Otto libri da regalare per le feste di Natale

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Otto libri da regalare per le feste di Natale

Le feste sono in arrivo, con il corredo di nuovi arti immolati all’idiozia dei botti di fine anno, che rimane tutto l’anno, e il primato per la più laocontica doppia fila per lo shopping natalizio dell’ultima ora. Se poi il profumo di agrifoglio vi stimola uno stragismo in sonno, allora siete dei piccoli grandi Scrooge che potranno mettere a segno in futuro una sana rivoluzione gretta e materalista. Ma nel frattempo le feste ci sono e bisogna conviverci, e vi promettiamo che se farete un salto in una libreria troverete anche il regalo giusto per amici e famigliari. Non staremo neanche troppo a sottilizzare se durante l’anno ve ne tenete ben distante, la nostra libridine non prevede il proselitismo forzato.

Pragmatismo, dunque. Eccovi una guida a otto titoli per un regalo last minute, di genere diverso: dal thriller brutale al saggio, dal classico da riscoprire al romanzo d’autore.

Partiamo con un omaggio a un personaggio che ha segnato la storia del XX secolo, testimone mai silenzioso dell’America alle prese con la lotta per i diritti civili. Parliamo di Muhammad Ali, scritto da Elena Catozzi e il grande cantastorie Federico Buffa; un libro da posare accanto ai recenti grandi contributi di (ri)scoperta della cultura afroamericana, dal documentario 13th di Ava DuVernay agli scritti di James Baldwin, da Tra me e il mondo di Ta-Nehisi Coates a Detroit di Kathryn Bigelow. Non casualmente proprio a cavallo dell’elezione del più impresentabile presidente da decenni a questa parte, Donald Trump, fiorisce l’analisi sulle ferite nate fin dall’epoca dei pionieri della nazione americana, rese ancora più profonde dalla Guerra di secessione e mai pienamente suturate, storicizzate. Muhammad Alì fu una figura fondativa, un nuovo pioniere del profondo Sud black, che dalla sua Gerusalemme, Louisville, Kentucky, trovò nello sport una via per il successo, con l’unico scopo di utilizzarlo per portare avanti con sé i suoi fratelli neri, nella lotta per ottenere di partire ai blocchi insieme ai fratellastri wasp, non metri dietro, a costo di rinfacciargli la guerra in Vietnam: “nessuno di loro mi ha mai chiamato negro”, disse, rompendo il patto sociale fondato sulla bandiera, riportando la guerra dall'Asia ai ghetti dietro l’angolo.

Partendo dai primi anni ’50, con un furto di biciclette subito dal piccolo Cassius e un originale parallelismo con la miseria e dignità di altri derubati desichiani, fino al cambio di nome e religione, la parabola di un uomo generoso che è diventato simbolo di resilienza, capace di vincere sfruttando la forza dell’avversario, di muoversi con la leggiadrìa di una farfalla e la costanza di un’ape. Muhammad Alì è un libro che rivendica le fragilità di un’icona suo malgrado, della boxe come metafora di sofferenza non fine a se stessa, con sensibilità di scrittura, mille sorprese e una sincera passione per il racconto, come dimostra la postfazione della Catozzi, in cui si esalta l’uomo, il padre che guarda le sue bimbe, Hana e Laila, e “le bacia con tenerezza e dice al mondo con un filo di voce: loro vincono tutti i giorni”.

Muhammad Ali di Federico Buffa e Elena Catozzi, Rizzoli, pagine 366, euro 19

Tutto in pochi mesi. Viene da sintetizzare in questo modo la fine del 2017 di Donato Carrisi, scrittore di thriller italiano più letto all’estero, e soprattutto fra i più bravi. Quest’anno ha finalmente esordito anche al cinema, primo amore e sogno da tanti anni, ostinandosi a dirigere in prima persona l’adattamento del suo romanzo più cinematografico - e il migliore degli ultimi tempi -, La ragazza nella nebbia. In un periodo di magra per il box office delle nostre parti ha portato al cinema quasi 600.000 spettatori, e poche settimane dopo ha presentato in libreria il suo nuovo romanzo, L’uomo del labirinto. Ve lo segnaliamo come regalo perfetto per gli amanti del genere, per chi ama le sue atmosfere cupe che mozzano il fiato. Il male è sempre qualcosa in più di una presenza, nei romanzi dello scrittore pugliese, le ferite dei suoi antieroi non si superano mai con conciliazioni sbrigative. Sta lì la sua abilità nell’indagare la parte più nascosta, meno rivendicata ma presente, dell’animo umano. Ancora una volta una città senza nome, che potrebbe essere ovunque, eppure sembra molto la realtà in cui viviamo ogni giorno, quella in cui Samantha viene tenuta prigioniera per quindici lunghi anni.

L’uomo del labirinto di Donato Carrisi, Longanesi, pagine 400, euro 19

Restiamo nell’ambito degli scrittori amati dai lettori italiani parlando di Glenn Cooper, così apprezzato dalle nostre parti da essere quasi costretto a scrivere una serie ambientata dalle nostre parti, in Vaticano, dopo il successo della Biblioteca dei morti.

Cal Donovan è un docente di Storia della religione, già cruciale nella soluzione del caso del sacerdote delle stigmate ne Il segno della croce, primo libro di questa nuova serie. Ne Il debito torna ora a esplorare i segreti delle stanze vaticane, questa volta addirittura minacciando di sconvolgere i rapporti con gli ebrei, ritrovando una lettera nello sterminato Archivio segreto Vaticano. Cooper ha una maestria unica nel conciliare intrattenimento, precisione storica e una giusta dose di scetticismo nei confronti della natura umana.

Il debito di Glenn Cooper, traduzione di Barbara Ronca, Edizioni Nord, pagine 418, euro 19,90

Ha senso riscoprire un classico come fosse una novità, in edizione rilegata e con tutta l’emozine del caso? Secondo noi sì, se si tratta delle eleganti edizioni Einaudi che hanno cominciato a regalare nuove traduzioni d’autore, proprio come ai vecchi tempi gloriosi, a grandi capolavori della letteratura. Dopo Anna Karenina di Tolstoj, a cura di Claudia Zonghetti, tocca a Il circolo Pickwick di Charles Dickens, ricevere una svecchiata linguistica necessaria, vista la distanza di vecchie traduzioni che spesso sono datate e rappresentano un diverso mondo linguistico.

In un anno in cui si è spesso parlato del grande scrittore inglese, ed è in sala un discreto film che racconta la lavorazione di Canto di Natale, è il caso di tornare su un gioiello che molti avranno il lusso di poter gustare per la prima volta, mentre altri non lo riprenderanno in mano da molti anni, magari dall’epoca della seduzione per il programma televisivo di Alessandro Baricco. Si sa un romanzo è diverso a ogni età in cui lo si legge.

Il circolo Pickwick di Charles Dickens, nuova traduzione di Marco Rossari, Einaudi, pagine 776, euro 26

Zerocalcare non è ormai una novità, nei piani nobili degli scaffali delle librerie. Questo non toglie che ogni suo libro è da segnalare, e lo facciamo volentieri per Macerie prime, che a giugno prossimo presenterà anche un curioso sequel, in cui anche per i protagonisti saranno passati sei mesi. L'autore ha presentato il suo nuovo fumetto con un tour degno di una rockstar della grafite, firmando come al solito con grande generosità disegnetti per i suoi fan fino a ore improbabili. Un libro corale come non mai in cui gli anni dimostrano di aver segnato i suoi personaggi, cinghiale si sposa e Secco fa l’insegnante; Zerocalcare attinge alle anime più o meno fragili che hanno popolato i suoi precedenti lavori raccontando “una storia su cosa ci rende umani, sulle cose che, per quanto siano messe a dura prova dalla vita, dobbiamo proteggere a ogni costo”.

Macerie prime di Zerocalcare, Bao Publishing, pagine 185, euro 17

Fabio Genovesi è uno degli scrittori italiani che più amiamo, le sue storie toscane hanno un gusto vivido e mai sterilmente nostalgico, sono capaci di accendere ricordi e immedesimazioni. Dopo l’ottimo Chi manda le onde, finalista allo Strega, ancora un altro titolo che sa di salsedine: Il mare dove non si tocca, nuova occasione per utilizzare metafore in cui il mare ha un ruolo chiave per illuminare con sensibilità le fragilità e le paure nostre e della nostra epoca. La storia è quella di Fabio, un bambino pieno di nonni che dovrà affrontare la scuola: un mondo pieno di coetanei e povero di nonni. Aggiungeteci una maledizione che grava sulla famiglia che prevede l’impazzimento per i maschi di casa che non si sposano a 40 anni e avrete servita una storia divertente, piena di ironia, sulla crescita rocambolesca di “un innamorato della vita”.

Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi, Mondadori, pagine 324, euro 19

Torniamo a parlare di esponenti della cultura afro americana dedicando la dovuta attenzione a uno dei libri dell’anno negli Stati Uniti, il preferito della famiglia Obama: La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead, vincitore sia del Pulitzer che del National Book Award. È la storia alternata di Cory e Caesar, due schiavi della Georgia della prima metà dell’80,0 che si danno alla fuga dalla piantagione di cotone in cui vivono, scappando verso nord, verso la libertà, lungo un’immaginaria ferrovia sotterranea; invenzione che dialoga con l’espressione di gergo con cui si indica, nella storia americana, la rete clandestina di abolizionisti che aiutavano gli schiavi nella loro fuga.    

La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead, traduzione di Martina Testa, Big Sur, pagine 376, euro 20

Infine una bella lettura per tutti voi che amate il cinema: un anno sul set con Woody Allen, direi che non c’è bisogno di aggiungere molto altro per capire quanto sia gustoso questo racconto di Eric Lax, tra i pochi giornalisti a godere della fiducia del regista americano, sempre poco incline a ospitare persone durante le riprese. Ma parliamo del suo biografo ufficiale, amico intimo fin dal 1971, che questa volta segue la vita di Irrational Man, dall’inizo alla fine, dal processo di scrittura alla prima proiezione al Festival di Cannes.

Woody Allen dall’inizio alla fine: Un anno sul set con un grande regista di Eric Lax, UTET, pagine 405, euro 25




Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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