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5 romanzi thriller da non perdere, disponibili (anche) in ebook

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Più tempo libero e bisogno di distrarsi, alcuni consigli di lettura rigorosamente degustati prima.

5 romanzi thriller da non perdere, disponibili (anche) in ebook

In tempi cupi la lettura da sempre è una possibilità di fuga dal reale, ci consente di vivere altre vite, in un altro mondo, dimenticandoci di tutto il resto. Un bel romanzo è una medicina per l’anima e per la salute della nostra mente. Cosa c’è di meglio, quindi, che non avvicinarsi proprio di questi tempi alla lettura in digitale, attraverso gli ebook, leggibili anche su smartphone, nel caso non si abbiano lettori più confortevoli come Kindle o Kobo? Le librerie sono chiuse, ma non quelle virtuali, ci sono poi molte librerie indipendenti, di quartiere, che organizzano la consegna a domicilio dei libri cartacei.

Abbiamo selezionato cinque romanzi che rientrano nella grande categoria dei thriller, alcuni più gialli, altri più polizieschi, più o meno recenti, che uniscono una qualità di scrittura, dei personaggi a cui è facile avvicinarsi emotivamente e, ovviamente, parlando di thriller, una trama avvincente. 

Cominciamo con il meno recente, datato 1989, ma che per disavventure editoriali con il suo vecchio editore, era introvabile da molto tempo in traduzione italiana. Violette di marzo di Philip Kerr, primo capitolo di una delle serie più appassionanti del romanzo poliziesco fra fine Novecento e inizio secolo, con un sapore hard boiled e un investigatore privato che non lesina metodi spicci e botte prese. Lui si chiama Bernie Gunther e la particolarità è che indaga durante il regime nazista nella sua Berlino. In particolare qui siamo nel 1936, nei giorni in cui debuttano le Olimpiadi volute a tutti i costi dal Führer per ripulire la sua immagine internazionale. 

Gunther è stato un poliziotto ufficiale, ma non sopporta più quello che è diventato il distretto in epoca nazista, con la proliferazione di divise alternative o in parallelo come la Gestapo, le SS in ascesa o i rimasugli di SA. Il sapore dell’ambientazione così particolare riesce a donare un gran bel valore aggiunto alle avventure di Gunther, che sono in corso di (ri)pubblicazione da Fazi, in totale sono 14, a partire ovviamente da questo primo capitolo, che fa parte della cosiddetta trilogia berlinese di Bernie Gunther. In originale Berlin noir, perché sono libri scritti da un autore britannico, Philip Kerr, in inglese, anche se la descrizione di una città affascinante come la Berlino degli anni ’30, che non esiste ormai più, è davvero ben fatta.

Il titolo si riferisce agli opportunisti dell’ultima ora, in italiano li definiremmo quelli saliti “sul carro del vincitore”, iscritti e simpatizzanti del Partito Nazista non certo della prima ora, ma del marzo (1933), quando Hitler divenne dittatore a tutti gli effetti, con la legge delega, che gli permetteva di promulgare leggi senza approvazione del parlamento.

Violette di marzo di Philip Kerr, pag 261, ebook 7,99, traduzione Patrizia Bernardini, Fazi editore

Cambiamo completamente ambientazione e azzardiamoci fra le strade della Los Angeles di oggi, dove un esperto detective custodisce la memoria storica dei fatti criminali accaduti in decenni. Ormai si è tolto la divisa, per varie vicissitudini tutte raccontate nei suoi romanzi, anche se si aggira sempre fra i suoi ex colleghi, con la nuova passione di indagare sui casi freddi, riportando alla luce storie non chiarite, cosa che gli permette di indagare lo stesso nell’ombra, senza dare fastidio. La fiamma nel buio è il nuovo romanzo di Michael Connelly con protagonista Bosh, di nome Harry, diminutivo di Hieronimus, sì, come il pittore fiammingo, che dallo scorso romanzo, La notte più lunga, costituisce una strana e non ufficiale coppia investigativa con la detective della omicidi Renée Ballard, in servizio, ma esiliata nel turno di lotte, il cosiddetto Ultimo spettacolo.

Connelly è un vero fuoriclasse, come lo sono le sue avventure con Bosh, adattate anche in una serie televisiva disponibile su Amazon Prime Video, ma anche quelle con il fratellastro, l’avvocato Mickey Haller, che qui appare in una sorta di ruolo da non protagonista. Sono sempre appassionanti, oltre che per le trame sempre ben congegnate, per la costruzione di un personaggio che evolve libro dopo libro, avventura dopo avventura, e ormai ha inchiodato milioni di lettori che si sono affezionati e si interessano alla sua salute provata da anni lungo le pericolose strade di L.A.. Contateci pure fra questi fan appassionati.

La fiamma nel buio di Michel Connelly, pag 382, ebook 10,99, traduzione Alfedo Colitto, Piemme

Dalle palme, seppure con ormoni, di Los Angeles al grande freddo del Canada, dove da anni una signora seduce molti lettori, cercando di farsi accreditare con l’etichetta più abusata della storia della crime novel: “nuova Agatha Christie”. Per qualche motivo, però, in Italia ci siamo fatti sfuggire (o quasi) per una quindicina d’anni Louise Penny, e il suo integerrimo ma coriaceo capo della polizia del Quebec, Armand Gamache. Ormai si è rifugiato in un paesino nel nulla, Three Pines, circondato dalla moglie, con il genero che è il suo braccio destro, e un gruppo di persone curiosamente assortito che aiutano ad alleggerire la drammaticità delle indagini, con controcampi ironici e divertenti.

Il Regno delle ombre è il suo ultimo romanzo e ormai gli anni di servizio si fanno sentire, soprattutto l’azzardo di una mossa relativa al romanzo precedente, in cui aveva tentato di sgominare un importante traffico di droga diretto a Montreal rischiando tutto. I nodi verranno al pettine in questa indagine, una sue migliori che abbia letto. C’è il giusto equilibrio fra accuratezza nella costruzione gialla, un’atmosfera che entra nelle ossa e dei personaggi tutti caratterizzati con cura e mai banali. Brava Einaudi che sta pubblicando le avventure di Gamache nella collana Stile Libero.

Il regno delle ombre di Louise Penny, pag. 528, ebook 7,99, traduzione Letizia Sacchini, Einaudi

Passiamo ora a una delle sorprese del genere di quest’anno, un libro che sembra uscito dalla penna di Simenon, raccontando una Francia di provincia al confine, fra bistrot scalcagnati e clienti abituali, mentre la sparizione di una ragazza, una cameriera, crea piccolo grande scompiglio nelle routine abitudinarie degli abitanti. Nonostante tutto, però, l’autore è uno scozzese (terra di grandi giallisti), si chiama Graeme Macrae Burnet e ci invita a leggere La scomparsa di Adèle Bedeau.

Manfred Baumann è un solitario, uno di quei personaggi di cui sono piene le pagine della letteratura, che vivono costretti in una ragnatela quotidiana che continuano senza accorgersi a costruirsi intorno, sempre più ramificata, che impedisce un movimento diverso, un guizzo di vita. Personaggi verso cui provare tenerezza, prima, ma parlando di un giallo poi saranno altri i sentimenti a prevalere. Molto ben scritto, ci permette una grande precisione nella ricostruzione visiva, mentale, di questo paesino poco vivace e molto inquietante.

La scomparsa di Adèle Bedeau di Graeme Macrae Burnet, pag. 253, ebook 9,99, traduzione Simona Fefè, Neri Pozza

Chiudiamo con il più classico dei last but not least. Sarà anche giunto il momento di riconoscere il talento di John Grisham una buona volta, o no? È uno scrittore notevole, le sue vicende trasudano  umanità e uno slancio etico nei confronti dei discriminati, degli accusati ingiustamente, oltre che disgusto per la pena di morte, che si accompagnano a storie ben costruite e personaggi che spesso ci rimangono addosso per molto tempo. È il caso di questo suo ultimo romanzo, a mio avviso uno dei suoi migliori in assoluto, uscito da qualche mese con il titolo italiano L’avvocato degli innocenti. 

Sono i guardians, un gruppo di volontari che girano per il sud alla ricerca di uomini  (quasi sempre) di colore, incarcerati ingiustamente, e si danno da fare per farli uscire, dimostrare le forzature se non i veri e propri atti criminali compiuti da sceriffi locali spesso razzisti e schiavi della popolarità e della soluzione immediata e facile, perché vengono eletti.

Abuso di potere, errori giudiziari, Grisham prosegue il suo viaggio nelle terre più remote della giustizia americana, mettendone alla luce contraddizioni, ma anche eccezioni a dir poco meritevoli come quelle di Cullen Post, cavaliere sempre in giro fra motel scalcagnati, prigioni poco ospitali e le lunghe strade sempre uguali del sud degli Stati Uniti.

L’avvocato degli innocenti di John Grisham, pag. 324, ebook 12,99, traduzione L.Fusari S.Prencipe, Mondadori



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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