News Digital Video

Insidious 3 in Blu-ray: uno sguardo alla trilogia horror

1

Con l'uscita in home video del terzo atto, riflettiamo sulla saga fenomeno battezzata da James Wan

Insidious 3 in Blu-ray: uno sguardo alla trilogia horror

Alla base di una pellicola horror c’è la paura. Quella indotta nello spettatore, a volte in maniera coatta, con il pubblico bombardato da personaggi e trame difficilmente innovative che provocano déjà vu, noia e decadenza di un genere, una volta amato perché portatore di una sana e liberatoria paura. Anche per queste ragioni nel 2011, anno di uscita di Insidious, si avvertì un’insolita e piacevole sensazione di nuovo. Ora, dopo quattro anni e un secondo capitolo, celebriamo l’uscita in home video e streaming del terzo capitolo della saga, distribuito dalla Universal Pictures Italia in edizione Blu-ray e dvd con numerosi contenuti speciali che soddisfano la curiosità del pubblico, rapito da quell’immaginario “mondo dell’orrore” partorito dalle menti di James Wan e Leigh Whannell, attore e ideatore della saga e, nel terzo capitolo, esordiente dietro la macchina da presa.

 

Cinque anni fa si incrociò il destino di tre uomini che avevano, seppur giovanissimi, già iscritto i loro nomi nella storia del cinema dell’orrore: James Wan, Leigh Whannell e Oren Peli. I primi due sceneggiatori della saga di Saw, il terzo ideatore invece di Paranormal Activity. Considerato il terzetto ai blocchi di partenza, era lecito aspettarsi molto da Insidious e le attese non furono tradite. Diretto dallo stesso Wan, il film sbancò i botteghini (specie in relazione al suo irrisorio budget) e convinse i critici grazie a una rappresentazione intelligente, elaborata e suggestiva, che si svolge tra realtà parallele e in contrasto: il focolare domestico di una famiglia e un aldilà che appare come una sorta di limbo, dove alloggiano le anime dei defunti.
Protagonisti del primo episodio sono i coniugi Lambert, Josh e Renai con il loro figlio Dalton, caduto in un coma inspiegabile anche secondo i medici. In realtà il piccolo è un “viaggiatore”, dote ereditata dal padre, e ha la capacità di spostarsi tra universi paralleli. In uno dei suoi viaggi è però finito nell’Altrove, un luogo infernale popolato da entità spettrali, dove i vivi non possono entrare. Là è intrappolato: se non sarà portato indietro in breve tempo, non potrà mai più svegliarsi dal sonno profondo in cui è caduto. In soccorso arriva l'anziana medium Elise, insieme a due buffi assistenti, mentre la madre di Josh, Lorraine, fa emergere nuovi, inquietanti e sepolti segreti di famiglia.

Insidious è un horror a due dimensioni, di cui una – l'aldilà – tendenzialmente meno esplorata dal cinema dell’orrore. Terrorizzante e ben confezionato, si avvale di un cast solido e affiatato composto da Patrick Wilson e Rose Byrne nei panni dei due sfortunati e preoccupati genitori Josh e Renai, e un sorprendente e inquietante Ty Simpkins, attore che all’epoca del film aveva solo nove anni, con un incredibile curriculum e film all’attivo come La guerra dei mondi e Revolutionary Road, che interpreta Dalton, il figlio della coppia. I due “acchiappafantasmi” Specs e Tucker sono interpretati dallo stesso sceneggiatore Leigh Whannell e Angus Sampson. Barbara Hershey è nel ruolo di Lorraine e, soprattutto, c'è già Lin Shaye, la medium Elise anima dell’intera saga.

Il finale aperto della pellicola garantì un secondo capitolo che non tardò ad arrivare: nel 2013 sbarcò al cinema Oltre i confini del male: Insidious 2. Nomen omen, perché quei confini, già comunque varcati nel primo film, sono qui invasi e la connessione tra bene e male, tra vivi e morti, tra realtà e Altrove si intensifica tra colpi di scena e inevitabili balzi sulla poltrona. Ancora una volta è data molta importanza al legame famigliare che unisce la famiglia Lambert e alla capacità del piccolo Dalton e di Josh Lambert di estraniarsi dal proprio corpo, per raggiungere un’altra dimensione. La pellicola, dopo un incipit nel quale ci viene mostrata l’origine del terrore con Elise già in versione medium, che ipnotizza un’allora giovane Josh, si colloca temporalmente dopo il primo film, mostrando le forze dell’ordine impegnate nella ricerca dell’assassino di Elise. La famiglia Lambert si è trasferita nella vecchia casa di famiglia, dove si consuma un nuovo ed affascinante viaggio nell’altrove, con il piccolo Dalton che coraggiosamente attraversa i pericoli dell’ignoto per trovare il vero padre, là costretto a vagare mentre il suo corpo è stato posseduto da un demone. Nella pellicola c’è un ridondante colore rosso, omaggio al cinema di Dario Argento, una grande importanza data agli effetti sonori, per stimolare un ulteriore senso dello spettatore oltre la vista, e una lunga citazione di Shining, in una tensione che si consuma tra le mura domestiche di casa Lambert, come una volta fu all’Overlook Hotel. Il finale è ancora una volta aperto e ci introduce alle origini della saga, i cui ultimi misteri sono svelati nel prequel, Insidious 3: L’ìnizio.

Il cast viene rinnovato con le new entry Hayley Kiyoko, Dermot Mulroney e Stefanie Scott, quest’ultima nei panni di Quinn Brenner, una ragazza tormentata da un demone, desiderosa di mettersi in contatto con la madre morta di cancro. Cambia anche il regista, con l’esordio di Leigh Whannell, e assistiamo a un’evidente maturazione della saga che viene amplificata nei toni drammatici. È data molta importanza alle dinamiche familiari, al dolore di una ragazza che perde la madre, a quello di un uomo rimasto vedovo, alla solitudine della stessa medium, anch’essa vedova. A stemperare la tensione ci pensano Specs e Tucker, i due assistenti della sensitiva che abbiamo già conosciuto nei primi due capitoli, capaci di donare al film una velata e rassicurante ironia. La stessa Elise è disegnata come una donna fragile e sola, spaventata dall’ignoto e minacciata da uno spettro, agli antipodi con la versione “guerriera” dei primi due capitoli.

Ciò che segue è uno spoiler, leggete solo dopo aver visto i lungometraggi! Come ogni saga horror che si rispetti, la trilogia di Insidious ha anche uno spaventoso e crudele villain, rappresentato da Parker Crane, un uomo travestito da donna: dopo una serie di violenze mentali subite dalla madre, anch’essa presente come entità nella saga, che lo costringeva a vestirsi e comportarsi come una bambina, maturò istinti omicidi diventando un efferato serial killer, non trovando pace neanche nell’Altrove. Evidente la citazione di Psycho di Alfred Hitchcock, nel rapporto di Norman Bates con la madre. Un omaggio rafforzato dallo stesso cognome Crane, come quella Marion brutalmente assassinata da Norman sotto la doccia nella ormai celebre sequenza della doccia. Nel primo episodio invece l’antagonista era rappresentato da uno spaventoso demone con il volto rosso, ma la sua storia non è mai stata approfondita (per ora).

La trilogia di Insidious ha avuto il merito di omaggiare e rinvigorire un genere, ha proposto un luogo originale come l’Altrove, ha saputo giocare con suoni, ombre ed improvvise apparizioni, ha spaventato e suggestionato. Ha raccontato di famiglie distrutte dal dolore e dal lutto e ha raccontato di eroi per caso, come un bambino e un’anziana medium. Con buona pace di Parker Crane.

 



Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming