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Giancarlo Esposito ci parla del film Netflix Okja e del giovane Gus Fring

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L'attore è arrivato a Roma per promuovere l'ultima fatica di Bong Joon Ho e noi l'abbiamo intervistato.

Giancarlo Esposito ci parla del film Netflix Okja e del giovane Gus Fring

Anche se ha attraversato quasi quartant’anni di cinema - lavorando per esempio con Spike Lee - e ha calcato le tavole dei palcoscenici di Broadway fin da bambino, Giancarlo Esposito è noto ai più soprattutto per la sua interpretazione del villain di Breaking Bad e della terza stagione di Better Call Saul Gus Fring. Nel suo curriculum adesso c’è anche Okja, film di Bong Joon Ho con Tilda Swinton già presentato allo scorso Festival di Cannes che sarà disponibile su Netflix a partire dal 28 giugno. Proprio in occasione della tappa romana del tour promozionale di quest’ultimo, abbiamo incontrato l’attore, con cui abbiamo trascorso un piacevolissimo quarto d’ora.

Cosa rende Okja un film unico nel suo genere?
Credo dipenda dalla visione di Bong Joon Ho. E’ un film difficile da collocare in una categoria precisa. Innanzitutto è una storia d’amore fra una ragazzina di nome Mija e un maiale che somiglia un po’ a un ippopotamo, ed è una riflessione sui rapporti fra gli esseri umani. Nello stesso tempo è speciale perché parla dell’avidità delle multinazionali, di chi pensa solo al proprio tornaconto. Infine è un fantasy in cui Bong ha riunito tutte le sue passioni, rendendo per esempio omaggio all’anime giapponese. Okja è un film che racconta un viaggio alla ricerca di noi stessi. Guardandolo, ho imparato cosa significhino il coraggio, l’impegno e il desiderio di mantenere vivo il legame con un altro essere vivente, che sia un animale o un uomo.

Lei che rapporto ha con gli animali, con la natura?
Sono una persona che ama stare all’aria aperta e adoro gli animali. Da bambino ho avuto diversi cani e mi ricordo di una volta in cui, all’età di 7 anni, mentre mi trovavo solo a casa di sera, è scoppiato un incendio e il mio cane mi ha salvato la vita. Adoravo quel cane, che si chiamava Mr. Puppy. Rammento che ero a letto che studiavo e attaccata alla testiera c’era una lampada che improvvisamente ha dato fuoco al materasso. Io mi ero addormentato e a un certo punto ho cominciato a rigirarmi perché sentivo caldo senza capire il perché. Di colpo Mr. Puppy è saltato sul letto, mi ha morso e mi ha svegliato, e mi sono accorto che c’erano fiamme ovunque. Per fortuna sono riuscito a uscire di casa. Anche per questo mi sento molto vicino agli animali e mi piace che la religione induista consideri i cani dei santi caduti, dei meditatori caduti.

Cosa possiamo fare ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore?
Possiamo essere un po’ più consapevoli, per esempio, della provenienza del cibo che mangiamo, molti di noi non sanno nulla di come venga macellato un animale. Lo vediamo ben impacchettato nella plastica al supermercato e ci dimentichiamo che magari una volta correva felice nei campi. Le racconto una storia a questo proposito che riguarda il nostro magnifico regista Bong Joon Ho, che un giorno è andato a far visita a un mattatoio. Arrivato là, ha visto sangue dappertutto e, una volta tornato a casa, ha continuato a sentirne per giorni l’odore, così è diventato vegetariano per un certo periodo. E’ importante ricordarsi da dove arrivi il nostro cibo. Quanta gente vediamo che prega prima di mangiare perché è grata di poter avere qualcosa nel piatto? E’ giusto che lo faccia. Credo che, invece di vivere per mangiare, dovremmo mangiare per vivere, e quando vediamo gente ingrassare a dismisura, dobbiamo renderci conto che quello che ingerisce non è cibo reale ma "robaccia" chimica.

Lei ha lavorato molto per la televisione. Cosa crede che sia cambiato maggiormente negli ultimi anni?
E’ cambiata soprattutto la fruizione della televisione, con lo streaming, la possibilità guardare quello che vuoi, quando vuoi. Mi piace il fatto che Netfix abbia fatto da pioniere in questo senso. Osservo con piacere questi cambiamenti in primo luogo perché sono un regista e so che ci vogliono anni per trovare i soldi per fare un film, e quando faccio un film, desidero innanzitutto raccontare una storia che abbia una sua importanza e che possa in qualche modo far riflettere le persone, ma per farlo ci vuole moltissimo tempo. E ci vogliono risorse economiche. Nel caso di Okja, molti Studios non hanno voluto finanziare il film, Netflix invece sì, ed è una cosa inusuale, perché questo è un lungometraggio di finzione che può essere apprezzato soprattutto sul grande schermo.

E’ stato divertente interpretare un giovane Gus Fring in Better Call Saul?
E’ stato divertente, e lo è stato perché mi sono dato il permesso di non essere troppo compiacente. Sento che una parte di me conosce Gus Fring molto bene, so cosa devo fare per interpretarlo al meglio, per essere da un lato garbato, affabile e caritatevole, e dall’altro brutale, spietato e un assassino. Tutti questi elementi danno vita nella mia testa a due personaggi distinti e concedermi la possibilità di mostrarli entrambi è importante perché permette al pubblico non solo di conoscere Gus nelle due versioni, ma anche di comprendere che la felicità, il bene e il male sono una scelta, e che ognuno di noi ha dentro di sé la capacità di essere una cosa e il suo opposto, che può decidere se vivere nella luce o nell’oscurità, o un po’ di qua un po’ di là, proprio come fa Gus. Quindi per me è stato bellissimo creare un Gus più giovane, che sta ancora cercando la propria strada, che è meno sicuro di sé, un po’ più vulnerabile, più scaltro e manipolatore mentre cerca di capire come fregare Hector Salamanca. Gus può essere ben più abile di Hector. Per lui il business è come una partita a scacchi. E lui è un abilissimo giocatore. E poi ha dalla sua una grande integrità.

Se lei potesse andare indietro nel tempo e incontrare per esempio il Giancarlo ventenne, che consiglio gli darebbe?
Visto che ho dedicato gran parte della mia vita alla recitazione, alla spiritualità e allo studio della natura umana, in ambito professionale mi darei il permesso di scrivere. Noi attori facciamo continuamente provini, siamo sempre alla disperata ricerca di ruoli, cambiamo a seconda delle esigenze, quindi quanto sarebbe bello avere la possibilità di creare qualcosa per noi stessi! Anni fa George C. Scott mi ha detto: nella vita cerca di essere sempre onesto con te stesso. Quando sei giovane, è difficile riuscirci, soprattutto se si è donne, e io lo so perché ho 4 figlie. Crescendo le mie ragazze, mi sono reso conto che hanno sempre avuto bisogno di essere aiutate ad avere fiducia in se stesse e a credere nelle proprie convinzioni. Quindi il consiglio che darei al Giancarlo ventenne sarebbe di darmi il permesso di credere nelle mie opinioni, di pensare che in qualche modo sono unico, innanzitutto perché ho ricevuto il dono della recitazione, un dono che non mi ha mai portato a desiderare di essere una star.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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