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Pain & Gain in Blu-ray : intervista a Michael Bay

Con il film disponibile in home video, il regista ci parla della sua esperienza

Pain & Gain in Blu-ray : intervista a Michael Bay

Con Pain & Gain già disponibile in Blu-ray e dvd, è tempo di approfondire ciò che ha animato uno dei film più economici tra quelli diretti del regista di Transformers, Michael Bay. A questo scopo, vi presentiamo un'intervista esclusiva.

Ciao Michael. Siamo abituati a vederti lavorare su film spettacolari con un grande budget. Pain & Gain – Muscoli e denaro è un grande film d’azione, ma è un prodotto diverso rispetto ai film che hai fatto negli ultimi anni…
Si è vero, non avevo un budget così basso per realizzare un film dai tempi di Bad Boys (ride).
 
Pensi di fare altri film a basso budget in futuro?
Sono divertenti. La cosa divertente è che non ero affatto preoccupato degli incassi al box office, proprio perché era costato poco. Si tratta di un film strano, insolito, ma la gente dopo averlo visto ha il sorriso stampato in viso. E’ raro che un film possa sviluppare tale reazione.

Come mai hai scelto di lavorare a questo progetto e portare la storia sullo schermo? 
Prima di tutto ho letto gli articoli sul giornale che riguardavano la vera storia, trovando molto bizzarro il personaggio protagonista. Era molto divertente. Fondamentalmente mi piaceva il concetto che le persone non apprezzano mai quello che hanno e che vogliono ottenere sempre di più.
 
Si tratta di una storia tragica ma affrontata con molto humor. Combinare questi due elementi è stato difficile?
Assolutamente, è stata una vera e propria sfida. Ad ogni modo, gli stessi articoli di giornale erano scritti in modo da far emergere un determinato aspetto umoristico; coloro che hanno commesso i crimini, hanno ricevuto quel che si meritavano. Quindi non mi sento assolutamente di aver mancato di rispetto a qualcuno mantenendo un certo humor. Quando ho letto la storia la prima volta non credevo potesse essere vera, era così comica!

Incredibile. Hai mai avuto voglia di parlare ai veri protagonisti della storia?
Ho parlato con delle persone che li conoscevano e che erano al corrente anche di dettagli condivisi dai detective che hanno lavorato al caso all’epoca.

E’ stato difficile coinvolgere Mark Wahlberg e Dwayne Johnson?
Abbiamo formato il cast molto velocemente. Dissi alla Paramount che avrei lavorato al film prima del nuovo Transformers e in qualche settimana abbiamo definito il cast. Avevo parlato con Dwayne di questo progetto già nove anni prima, quindi ne era al corrente, così come Mark, non è stato difficile definire il tutto.

Questo film vuole comunicare qualche messaggio particolare?
Si, credo assolutamente che ci sia un forte e chiaro messaggio dietro al film. Tutto gira intorno al concetto che bisognerebbe apprezzare di più quello che abbiamo, e che non bisogna travisare il messaggio del “Sogno Americano”. 
 
Miami non è solo la città di sfondo di questo film, è come se fosse un vero e proprio personaggio. Qual è la cosa che ti affascina di più di questa città?
Bad Boys
è stato il mio primo film girato a Miami. E’ strutturata in maniera molto interessante ed ha una luce particolare. E’ veramente una bellissima città per me è come una seconda casa.
 
Mark Wahlberg ha dichiarato che tu sei in grado di fare qualsiasi cosa a Miami, che cosa intendeva dire esattamente?
Lui esagera (ride). Ma è vero, ho un rapporto speciale con Miami. E’ una città abitata da gente molto cooperativa, durante le riprese tutti hanno aiutato e cooperato alla buona riuscita del film. I poliziotti che vedete nel film sono tutti reali ed hanno letteralmente chiuso una strada solo per noi per ben 8 km per permettere a Mark di guidare una Lamborghini a 250 km/h.

Quindi essere residente a Miami, aiuta…
Sì, sì (ride). Sono molto gentili se per un certo lasso di tempo hai abitato a Miami. Mi faceva ridere avere sul set tutti quei poliziotti veri… mi veniva da pensare che eravamo sul set più sicuro e protetto al mondo.  Si sono fatti in quattro per aiutarmi. In fin dei conti, ho mostrato al mondo la loro splendida e particolare città.
 
E’ vero che avevi per vicino un legale che aveva lavorato al caso?
Credeteci o no, avevo per vicino di casa il pubblico ministero che si era occupato del caso.  E’ stato uno dei casi più importanti nella Contea di Miami-Dade.
  
Tu sei famoso per le tue tecniche di lavorazione e realizzazione molto veloci. Ci puoi parlare un po’ di più del tuo approccio tecnico a questo film?
Certamente. Abbiamo unito il digitale alla pellicola normale usando delle GoPro e una Canon D5s. La cosa che mi è piaciuta molto in questo film è stata avere attori veri e non robot. E’ stato un sollievo per me ed ho cercato di spingere un po’ con i colori.


Quali sono i registi da cui trai ispirazione?
Non mi piace copiare da altri film. Penso che le persone siano in grado di riconoscere i miei film a prima vista, molto facilmente. Mi piace mantenere il mio stile personale.
  
Con questo film, hai “battezzato” e presentato al pubblico Bar Paly. Nel film interpreta una stripper. Come l’hai preparata a questo ruolo?
Prima di tutto l’ho fatta ingrassare di 4 kg, perchè volevo avesse delle curve. Il suo provino è andato molto bene, è stata molto accattivante e seducente, questo ruolo per lei era perfetto. Il difficile è stato insegnarle a ballare come una stripper… non è che ci siano in giro molti insegnanti per questo tipo di ballo. Ne abbiamo trovata una e l’abbiamo dovuta pagare sottobanco, ma ne è valsa la pena. Guardate le scene in cui balla: è fantastica!

 



 



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