Citadel Forged with Fire - Anteprima

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Citadel Forged with Fire - Anteprima

Altro giorno, altro survival. La moda del genere non accenna minimamente a fermarsi con il ritorno in veste “survival” di Dark & Light, Citade: Forge with Fire e – a breve – un massiccio aggiornamento per Conan Exile. Noi comunque non ci diamo per vinti a continuiamo la ricerca del migliore, sperando che prima o poi uno di essi venga ufficialmente rilasciato fuori dall'Early Access.
In questo caso abbiamo dato un'occhiata a Citadel: Forged with Fire, un titolo che già dal trailer ispirava particolarmente, grazie proabilmente ai piccoli scorci reminescenti del Quidditch (Sport “fantasy” di cui ancora mi chiedo il perché non sia stato rifatto nuovamente come videogioco).


Chi non vorrebbe una casa in riva al lago?

A che serve il lavoro manuale quando c'è la magia?
Come era già abbastanza chiaro, Citadel: Forged with Fire ruota completamente attorno alla magia. Le armi in corpo a corpo hanno abilità magiche, ci si sposta tramite l'utilizzo della magia e anche le risorse vengono raccolte tramite un incantesimo. Una scelta che quindi lo differenzia già dagli altri rivali sul mercato, affiancata da quella ancora più singolare di accentuare il più possibile la vena da gioco di ruolo intrinseca del genere survival. La progressione è rapida, le abilità sono suddivise secondo l'arma, la mappa è vasta; istintivamente la prima cosa che viene da fare è esplorare, non costruire, ed è probabilmente il miglior pregio di Citadel: Forged with Fire.
La cosa che invece mi ha più sorpreso sono le prestazioni. È oramai normale avere a che fare con titoli in Early Access ambiziosi ma afflitti da una lunga lista di problematiche tecniche dovute sia all'inesperienza che alla mancanza di fondi. Lo stesso ARK era quasi ingiocabile agli inizi (e a dirla tutta non è migliorato molto) e lo stesso è accaduto al più recente Dark & Light. Citadel: Forged with Fire mi ha invece accolto con un framerate fisso di oltre i 60 fps, una ottima pulizia visiva degli ambienti, animazioni di buon livello e quasi nessuna lag.


Anche se non sembra, è interamente costruito da un utente di Steam.

Il solito survival?
Ma cosa offre nel dettaglio Citadel: Forged with Fire attualmente?
Dopo un attimo di spaesamento iniziale, la prima fase della nostra sessione consisteva prevalentemente nell’esplorare alla ricerca di un posto affascinante in cui stabilirsi, cercando di non morire per mano di una delle moltissime fate che vagano per i campi verdeggianti fuori dalla nostra area iniziale. Dopo aver corso per decine di chilometri e dopo aver ucciso valorosamente centinaia di mostri a furia di palle di fuoco, craftando nel contempo una quantità industriale di pozioni di vita e mana, abbiamo deciso di sfruttare la grande quantità di esperienza acquisita per dedicarci a potenziare il personaggio. Le abilità sono molte, separate in diverse categorie per tipo di arma, crafting o statistica. Fa strano come anche le armi da corpo a corpo abbiano sostanzialmente abilità magiche ed è probabilmente per questo motivo che alla fine la staffa ne è uscita vittoriosa. Si inizia sbloccando una magia capace di “aspirare” le risorse dall’ambiente, salutando così per sempre piccozza e accetta, e finendo per risucchiare intere foreste solamente in cerca di esperienza.


La vegetazione è molto affascinante, oltre che leggera.

L'eterno dilemma
Una volta placata la sete di nuove abilità, è arrivata l’ora di stabilirsi. Si sbloccano le abilità necessarie ad imparare come costruire case e banchi di lavoro e si inizia. Per quanto il sistema di costruzione sia in parte più dettagliato di alcune controparti, il primo grosso difetto è venuto subito a galla dopo aver piazzato le fondamenta: dove piazzare il trono? Di tutte le sessioni che abbiamo avuto modo di iniziare su Citadel quello del trono è stato sempre uno dei più gravosi ai fini del costruire una casa. L’intero sistema ruota infatti attorno a questo trono che, una volta distrutto, permette agli altri giocatori di buttare giù o – addirittura - prendere possesso della proprietà. Così facendo si crea l’effetto involontario di obbligare i giocatori a riempire la struttura di stanze o a rendere labirintica la propria casa solo con lo scopo di nascondere il suddetto trono. Trono che tra l’altro permetterà di essere derubati anche nei server PvE. Fortunatamente da poco la possibilità di danneggiare strutture altrui è stata reclusa a delle abilità d’assedio dedicate, di alto livello ed estremamente costose; riducendo così il griefing sostanzialmente, senza però estinguerlo del tutto.
Una volta passata questa fase più rilassante, il gioco entra in quel periodo di stasi che terrorizza il genere dei survival, in genere caratterizzato da un “e mo?” generale. Ebbene, in Citadel: Forged with Fire – al momento - è possibile passare il tempo in pochi modi: affrontando dungeon sotterranei, sparsi nella mappa e ricchi di nemici di alto livello; ampliando la propria base, perché non c’è mai fine alla quantità di stanze necessarie a confondere eventuali nemici; ingaggiare un mero PvP con i gruppi più vicini, in cerca di risorse che andranno comunque verso l’ampliamento della base. Insomma, nulla che per ora non sia possibile ritrovare in altri giochi Early Access di questa categoria.


Di notte appaiono creature più pericolose ed aggressive, c'è poco da rilassarsi.

Sulla giusta strada
Si tratta sicuramente di un prodotto molto, ma molto, promettente, con una qualità tecnica che va ben al di sopra della media degli altri indie game ma che sfortunatamente, come tutti i giochi di questa categoria, va a inciampare sui contenuti. Se l’idea di un survival fantasy interamente basato sulla magia nel quale è possibile volare su scope volanti o grazie a incantesimi rimanescenti di Morrowind vi sembra interessante, siate liberi di supportare lo sviluppo del gioco. Gli sviluppatori sono molto attivi e attenti al feedback dei giocatori, le patch frequenti e il costo è tutto sommato abbastanza contenuto per quello a cui ambisce il progetto.


Potrete addestrare ogni creatura del gioco, draghi compresi.


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