Va' dove ti porta il cuore

Va' dove ti porta il cuore

( Va' dove ti porta il cuore )
Voto del pubblico
Valutazione
4.3 di 5 su 17 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1995
Paese: Italia
Durata: 108 min
Distribuzione: FILMAURO (1996) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT; CDE HOME VIDEO DVD (2003);
Va' dove ti porta il cuore è un film di genere drammatico del 1995, diretto da Cristina Comencini, con Valentina Chico e Valeria D'Onofrio. Durata 108 minuti. Distribuito da FILMAURO (1996) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT; CDE HOME VIDEO DVD (2003);.
Genere: Drammatico
Anno: 1995
Paese: Italia
Durata: 108 min
Formato: PANORAMICA A COLORI
Distribuzione: FILMAURO (1996) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT; CDE HOME VIDEO DVD (2003);
Fotografia: Roberto Forza
Montaggio: Nino Baragli
Produzione: VIDEA (ROMA) - GMT PRODUCTIONS (PARIGI) - PROJECT FILMPRODUCKTIONS (MONACO)

TRAMA VA' DOVE TI PORTA IL CUORE

Olga, un'anziana donna di famiglia-bene, vive sola in una villa confortevole appena fuori Trieste, in zona carsica, dopo una vita dìsorientata e segnata da contraddizioni, ambiguità, drammi familiari, su cui si sforza ora di nflettere, affidando ad un diario le proprie valutazioni - quasi esame di coscienza - sulle vicende di cui è stata protagonista. Cresciuta nel benessere di una famiglia borghese, ligia ai formalisrni d'inizio del 1900, ha un rapporto arido con i genitori, per assenza di dialogo e di comunicazione; va sposa scarsamente convinta ad Augusto, un ricercatore che non la coinvolge nella propria ricerca sul mondo degli insetti, che l'aveva affascinata da bambina e ora le è causa di incubi notturni angosciosi. Recatasi per un periodo di cure e riposo a Porretta Terme, Olga incontra Ernesto, un medico per il quale prova un'irresistibile passione...

CRITICA DI VA' DOVE TI PORTA IL CUORE

Se il romanzo (lo si accetti o lo si rifiuti, e io mi metto fra coloro che lo considerano in modo positivo) appare piuttosto unitario, il film lo è di meno. Ha le pagine belle e altre poco persuasive. Limpide sempre le conseguenze incentrate su Virna Lisi che, per fortuna, formano il grosso del racconto. Il chiudersi del muro difensivo che ha tirato su per non farsi ferire, il suo affacciarsi dall'alto, il suo pretendere un gesto affettuoso che il più delle volte le viene negato è colto dall'attrice con duttile finezza di passaggi. Il personaggio di Olga riassume bene un tipo psicologico - settentrionale. Ma bene individuata è anche sua figlia Ilaria che Galatea Ranzi tratteggia sottolineandone i risentimenti, quelle ostilità proprie di chi sente di aver subito una ferita e sa di non averla cercata o meritata. Cristina Comencini, come del resto la Tamaro, non si tira indietro davanti a soluzioni che farebbero storcere la bocca a un regista o a uno scrittore schizzinoso: vedi le moine del cane, un esempio per tutti per scoprire un gioco narrativo che, a ben guardare, fece la fortuna presso le platee del cinema classico americano. Sarebbe facile prenderle di mira ed enumerarle; e non ci si accorgerebbe, così facendo, che esse sono funzionali a quel coinvolgimento emotivo che il film va cercando, a quella popolarità che finirà per trovare nel largo pubblico. Quelle che paiono manierate, visibilmente fuori tema, sono le scene dell'innamoramento di Olga, immalinconita da un bigio matrimonio, in quel di Porretta Terme. Sono proprio da romanzo rosa. Non sarebbe male se la Comencini le sfoltisse valorizzando così quanto di buono, e non poco, è presente in Và dove ti porta il cuore. (Avvenire, Francesco Bolzoni, 9/2/96)Al film di Cristina Comencini mancano proprio le qualità essenziali del romanzo, e mancano perché di tutte le strade è stata scelta la più ovvia. Illustrare, col massimo della fedeltà possibile, la lunga lettera-monologo del romanzo; raffreddare da una parte per melodrammatizzare dall'altra; eliminare le punte più ardue come i riferimenti al karma e alla trasmigrazione delle anime: e questo è anche un bene ma contribuisce a banalizzare la vicenda; smussare i toni più sgradevoli del racconto, dall'indifferenza della nonna per la figlia all'improvvisa certezza che quella creatura così poco amata fosse semplicemente poco intelligente. Mentre l'incidente in cui perde la vita la figlia illegittima è incongruamente spettacolare (e in macchina, a differenza che nel libro, c'è pure la bambina), la nonna non si limita a scrivere un diario ma muore, e via rincarando le dosi. Esigenze del cinema, che chiede sapori forti? Forse, ma allora bisognava andare fino in fondo, mentre tutti i momenti "caldi" (come l'amore clandestino di Margherita Buy), lacerati fra l'imperativo dell'eleganza e l'esigenza di colpire, brillano per freddezza. E se l'amante Tcheky Karyo è un gioiello di miscasting, se Massimo Ghini e Galatea Ranzi, per quanto efficaci, risultano sacrificati dalla sceneggiatura (della Comencini e di Roberta Mazzoni), il film finisce per poggiare quasi interamente sulle spalle di Virna Lisi. Che conferma una grande maturità, ma non può salvare da sola un film così calcolato e risaputo insieme. (Il Messaggero, Fabio Ferzetti, 9/2/96)

CURIOSITÀ SU VA' DOVE TI PORTA IL CUORE

REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1996

SOGGETTO DI VA' DOVE TI PORTA IL CUORE

DALL'OMONIMO ROMANZO DI SUSANNA TAMARO

INTERPRETI E PERSONAGGI DI VA' DOVE TI PORTA IL CUORE

Attore Ruolo
Valentina Chico
Marta
Valeria D'Onofrio
Barbara
Maria Grazia Bon
Tata
Francesca Bortolotti
Olga Bambina 2
Lavinia Guglielman
Marta Bambina
Tchéky Karyo
Ernesto
Virna Lisi
Olga Anziana
Giacomo Piperno
Ignazio
Galatea Ranzi
Ilaria
Sara Sanvincenti
Olga Bambina
Anna Teresa Rossini
Madre Di Olga
Valeria Sabel
Signora Ratzman
Luigi Diberti
Padre Di Olga
Massimo Ghini
Augusto
Margherita Buy
Olga Giovane
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