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La salita dei saponari: Cristina Cassar Scalia apre il Noir in Festival del trentennale parlando del suo libro

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In attesa del Nor in Festival in presenza, che si svolgerà dal 1 al 6 marzo 2021, i finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco presentano i loro romanzi durante incontri online. A cominciare è Cristina Cassar Scalia con La salita dei saponari.

La salita dei saponari: Cristina Cassar Scalia apre il Noir in Festival del trentennale parlando del suo libro

La trentesima edizione del Noir in Festival si è aperta ufficialmente ieri pomeriggio con il primo appuntamento online con i finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco, riconoscimento letterario destinato al miglior romanzo noir del 2020. L'incontro è con Cristina Cassar Scalia, autrice de La salita dei saponari. Dopo Sabbia nera e La logica della lampara, la scrittrice siciliana è alla sua terza avventura con protagonista Vanina Guarrasi, che è a capo della sezione omicidi della squadra mobile di Catania. L'incipit del libro, tipico del genere, è il ritrovamento di un cadavere. E' nel parcheggio dell'aeroporto di Catania e appartiene a un certo Esteban Torres. La Scalia spiega innanzitutto l'origine del personaggio, che inevitabilmente conferisce alla storia un sapore un po’ diverso dalle precedenti.

"Non ho percepito una grande diversità con gli altri libri, se non per il tipo indagine, che porta a un vero e proprio intrigo internazionale. L'uomo assassinato è un cubano che ha vissuto negli Stati Uniti e in Italia, e che poi si è trasferito in Svizzera, e di conseguenza anche le indagini che lo riguardano prendono una piega internazionale. Ho pensato che quest'uomo non dovesse essere né un siciliano né un italiano per mille motivi diversi, libri letti e film visti, perché sono molto cinematografica in quello che scrivo. Avevo letto da poco la storia della rivoluzione di Cuba, e di qui la nazionalità del personaggio. Comunque, tutto è nato dal fatto che volevo far trovare un cadavere nel parcheggio dell'aeroporto".

La salita dei saponari è scritto in parte in italiano in parte in siciliano. Il dialetto è riservato solo ai dialoghi, ma non per questo non si avverte, lungo l'intero romanzo, un profondo amore per la Sicilia. Alla terra di Tomasi di Lampedusa la scrittrice rende omaggio con un esergo pirandelliano, una citazione dal Il fu Mattia Pascal: "Al di là del peso che ha avuto Pirandello nella mia formazione letteraria, è successo che ho deciso di mettere quella citazione in esergo quando già avevo finito il libro, quando sono tornata indietro sulle orme di Esteban Torres e ho trovato un che di pirandelliano nella sua storia. A parte questo, sono sempre più convinta che tutto quello che tu hai letto, soprattutto da giovane, poi emerga inevitabilmente in ciò che scrivi".

Non c'è solo Luigi Pirandello fra i numi tutelari di Cristina Cassar Scalia, che per esempio adora Leonardo Sciascia. L'autore di A ciascuno il suo, come altri suoi conterranei, amava leggere la storia d'Italia da una posizione forse periferica ma con grande maestria e acutezza. Una simile caratteristica appartiene anche alla nostra scrittrice: "A me piace raccontare attraverso le indagini di Vanina i tempi andati del nostro paese. Nel suo passato il personaggio ha un pezzo molto importante della storia d’Italia: la stagione delle stragi di mafia. Suo padre, infatti, è una vittima di quella stagione. Averle dato questo passato mi ha permesso di narrare quel momento storico. Amo descrivere il presente ma anche andare indietro, per esempio in Sabbia nera c'era un cadavere mummificato da 60 anni di cui ho approfittato per narrare la storia delle case chiuse di Catania. Forse noi scrittori siciliani abbiamo nel nostro DNA questa caratteristica, oppure ci siamo formati nello stesso modo. Sciascia diceva che chi capisce la Sicilia ha capito l'Italia, perché la Sicilia ha sempre avuto in sé tutti gli elementi tipici dell’Italia amplificati. La Sicilia nei miei libri è una protagonista, non riesce proprio a rimanere nei ranghi di un luogo dove ambientare una storia, diventa poi sempre un personaggio del racconto".

Ne La salita dei saponari, la Sicilia è anche Noto e Taormina e non solo Catania, dove Vanina opera, anche se viene da Palermo, città da cui si è volentieri allontanata: "Nei miei libri ci sono tutte e due le sicilie, visto che appare anche Palermo. La Sicilia Etnea, a cui appartiene Catania, è molto peculiare, perché ha questa montagna che determina tutte le sue caratteristiche, prima fra tutte la pietra con cui è costruita la città, che è la pietra lavica. Catania è molto diversa da Palermo, ma Vanina è di Palermo e la ama. Ho raccontato le due sicilie, quella orientale e quella occidentale con le loro differenze, e ho raccontato la Sicilia metropolitana, perché Catania è una città moderna, alla moda, che va veloce e che rappresenta una Sicilia diversa da quella che siamo abituati a vedere".

Nei romanzi della Scalia l'investigatore è donna, come accade per esempio nei libri di Alicia Giménez-Bartlett con protagonista Petra Delicado. Vanina Guarrasi, che ha dalla sua intelligenza e intuito, non è un personaggio che deve imporsi, ma una donna che ha già un ruolo ben definito: "Vanina l'ho creata come mi sarebbe piaciuto leggerla, e così ho voluto che non avesse il problema di doversi fare strada ma partisse con una carriera di tutto rispetto alle spalle, con un curriculum insomma che l'ha portata a essere vicequestore a 39 anni. Mi piace molto il fatto di aver inventato un personaggio femminile che viene rispettato dalla sua squadra, dai suoi superiori e dai magistrati esattamente come sarebbe rispettato il suo equivalente maschile".

Vanina Guarrasi non vive di solo lavoro. Ha una turbolenta storia d'amore con il pm antimafia Paolo Malfitano. Di questa relazione e delle ragioni che spingono l'eroina dei libri della Scalia a fuggire l'impetuoso sentimento parla la scrittrice alla fine dell'incontro, moderato dal critico letterario Sebastiano Triulzi: "Vanina ha tratti maschili, non ha famiglia, non ha figli, ama mangiare ma non sa cucinare e da un punto di vista sentimentale non è lontana da tanti protagonisti uomini di romanzi polizieschi italiani. Paolo Malfitano avrebbe voluto che la loro relazione non si fosse interrotta per quei 4 anni in cui lui e Vanina non si sono più visti e lui si è sposato, ha fatto una figlia e si è separato. E’ stata Vanina a lasciare Paolo di punto in bianco ed è scappata via. Adesso si sono rincontrati e lei continua a fuggire. E’ lei che non vuole definire questa situazione perché va a toccare la corda più dolorosa della sua esistenza. Vivere una storia con Paolo la riporta a suo padre. Paolo è un magistrato, anzi il pm più minacciato di Palermo, sempre sotto il mirino della mafia. E lei si è vista uccidere il padre sotto gli occhi dai mafiosi, quindi Paolo Malfitano è un uomo con cui Vanina è stata per qualche anno a Palermo, però quand’è che è andata via? Quando lo ha salvato da un attentato. A quel punto si è come rotto qualcosa".

La salita dei saponari, pubblicato da Einaudi, concorre al Premio Giorgio Scerbanenco insieme a I delitti della salina di Francesco Abate, Nero come la notte di Tullio Avoledo, Tracce dal silenzio di Lorenza Ghinelli e Dove crollano i sogni di Bruno Morchio.

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