News Digital Video

Edward Norton parla di Birdman, in Blu-ray dall'11 giugno

90

Il film di Alejandro González Iñárritu con Michael Keaton è già disponibile in digital download

Edward Norton parla di Birdman, in Blu-ray dall'11 giugno

Birdman, il film di Alejandro González Iñárritu con Michael Keaton già disponibile in digital download, sarà in Blu-ray e dvd dall'11 giugno. Edward Norton in quest'intervista ci parla del lungometraggio, che arriva in edizione fisica con extra comprendenti interviste inedite con il regista e Keaton, un backstage del cast e della troupe, e una selezione di immagini scattate dal direttore della fotografia, Emmanuel Lubezki.
Vi lasciamo ora alle dichiarazioni selezionate e tradotte di Edward Norton.

Che cosa l'ha attirato del ruolo di Mike Shiner in Birdman?
Credo che sia un personaggio molto buffo, perché all'inizio sembra un relitto. E' come un anarchico che fa saltare i ponti degli altri, ma quel che mi piace del film è il modo in cui Alejandro si è avvicinato ai personaggi, li ama tutti, li appoggia tutti, e alcuni che sembrano le più grandi spine nel fianco di Riggan, alla fine finiscono per avere prospettive piuttosto accurate e sagge. Gli rivelano cose su di lui che sono in realtà vere, ed è un bel trucco del film, perché ovviamente lui è il protagonista, provi simpatia per lui e senti che ciò che fa è ammirevole. Man mano che il film procede senti la prospettiva di Shiner, poi quella di sua moglie, poi quella di sua figlia e ti rendi conto che questo tizio forse si è preoccupato sempre troppo di ciò che gli altri pensavano di lui. E' una transizione sottile.

Di quanto ego ha bisogno un attore per sopravvivere in questo mestiere?
A mio avviso l'intero film rappresenta quella battuta di Dorothy Parker: se gratti un po', sotto un attore trovi sempre un'attrice. Direi che sia la sintesi perfetta. C'è molto di vero, ma per me la cosa meravigliosa del film è che, se smetti di pensare che il film racconta di attori, la verità è che il personaggio di Michael potrebbe essere chiunque: è uno di una certa età che a un certo punto realizza di essersi lasciato alle spalle la versione migliore di se stesso, che aveva in mente quando aveva iniziato il suo percorso. C'è quella sensazione di affondare, ti chiedi se puoi fare qualcosa per resuscitare quella vitalità, tanti possono immedesimarsi. Il personaggio di Emma Stone parla dell'illusione di essere importanti, dell'illusione che a chiunque altro importi qualcosa della tua carriera o di cose del genere, non è una cosa solo degli attori. E' solo che per gli attori tutto questo è potenziato.

 

 

Crede che l'età a Hollywood comprometta la carriera degli uomini così come delle donne?
Forse sì, ma ci sono anche delle cose che potrebbero negare la teoria. Mi hanno mai detto che ero troppo giovane o troppo vecchio per una parte? Certo, ma a volte lo sei sul serio. Sarebbe il colmo della vanità dire “Posso canalizzare qualsiasi cosa”. C'è un'altra vecchia battura: quanti attori ci vogliono per avvitare una lampadina? 100, uno per farlo e gli altri 99 per dire: “Io l'avrei fatto molto ma molto meglio”. Forse ogni attore pensa di poter interpretare qualsiasi cosa, ma non è vero. Ci sono cose che potrebbe fare Judi Dench e che io non posso fare, liberi di non crederci! [RIDE]

Come sceglie I ruoli?
E' come con le relazioni, è una questione d'intesa. Ti devono piacere il materiale e le persone con cui lavorerai. Ho fatto cose solo per lavorare con specifiche persone, quando il materiale era roba puramente di genere, ma l'ho fatto solo per lavorare con quelle persone. Altre volte ho lavorato con cineasti del tutto sconosciuti solo perché sentivo che il materiale era speciale. Non credo che ci sia una vera risposta a questa domanda, ogni volta è diverso.

Questo è un film che la gente vorrà comprare e rivedere più volte. E' una cosa che lei fa?
Certo, rivedo sempre I film, sono come un grande romanzo. Ci sono dei film che io non faccio che riguardare. Ho detto ad Alejandro, quando ho visto un primo montato del film, nemmeno quello definitivo: “Decostruiranno questo film nelle scuole di cinema per i prossimi cinquant'anni!” Quello che lui e il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki hanno ottenuto sul piano puramente tecnico è proprio stupefacente. Sembra quasi magico, ma credo che anche tematicamente le persone lo scomporranno negli anni a venire.

 

 

Nel film lei dà una performance molto folle. Le piace?
Io credo che siano molto interessanti le cose che esistono in quello stretto spazio tra il naturalismo e l'eccesso. Le mie cose preferite sono esagerate fino a un certo punto, molti dei personaggi più memorabili del cinema o della letteratura sono personaggi esagerati resi realistici da una performance. Stanley Kowalski in Un tram che si chiama desiderio non è un personaggio iperrealista, è molto fuori scala ma viene condotto al realismo da una grande performance. Travis Bickle in Taxi Driver si può dire che sia un personaggio terribilmente costruito. In questi ruoli la sfida è: quanto puoi spingerli senza farli sembrare surreali? Sono molto interessanti. La cosa interessante di Shiner per me è che in un certo senso può essere un personaggio anarchico, ma alla fine della storia ti fa dire: “Oh, ma allora questo tizio è consapevole di com'è!” Per me è uno di quei personaggi: proprio quando sta per diventare una caricatura rivela una consapevolezza di sè e una certa saggezza, mi piace.

Come si è preparato per Birdman, visto che le scene sono molto lunghe ed elaborate?
E' stata una sfida, ma Alejandro e Emmanuel ci hanno ispirato moltissimo. Alejandro ha un sesto senso per fermarsi durante le prove. Aveva un grande istinto, provava qualcosa per raggiungere l'80% di quello che voleva, ma sapeva quando dire: “Okay, fermiamoci qui, l'ultimo 20% accadrà al momento. Abbiamo stabilito come faremo danzare la macchina da presa da qui, a qui, a qui, dove dobbiamo essere e cosa dobbiamo fare, ma lasciamo spazio alla scoperta.” E' una vera arte per un regista, organizzare qualcosa di molto coreografato lasciando allo stesso tempo spazio per la sorpresa e la scoperta.

Quante sequenze giravate in un giorno?
Non voglio analizzare troppo. Non voglio che la gente guardi il film cercando I raccordi, non so se mi spiego. Immagino che qualcuno a intuito sappia che ci devono essere per forza dei punti in cui la ripresa stacca, ma per me è meglio non far concentrare troppo la gente sull'aspetto tecnico. Lasciamo che lo facciano nelle scuole di cinema.

Cosa ne pensa del dibattito arte contro commercio?
E' un contrasto che alla gente piace vivere, ma a volte lo gonfiano più di quanto meriti, e non credo sia un argomento moderno. Il dibattito arte contro commercio probabilmente nasce all'epoca di Leonardo Da Vinci, ha una sua validità ma penso che a volte la gente cerchi confini più netti di quelli che effettivamente ci sono. Uno potrebbe dire che questo film si contraddice: è tutto ciò che vorresti da un film originale, complesso e stratificato, eppure è prodotto da una major, non è indipendente. Ci sono grandi film quest'anno prodotti da delle major, quindi non vedo la cosa così polarizzata come fanno altri. Il mondo cambia sempre e il modo in cui il pubblico vede I film sta cambiando. Netflix sta cambiando le cose. Non vedo prove di un'apocalisse in cui l'arte venga disintegrata dai cinecomic.

 

 

In Birdman Michael Keaton si trova a Times Square in mutande. Ha un sogno ricorrente tipo quello?
No, non così tragico, non ho incubi sui paparazzi. Sono degli stronzi, ma non mi danno tanti problemi [ride]. Per fortuna c'è Alec Baldwin che li sgonfia a sufficienza.

Crede che Birdman sia un ritratto onesto della vita nel teatro?
Non ho idea di come questi quattro abbiano scritto il film, perché nessuno di loro viene dal mondo del teatro di New York, ma hanno centrato un sacco di dettagli. Tutta quella roba che dice Shiner su come non dovresti cercare di far funzionare le anteprime, perché il punto non è una grande serata, ma è assaggiare, provare, espandere, flettere I muscoli... è un processo di scoperta di fronte ad altra gente, una cosa bizzarra ma vera, e se il materiale è ricco non lo senti mai ripetitivo. Se è ricco, puoi passarci mesi ma continui a scoprirlo a mano a mano, è affascinante.

E' possibile addormentarsi sul palco come fa Shiner?
Penso che potrebbe se fossi incastrato in una brutta commedia o se l'hai ripetuta per troppe volte, ma a me non è mai capitato. L'ultima commedia che ho recitato, Burn This, era difficilissima, e l'ultimo sabato, alle ultime due performance, io e Catherine Keener ci siamo guardati e abbiamo detto: “E' la prima volta che l'abbiamo veramente capita.” E' un'esperienza molto interessante.

 

 



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming