nuova tetralogia su Los Angeles di James Ellroy

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La trama, le dichiarazioni dell'autore e la copertina del romanzo in arrivo in autunno.

Perfidia - il nostro speciale dedicato alla nuova tetralogia su Los Angeles di James Ellroy

“I hate hipsters, I hate liberals, I hate rock’n’rollers, I hate the counter-culture, I hate movie people”
James Ellroy “Shortlist” marzo 2014

James Ellroy ha un’abilità che lo contraddistingue: quella di riuscire a raccontare la storia del suo Paese e della sua Los Angeles, attraverso avvincenti storie noir in bilico fra realtà e finzione, che si nutrono della realtà per sedurre. Le sue sono storie spesso violente, non manichee, in cui la legge è un elettrone impazzito intorno al quale la polizia o le varie agenzie governative si trovano costantemente impegnate in balletti azzardati, che in molti momenti le avvicinano pericolosamente alla criminalità che dovrebbero combattere.

La sua trilogia americana ha segnato generazioni di scrittori, anche nel nostro paese, unendo fatti e personaggi reali alle sue invenzioni letterarie. American Tabloid (1995) sugli anni sessanta, seguito poi da Sei pezzi da mille (2001) e Il sangue è randagio (2010), sono delle letture che vi consigliamo caldamente.

Insieme a questa un’altra serie ha segnato la sua carriera, legandolo ancora di più alla sua Los Angeles, alle distese di case basse e squallide di South L.A., le cui storie si intrecciavano con quelle del nobile splendore di Hollywood, in cui il crimine segnava l’immaginario di una città che esplodeva con le sue contraddizioni razziali, economiche e politiche negli anni ’40 e ‘50.
La sua tetralogia di Los Angeles è costituita da Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz.

I tanti amanti delle sue storie sono in fibrillazione perché Ellroy non solo sta preparando una seconda tetralogia su Los Angeles, ma perché il primo volume, intitolato Perfidia, uscirà in originale il prossimo settembre. In Italia sarà pubblicato da Einaudi.

Lo scrittore californiano ha un carattere irascibile, incontrarlo vuol dire prepararsi a un duello verbale, a dialogare con un incazzoso personaggio che si definisce un “demon dog”. Lo hanno imparato a loro spese quelli di Shortlist a cui ha rilasciato un’intervista in cui ha anticipato qualcosa:

“Sto finendo il primo volume, intitolato Perfidia, il mio più grande libro, che sarà pubblicato in autunno. La nuova tetralogia usa personaggi sia di finzione che reali, maggiori e minori, dalla mia prima tetralogia e dalla trilogia, ma si svolge a Los Angeles durante la Seconda guerra mondiale. Nel mese di Pearl Harbor, dal 6 al 29 dicembre del 1941. Se mettete insieme la tetralogia e la trilogia, aggiungete i nuovi quattro romanzi e avete la mia opera di scrittore storico. Una inestricabile totalità fatta di undici romanzi. Anche se la storia parla soprattutto dell’ingiustizia dell’internamento dei giapponesi, la maggior parte dei quali innocenti – fatemi dire, e so che è una cosa molto poco politicamente corretta - che il fottuto internamento non è mica stato come l’Olocausto o i gulag sovietici”.

Ellroy ha poi rilasciato nei giorni scorsi un’intervista al quotidiano Liberation, ospite di un festival dedicato al noir tenutosi a Lione. Occasione per lanciare l'edizione francese di Ricatto, un racconto lungo di una settantina di pagine con protagonista Freddy Otash, eccentrico personaggio già transitato in molte delle sue storie. Al contrario dell'edizione pubblicata in Italia da Einaudi quella transalpina contiene anche due capitoli assaggio di Perfidia, curiosamente non i primi due.

Perfidia evoca un episodio molto conosciuto negli Stati Uniti, in particolare a Los Angeles. Questo grande porto ospitava una grande comunità di giapponesi o di americani di origine giapponese. Improvvisamente la città è stata considerata come un luogo propizio per il sabotaggio e molti di loro furono internati senza certezza della loro colpa. Una combinazione di isteria legata alla guerra e di isteria razziale.”

La sua, continua nell'intervista lo scrittore, non è voglia di far giustizia “non ho alcuna motivazione morale, fa semplicemente parte della storia di Los Angeles. Fu un errore e io voglia spiegarlo, raccontare l’atmosfera avvelenata dell’epoca”. La sua collera e i continui travasi di bile dei suoi romanzi, però, non sono indirizzati contro l’America. “Ho della simpatia per gli Stati Uniti – continua Ellroy – penso siano una forza del bene. Detto questo penso anche siano state dette delle bugie. Ma la cosa mi rende felice di scrivere, anche su delle bugie. Ma non sono certo un giusitiziere!”.

Vi lasciamo con la cover americana, appena diffusa, ma prima alcuni estratti della sua lettera aperta, che potremmo definire quanto meno sicura di sé, inviata attraverso la sua agenzia letteraria lo scorso settembre in cui parlava di Perfidia e della sua nuova tetralogia

PERFIDIA

di James Ellroy

In Italia Einaudi

Una lettera dall’autore

Perfidia è il titolo di un gruppo vocale e strumentale malinconico degli anni ’40. Perfidia è anche una parola spagnola per “tradimento”. Perfidia è il titolo del mio ultimo romanzo, che sarà pubblicato negli Stati Uniti il prossimo autunno da Alfred A. Knopf [in Italia da Einaudi]. È il mio più grande romanzo, il più dettagliato storicamente, il più accessibile stilisticamente e intimo. È malinconico, immerso nel tradimento morale dell’America a causa degli internamenti dei cittadini giapponesi agli albori della Seconda guerra mondiale. È una storia epica e pop di Los Angeles nel mese di dicembre, 1941. È il primo volume della “Seconda tetralogia su Los Angeles”.

"La tetralogia su Los Angeles" – Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz – copriva gli anni dal 1946 al 1958 a Los Angeles, e tutti sono stati dei bestseller internazionali. La mia successiva serie di romanzi, “la trilogia della criminalità Americana” American Tabloid, Sei pezzi da mille e Il sangue è randagio – copriva gli anni dal 1958 al 1972, e si espandeva da Los Angeles fino a coprire l’America in senso ampio. Anche questi romanzi furono dei bestseller internazionali.

La mia concezione della Seconda tetralogia di Los Angeles è senza precedenti per portata, esecuzione stilistica e intenti drammaturgici. Prenderò personaggi, sia di finzione che reali, dagli altri libri e li piazzerò a L.A. durante la Seconda guerra mondiale. Saranno personaggi significativamente più giovani. L’azione prenderà il via il giorno prima all’attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e seguirà un numero enorme di persone fino alla fine della guerra. Una imponente indagine di polizia, un intrigo politico, grandi storie d’amore, sciacallaggio di guerra, piani di sabotaggio delle potenze dell’Asse. Quattro romanzi di 400 pagine che abbracceranno il fronte interno del più grande evento mondiale del 20° secolo.

E ora, il volume 1, Perfidia.

La storia si svolge in un tempo reale densamente strutturato, fra il 6 dicembre e il 29 dicembre 1941. Los Angeles è sulla soglia di un conflitto mondiale titanico e orribile. Divisioni politiche – isolazionismo contro interventismo – rabbia. Il rancore anti giapponese sta montando quando vengono trovati, a casa loro, i corpi di una famiglia giapponese della classe media. Potrebbe essere stato un seppuku, il suicidio rituale. Potrebbe essere stato omicidio. È una patata bollente politica per il rampante e corrotto Dipartimento di polizia di Los Angeles, assediato da settarismi quasi feudali e perseguitato dall’FBI di J. Edgar Hoover.

La guerra mette sottosopra il LAPD e il caso Watanabe diventa un vortice che lo cambierà per sempre mandando in frantumi la vita di molte persone. William H. Parker (1902-1966) fu il più grande poliziotto americano del 20° secolo ed è apparso, come personaggio secondario, nel corso della tetralogia di Los Angeles. Parker il riformatore, Parker il despota devoto, Parker il volubile alcolizzato. Perifida lo racconta come capitano della divisione del traffico di 39 anni, con l’idea assolutamente brillante e decisamente bizzarra di sconvolgere l’agenda politica sovietica a guerra vinta.

Ha bisogno di un infiltrato, un provocatore, un informatore. Trova la ventunenne Kay Lake, la protagonista femminile del mio Dalia nera. La troviamo con molte cose in sospeso: convive con un poliziotto corrotto di nome Lee Blanchard, è straordinariamente dotata, follemente spericolata. È una pedina entusiasta nello schema anti sovietico di “Whiskey Bill” Parker. […]

James Ellroy, Los Angeles, Settembre 2013

Qui trovate il testo integrale della lettera

 

 

 



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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