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Louise Penny, una delle poche vere fuoriclasse del giallo di questi tempi e l’abbiamo ignorata per anni

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Poco tradotta e ignorata per troppi anni, la canadese Louise Penny e il suo Armand Camache della sûrete del Québec sono quanto di meglio offra in questi anni il giallo dal sapore classico, il poliziesco da cellule grigie e studio dei personaggi.

Louise Penny, una delle poche vere fuoriclasse del giallo di questi tempi e l’abbiamo ignorata per anni

Una delle capitali del giallo contemporaneo è Three Pines, un villaggio canadese ameno, spesso coperto dalla neve o sommerso dalle inondazioni provocate dal suo scioglimento. Si trova a poche miglia da Montreal, dallo stato USA del Vermont, non lontano dal fiume San Lorenzo, via commerciale storicamente cruciale per popoli americani autoctoni e i coloni in arrivo dall’Europa. In quel pugno di case c'è quella abitata da Armand Gamache, della sûrete del Québec, dove negli anni ha fatto carriera, in un senso e nell’altro, diventandone capo, ma poi finendo degradato dopo alcune scelte coraggiose, con i politici ad utilizzarlo come capro espiatorio. 

Insieme ai Gamache - c’è anche l’adorata moglie Reine-Marie - vivono in quel paesino alcuni personaggi di varia umanità, diventati una sorta di scudo emotivo per il protagonista. Ci sono una pittrice di successo ma insicura, una coppia che gestisce un bistrot con camere, e perfino una vecchissima e perfida poetessa di gran talento ma senza filtri, sempre accompagnata dalla sua oca domestica; sì, proprio oca, avete capito bene. Non mancano altri animali, soprattutto i cani, e il poliziotto fido scudiero di Gamache, Jean-Guy, che ha sposato la figlia. I due vivono in maniera totalizzante il mestiere di sbirri, in un Canada molto diverso dall’idillio di sorrisi e natura incontaminata che conosciamo, in una Montreal malinconica e crepuscolare, piena di sacche di criminalità come ogni metropoli mondiale. Almeno nella finzione letteraria.

Louise Penny è anglofona ma racconta un microcosmo per lo più francofono. È nata in Ontario nel 1958, a Toronto, ma vive in un paesino del Québec simile a Three Pines. Ha iniziato la serie con Gamache protagonista nel 2005, dopo quasi vent'anni nella radio pubblica canadese, la CBC, con il romanzo Still Life. Come dice nei ringraziamenti di quell’esordio, deve molto al marito Michael, che la convinse a lasciare il classico “lavoro sicuro” per tentare la strada impervia della scrittura a tempo pieno. C’è voluto poco a capire che la scelta era giusta, che la Penny sarebbe stata una scrittrice per sempre, anche quando ha condiviso con i propri lettori, a cui spesso si rivolge con affetto a fine libro, la perdita proprio dell’adorato Michael, nel 2016.

Still Life raggiunse il n.1 della classifica dei bestseller del New York Times, il primo di una serie di successi, uno all’anno per un totale per ora di 17, che per molti anni furono ignorati dai nostri editori, fino a che Piemme pubblicò nel 2013 L’inganno della luce, uscito tre anni prima in originale. Poi alcuni anni e romanzi saltati prima di tradurre nel 2017 La via di casa (del 2014). Due romanzi ancora disponibili in libreria e da non perdere, prima di dedicarci ai romanzi più recenti, quelli pubblicati da Einaudi dal 2019. Sono quattro, e sono stati proposti con regolarità, poco dopo l’uscita in America.

Due sono quelli usciti recentemente, in pochi mesi: Un uomo migliore e I diavoli sono qui. Sono molto diversi uno dall’altro e dimostrano le qualità della Penny, sette volte vincitrice dell’Agatha Award per il miglior crime dell’anno in nordamerica. Se il primo è una resa dei conti all’interno delle gerarchie della polizia di Montreal, ambientata quindi fra Three Pines e Montreal, il secondo è un inedito viaggio a Parigi, una fuga dalla comfort zone, come l’ha definita la Penny, appassionante come una spy story e ricca di colpi di scena come nelle migliori tradizioni del poliziesco

Quello che colpisce nei suoi romanzi è la grande abilità nel tratteggiare la profondità umana dei suoi personaggi, circondandoli di affetto ed empatia, pur mettendoli costantemente in discussione e in pericolo, in una serie che non ci consola all’ultima pagina con un ritrovato equilibrio. Le ferite e gli sconvolgimenti di ogni caso rimangono sotto la pelle di Gamache e degli altri, provocano ripercussioni nel corso delle storie successive, in una progressione narrativa orizzontale, di romanzo in romanzo, che rende la lettura ancora più appassionante. Non vediamo l’ora di leggere cosa accadrà ai variopinti eppure apparentemente paciosi abitanti di Three Pines, tanto che, per chi scrive, la lettura delle avventure di Gamache è ormai prioritaria.

Fresco di stampa, e via nel mondo di Gamache per la giusta dose di ore vissute nel fuso canadese. Che sia notte poco importa, le storie di Louise Penny danno dipendenza, raccontano con raro equilibrio la vita personale oltre a quella professionale del poliziotto canadese e confermano a ogni nuova uscita come Louise Penny sia una delle poche vere fuoriclasse del giallo di questi anni; e pensare che l’abbiamo ignorata per anni. Vedendola in positivo, questo vuol dire che abbiamo ancora undici romanzi inediti, da tradurre e goderci, oltre a quelli nuovi pubblicati ogni anno. Nel 2021 sarà la volta di un thriller, diverso dal solito, scritto in coppia addirittura con Hillary ClintonState of Terror, il titolo del romanzo a quattro mani, sarà pubblicato il 12 ottobre.

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