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The Technomancer - Recensione

Spiders è tornata, ancora una volta con un nuovo gioco di ruolo d'azione. Come sarà andata?

The Technomancer - Recensione

Il team francese Spiders è oramai specializzato nella produzione di giochi di ruolo dal 2010. In tutto questo periodo non ha certamente brillato per la particolare qualità dei propri prodotti, ma nonostante questo, ognuno di essi offre un'esperienza di gioco a suo modo godibile, con qualche spunto particolarmente interessante. Con The Technomancer – seguito di Mars: War Logs - è un piacere constatare quanto il team stia migliorando progressivamente, mirando contemporaneamente a progetti sempre più ambiziosi.


I boss non brilleranno particolarmente per design.

Mars
Siamo su Marte, il pianeta rosso. L'uomo ha colonizzato il pianeta in tempi remoti e gli abitanti hanno oramai dimenticato ogni traccia del loro passato e della Terra. Divisa in molteplici corporazioni, l'umanità è forzata a sopravvivere alle austerità delle lande desolate di Marte, destinata ad una continua guerra militare e commerciale tra le principali città, coperte da enormi cupole atte a proteggere dalle forti radiazioni del sole. Poche sono le zone d'ombra naturali e – di conseguenza – poche sono le persone capaci di vivere libere. Chiunque vada incontro ad un qualsiasi tipo di mutazione dovuto dalle radiazioni è addirittura preso in schiavitù, a causa della paura del “diverso”.


Alcune cutscene riescono a farsi notare particolarmente.

Per l'ordine!
In questo contesto post-apocalittico marziano, il giocatore vestirà i panni di un Technomancer. Una elite di soldati con la capacità di generare elettricità per usarla come arma, sfruttata da entrambe le corporazioni più importanti come forza militare. Una sottospecie di “setta”, che nell'obbedire agli ordini si occupa anche di rispettare l'unico dogma del proprio gruppo: cercare di contattare la terra. Ma i Technomancer nascondono anche un altro segreto, che ne metterebbe a rischio la libertà acquisita, quello per cui anche la loro specie è mutante.
È su queste premesse che si basa poi l'intero gioco, dando al giocatore una moderata libertà su come evolvere il proprio personaggio (da poco entrato a far parte dei Technomancer) facendolo elevare a Gran Maestro dell'Ordine, acquisendo o perdendo compagni e sviluppando alleanze in merito agli eventi principali che avverranno man mano. Missioni opzionali che influenzeranno in qualche modo il corso degli eventi, fino a sfociare in uno dei cinque finali disponibili.


Durante gli spostamenti potrete osservare chi parteciperà al viaggio.

Scelte su scelte
Sulla falsa riga di alcuni classici del passato o dei ben più blasonati titoli di Bioware, anche The Technomancer offrirà gli stessi elementi presenti in Mars: War Logs: conversazioni a scelte multiple, missioni secondarie, compagni di squadra, crafting, scelte morali e la possibilità di sfruttare carisma, scienza e intimidazione per saltare alcuni passaggi. La narrazione ha subito un buon miglioramento, con personaggi più caratterizzati, missioni per approfondire l'amicizia e scoprire il background dei compagni di squadra ed una manciata di “plot twist” non facili da prevedere. Lo stesso non si può dire invece dell'aspetto tecnico del gioco, che – nella build pre-patch giocata in anteprima - presenta qualche sporcatura qua e là, come animazioni di scarsa qualità, doppiaggio non sempre sincronizzato con le labbra dei personaggi ed un'interfaccia non molto pratica, scomoda e mancante di informazioni chiave quali l'orario, spesso importante poiché alcuni NPC ed eventi appaiono solamente in certi periodi della giornata.


Non mancheranno scene osè (o giù di lì).

Migliore sotto tutti gli aspetti
Per quanto riguarda il resto il gioco è più che sufficiente. La personalizzazione, seppur non esageratamente complessa, permette di creare l'aspetto del proprio eroe, mentre le tre diverse categorie di crescita del personaggio garantiscono a livelli più alti una buona varietà di build, ognuna altamente specializzata. Salendo di livello si ottengono infatti dei punti da distribuire in tre separate categorie: le classiche statistiche, utili per aumentare i punti vita o raggiungere i requisiti minimi di alcune armi; la specializzazione nel combattimento, suddivisa in quattro alberi d'abilità differenti (scudo e mazza, pistola e coltello, staffa e poteri del technomancer) e – infine – un piccolo albero dei talenti, nel quale specializzarsi in una delle caratteristiche secondarie, come il crafting, il dialogo o l'abilità di scasso.
Il combattimento – similmente al precedente – riprende invece quello della serie di Batman Arkham, anche se con meno varietà e più legnosità. Sicuramente migliore che nei precedenti titoli di Spiders, ma si tratta di un ulteriore dimostrazione del punto debole principale del team.


Una volta superata la prima parte del gioco, è tutto in salita, anche le ambientazioni.

La lenta scalata di Spiders
A parte un inizio decisamente lento ed una realizzazione tecnica che non brilla quanto a gameplay e animazioni, The Technomancer è un gioco di ruolo più che godibile, capace di intrattenere anche i meno appassionati al genere. Spiders è riuscita a far tesoro del feedback dei precedenti giochi ed ha dimostrato di poter migliorare di anno in anno, seppur con un po' troppa lentezza.


Alcuni dialoghi sono a dir poco geniali.



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