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I miei giorni più belli arriva al cinema e on demand: intervista esclusiva al giovane Quentin Dolmaire

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Il nuovo film di Arnaud Desplechin, César 2016 per la miglior regia.

I miei giorni più belli arriva al cinema e on demand: intervista esclusiva al giovane Quentin Dolmaire

Dopo aver conquistato il César 2016 per la miglior regia nel mese di febbraio scorso, Arnaud Desplechin è da oggi, 22 giugno, on demand sulle principali piattaforme digital video (Chili, Google Play, Infinity, Itunes, Mediaset Premium Play, Timvision, Wuaki) e da domani, 23 giugno, in esclusiva in alcuni cinema italiani in versione originale con sottotitoli in italiano (Europa di Bologna, Apollo di Ferrara, Edison di Parma e Giulio Cesare di Roma) con il suo nuovo film I miei giorni più belli.

Il film vede il ritorno, 20 anni dopo Comment je me suis disputé... (ma vie sexuelle), dell'enigmatico e romantico anti-eroe Paul Dédalus, di cui ci viene raccontata questa volta l'infanzia, l'adolescenza e l'inizio dell'età adulta: un'infanzia difficile, un’adolescenza di appassionato impegno politico, una giovinezza segnata da scelte radicali e dall'amore assoluto e indimenticabile per una donna: Esther.

20 anni fa Paul Dédalus era stato interpretato dallo straordinario Mathieu Amalric. In I miei giorni più belli, a vestire i suoi panni da giovane è Quentin Dolmaire, alla sua prima esperienza sul grande schermo.

Ed è proprio Quentin Dolmaire a parlarci del film, del suo personaggio e della sua esperienza sul set in questa intervista esclusiva:

I mei giorni più belli è il tuo primo film. Come hai ottenuto la parte?
Studio drammaturgia alla Cours Simon, è stato il mio insegnante a parlarmi della parte nel 2014. Allora non conoscevo Arnaud Desplechin, così sono andato a vedere tutti i suoi film. L'ho incontrato solo in occasione del secondo casting. Il nostro quarto incontro fu in occasione delle prove, a casa sua, con Lou. C'era anche l'assistente alla regia: lì ho capito che era andata.

Come è stato dover somigliare a Mathieu Amalric, di cui tu interpreti il personaggio da giovane?
Ho visto Mathieu nei film di Arnaud così tante volte che devo avere inconsciamente cominciato a modellarmi su di lui. Arnaud non mi aveva chiesto di concentrarmi in particolare su questo.
Diciamocelo, non sono biondo con gli occhi azzurri ed andava bene. Credo che, in sede di casting, stessero aspettando di capire quello che gli attori sarebbero stati in grado di fare.

Parlaci di Paul
È molto complicato descrivere il personaggio di Paul Dédalus. È perfettamente consapevole del mondo che lo circonda ma è come se fosse completamente "incapace". Sembra sapere perfettamente dove vuole andare, ma questo non lo aiuta affatto. La sua relazione con le donne è caotica. Crede che l'amore sia la cosa più importante e rispetta il suo credo sopra ogni cosa, anche se questo significa essere infedele. È molto diretto con i suoi amici e si sforza di continuo di vivere all'altezza delle proprie aspettative... e Dio sa se sono alte!

Come interpreti questo personaggio?
Arnaud non voleva che noi facessimo qualcosa di troppo innaturale, quindi dopo un po' mi sono reso conto che il personaggio doveva essere un po' come me, ho smesso di farmi troppe domande e ho cominciato a pensare a che cosa avessi in comune con Paul. Per esempio lui ama conversare, come me del resto. Dato che era fuori discussione il fatto di inventare un personaggio o di crearne uno poco credibile, ho deciso di farlo a modo mio. Dato che ero io ad essere stato scelto, ho pensato anche che avrei potuto mostrare me stesso pienamente.

Hai fatto ad Arnaud molte domande prima e durante le riprese?
Non avevo domande precise; ci stavamo conoscendo man mano. Io ero principalmente focalizzato sul capire che cosa lui volesse. Ero in attesa di quanto potessi ricevere da lui e lui di quanto potesse avere da me. La nostra relazione era perlopiù basata sul fatto che io amo recitare e lui ama il cinema. I nostri scambi erano perlopiù del genere "dì questo, fa quello". Per esempio se la situazione diventava troppo intellettuale o seria Arnaud mi avrebbe detto di inserire qualcosa di più leggero, di informale, e di trovare un equilibrio. Lui conosce la sceneggiatura e i suoi personaggi così bene che una volta che ci siamo trovati sul set non ne abbiamo neppure più parlato. Io credo che quello che più di tutto gli importi come regista è la messa in scena e il lavoro che fa con gli attori. È molto acuto e incredibilmente gentile. Rispetta profondamente l'opinione degli attori. Se per caso notava che cominciavo ad andare nel panico e a perdere sicurezza, veniva da me con un tono di voce molto pacato che mi scaldava, anche a livello fisico. Ho imparato molta gestualità da lui. Inoltre quello che mi ha colpito quando l'ho incontrato è che lui e Almaric hanno un linguaggio del corpo molto simile. Entrambi hanno influenzato molto la mia recitazione. Ed è vero che quando non sapevamo come interpretare una scena, lui stesso si metteva a recitare e noi lo copiavamo!

Ti ha chiesto di vedere qualche film in particolare?
Mi ha chiesto di vedere Baci rubati per vedere la recitazione disinvolta di Léaud. Per una persona come me che viene dal teatro è naturale voler "recitare". Ma Arnaud mi ha detto chiaramente: "basta, sii semplicemente te stesso!". Alla fine vedere i film di Truffaut mi ha aiutato meno con il ruolo di Paul ma più sul modo di recitare. Arnaud ci ha anche chiesto di fare una playlist della musica che preferiamo. A me piace la musica black metal e hardcore. Ho selezionato 10 tracce. Quando ha cominciato a sentire i cd, dopo trenta secondi ha detto: "basta così, è impossibile!" Ma mi piacciono anche molto le nuove tendenze musicali e sul set ho ascoltato molto i The Specials, la musica ska e le canzoni scelte per le scene delle feste.

Una parte della storia è girato in Russia e in Asia centrale. Ci puoi raccontare la tua esperienza in quei posti?
Abbiamo girato in Bielorussia a fine settembre dopo aver girato a Roboix e a Parigi ed è stata un'esperienza molto particolare. Eravamo in pochi della troupe ed io ero molto vicino a Elyot Milshtein che recita la parte di Marc. È stato anche il momento in cui Arnaud ed io abbiamo cominciato a conoscerci meglio... All'inizio ero un po' lasciato a me stesso perché ero un principiante: in Bielorussia l'intero team si è sentito un po' allo stesso modo. Metà della troupe non parlava né francese né inglese. Invece il Tajikistan è stato più Rock'n roll. La gente lì era veramente fantastica. E c'erano soltanto quattro membri della troupe: Arnaud, il direttore della fotografia, un tecnico del suono e un assistente.

Il film ha molti dialoghi ma anche alcune scene molto fisiche...
A me piace molto: correre combattere... Il teatro è molto fisico, con il cinema sei più coinvolto ma non necessariamente a livello fisico. La mia recitazione tende a essere contaminata da elementi di fisicità. Ma qualche volta mi muovevo troppo e Arnaud mi diceva "è troppo LooneyTunes, non ci siamo". Per questo le scene di rissa sono state liberatorie. C'era una vera coreografia, abbiamo provato con lo stuntmen più volte. Mi è piaciuto questo aspetto del lavoro. Le scene di sesso sono molto più complicate. Sei con una partner che non conosci e devi girare anche se sei timido. Ma Arnaud è talmente gentile. Se tu sei, diciamo, demotivato, lui trova per te la motivazione giusta. È appassionato e dà il 2000% di ogni singola goccia della sua energia.

Quali film sono importanti per te?
Inizialmente non ero particolarmente interessato al cinema. Per un periodo non guardavo affatto film, né blockbuster né film d’autore. La mia cultura cinematografica comincia durante il lavoro con Arnaud. È così che ho scoperto, per esempio, il lavoro di Truffaut. Non direi che mi piacciono i suoi film a tutti i costi, ma in essi vi è qualcosa di misterioso che mi ci ha fatto pensare per giorni. Penso che i film di Truffaut mi abbiano fatto capire quelli di Arnaud. Comunque Taxi Driver, per esempio, mi ha molto influenzato; mi sono reso conto della mise en scene sottointesa in tutti il film. Amo anche i film di Quentin Dupieux. Nell'ultimo anno sono andato spesso al cinema. Di recente mi è piaciuto Mommy di Xavier Dolan, Whiplash e Force Majeur.

Trailer ufficiale italiano - HD:



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