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Terminator Genisys in Blu-ray: il ritorno delle icone anni Ottanta

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In occasione dell'uscita del reboot, parliamo di questo e altri recuperi di celebri marchi

Terminator Genisys in Blu-ray: il ritorno delle icone anni Ottanta

Terminator Genisys sbarca in home video nei formati Blu-ray, Blu-ray 3D e dvd, con numerosi contenuti speciali, distribuito dalla Universal Pictures Italia. Il quinto capitolo della saga vede il rientro di Arnold Schwarzenegger, tornato sul grande schermo dopo la parentesi politica. Diretto da Alan Taylor, con le new entry Jason Clarke, Emilia Clarke e Jai Courtney, Terminator Genisys per la prima volta non presenta una trama in canonica continuity con gli altri episodi della saga. Un restyling necessario a causa di una storia già sviscerata nelle sue parti fondamentali, fino alla guerra tra umani e robot, che trova ora linfa vitale soprattutto grazie al ritorno del suo attore principale, “vecchio ma non obsoleto”, come ama ricordare nel film. In occasione dell’uscita in home video del film, andiamo insieme alla scoperta dei nuovi adattamenti già usciti (o in lavorazione) di pellicole che hanno fatto la storia del cinema.

 

 

Ci focalizziamo soprattutto sul periodo degli anni Ottanta e Novanta, partendo da Indiana Jones, l’archeologo più famoso del cinema, nato da un’idea di George Lucas e apparso per la prima volta nel film I predatori dell’arca perduta. Interpretato da Harrison Ford e diretto da Steven Spielberg, questo fu il primo episodio di una saga longeva e fortunata, con quattro capitoli all’attivo. Un quinto capitolo è già stato confermato dalla stessa Kathleen Kennedy, presidente della Lucasfilm e producer dei precedenti film, ma non si hanno ancora notizie certe sugli sviluppi dello script. L’ultima volta che abbiamo visto l’archeologo al cinema è stato sette anni fa, nel film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, dove lo stesso Ford, impeccabile come sempre, mostrava già l’inevitabile declino fisico dovuto a una non più tenera età. Sembrava un saluto al pubblico, ma i fan della saga che chiedevano una nuova avventura saranno accontentati.

 

 

Harrison Ford oltretutto è tra i protagonisti dell’ultimo episodio di Guerre Stellari, Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza, che sbarcherà nei cinema nostrani nel mese di dicembre. La pellicola è ambientata trent’anni dopo Il ritorno dello Jedi ed è il settimo capitolo della saga nata nel 1977 sempre da un’idea di George Lucas. Sono previsti nuovi episodi nei prossimi anni, compreso uno spin off su Ian Solo. Le guerre stellari non sono ancora vicine alla conclusione, nonostante stiano per festeggiare i quarant’anni di “conflitto”.

 

 

È difficile abbandonare un personaggio amato e a volte sono gli stessi registi a voler riportare sul grande schermo una storia che essi stessi avevano già diretto anni prima. Come accaduto per George Miller, visionario regista australiano creatore della trilogia di Mad Max, interpretata da Mel Gibson tra il 1979 e il 1985, ambientata in un’Australia distopica dove le riserve di energia iniziano a scarseggiare e le strade sono invase da pericolosi criminali. Lo stesso Miller nel 2015 ha diretto Mad Max – Fury Road, reboot della saga, con un secondo capitolo già previsto per il 2017, con Tom Hardy nei panni del protagonista. Uno dei migliori reboot degli ultimi anni, tra ambientazioni desertiche, richiami mitologici al Valhalla e un ritmo forsennato, dove si combatte per la libertà e per un futuro più giusto, dove non esistano tiranni o divinità sopra gli uomini. O sarebbe meglio dire donne, considerata l’ampia partecipazione di un’agguerrita quota rosa alla pellicola di Miller, con in testa una sorprendente Charlize Theron nei panni dell’Imperatrice Furiosa, unica speranza per un mondo migliore.

 

 

Come più roseo appare il futuro se a difenderci dai criminali nelle strade c’è Robocop, poliziotto protagonista di una trilogia di successo a cavallo tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Nel 2014 è stato realizzato un reboot con protagonista Joel Kinnaman nei panni del poliziotto Alex Murphy che, in seguito a un attentato ordito da un gruppo di gangster al soldo di un potente trafficante di droga, si ritrova con il corpo dilaniato e rimpiazzato con protesi cibernetiche che lo rendono più simile a un robot che a un essere umano, nonostante siano stati preservati il cuore, il cervello e altre parti del corpo per creare un poliziotto invincibile. Il primo episodio di Robocop, datato 1987, fu diretto da Paul Verhoeven, regista olandese dietro la macchina da presa tre anni dopo per Atto di forza, un cult del cinema di fantascienza interpretato da Arnold Schwarzenegger e Sharon Stone.

 

 

Ispirato a un racconto di Philip K. Dick e adattato nuovamente per il cinema da Len Wiseman, è Total Recall – Atto di forza, remake della pellicola del 1990 con Colin Farrell nei panni che furono di Schwarzenegger. In questo caso si è perso il fascino della pellicola originale, a vantaggio di una storia che punta molto sulla componente action a discapito della elaborazione originale e fantascientifica della storia.

 

 

Un genere molto condizionato da sequel, remake e soprattutto reboot è l’horror, basti pensare come negli ultimi siano tornati in auge personaggi come Freddy Krueger, protagonista della saga di Nightmare, “riavviata” da Samuel Bayer con un nuovo capitolo nel 2010 e la sostituzione dell’attore principale, Robert Englund, con Jackie Earle Haley. C'è anche Michael Myers, protagonista del franchise Halloween, tornato sul grande schermo grazie a Rob Zombie nel 2007. Non poteva mancare all’appello Jason Voorhees, l’assassino con la maschera da hockey, celebre grazie al film Venerdì 13, nuovamente sul grande schermo nel 2009 grazie al regista Marcus Nispel. Una vera e propria ondata di terrore che, nonostante i mezzi economici a disposizione notevolmente superiori alle produzione del passato, ha fatto storcere il naso ai fan, legati a quelle icone del cinema dell’orrore del passato trasportate in un’epoca che sembra non appartenergli più.

 

 

Con alcune eccezioni, come il remake del film La casa, un cult di genere diretto da Sam Raimi nel 1981 e ambientato in uno chalet di montagna dove un gruppo di ragazzi in vacanza si ritrova a fronteggiare degli spiriti maligni da loro stessi incautamente invocati. Furono realizzati due sequel, La casa 2 e L’armata delle tenebre, mentre nel 2014 è stato realizzato un remake prodotto dallo stesso Raimi e da Bruce Campbell, protagonista della precedente trilogia, con la regia affidata all’esordiente Fede Alvarez che ben si destreggia tra abbondanti fuoriuscite di sangue, mutilazioni e riferimenti alla pellicola originale. Perché il segreto in fondo è non dimenticare, ma omaggiare quei film del passato che ancora oggi mantengono immutato il loro fascino.

 

 



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