La rabbia in smoking: un libro di prose inedite di Lelio Luttazzi

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La rabbia in smoking: un libro di prose inedite di Lelio Luttazzi

Tra i personaggi del mondo dello spettacolo che questo paese ingrato ha prodotto nella sua storia, un posto d'onore spetta al maestro Lelio Luttazzi, che molti di noi hanno conosciuto in veste di elegante entertainer nella bella tv in bianco e nero degli anni Sessanta, o come presentatore in radio della mitica Hit Parade. Ma il musicista triestino è stato molto più di questo, come si conviene a un nativo della città di Italo Svevo, Umberto Saba e Claudio Magris. Jazzista di rango, compositore, direttore d'orchestra, attore capace (vedere per credere L'ombrellone di Dino Risi e L’avventura di Michelangelo Antonioni), regista e autore, vittima come Enzo Tortora di un terribile errore giudiziario per cui non esiste un vero e proprio risarcimento. È come se all’improvviso la tua vita di uomo perbene, stimato e di successo, venisse vista sotto la lente deformante del pregiudizio da chi si ritiene depositario della Giustizia e della verità, mentre è solo un frustrato giustiziere. Una botta da cui non ci si riprende mai del tutto, soprattutto se si è onesti e portatori di una verità che non viene creduta.

Da questo dolore e da questa rabbia nasce "La rabbia in smoking", suggestivo titolo di una raccolta di brevi prose, racconti e abbozzi di sceneggiature, pubblicata grazie alla moglie Rossana, fedele custode della sua memoria e presidente della fondazione a lui intitolata (che ha già pubblicato per Einaudi "L’erotismo di Oberdan Bacirio") e con una bella prefazione di Piera Detassis. Anche se meriterebbe una riedizione l’ormai quasi introvabile “Operazione Montecristo”, sulla tragica esperienza del carcere da innocente (27 giorni in galera di cui 15 in isolamento e senza poter incontrare un avvocato!), è importante ritrovare il Luttazzi scrittore in questo libro.

Perché in questi inediti scritti tra il 1971 e il 1983 si esprime tutta la rabbia, che non diventa mai gratuita e sguaiata, di un uomo di grande spessore morale e intellettuale, una rabbia che non si fa mai pace e perdono. Sono prose graffianti, provocatorie, intrise di erotismo e a volte pervase di inattesa tenerezza (come Eva. Appunti per una sceneggiatura), mai ipocrite o convenzionali, ma sempre anarchiche e ribelli. Sono i figli della rabbia di Lelio Luttazzi, se ci permettete il paragone cronenberghiano, partoriti da un cervello ferito ma sempre lucido e quasi chirurgico nel suo j’accuse. Perché la vita di un uomo è la somma degli eventi belli e brutti che ha vissuto, e a volte il male mina alle radici la certezza del proprio valore, soprattutto se è gratuito e senza motivazione. Ma se ci dispiace per la genesi di questi scritti, è con piacere e gioia che li leggiamo, aggiungendo un tassello necessario, per quanto doloroso, al ritratto di un grande artista e di uno schivo intellettuale che tanto ha dato allo spettacolo e alla cultura del nostro paese

.La rabbia in smoking di Lelio Luttazzi, Luglio Editore, pagine 159, euro 13



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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