Star Wars: L'ascesa di Skywalker, la recensione del film di J.J.Abrams che chiude la Nuova Trilogia di Guerre Stellari

18 dicembre 2019
3 di 5
156

Sotto un vestito ultraspettacolare come indispensabile (forse) ai blockbuster di oggi, un film oscuro, crepuscolare, popolato di fantasmi e di non morti, che ammette l'inevitabile superiorità di modelli dai quali non riesce a emanciparsi.

Star Wars: L'ascesa di Skywalker, la recensione del film di J.J.Abrams che chiude la Nuova Trilogia di Guerre Stellari

L'intuizione di Abrams, se così la vogliamo chiamare, è ovvia e dichiarata fin dall'inizio. Da quelle scene in cui il Kylo Ren di Adam Driver scende nei meandri del pianeta dei Sith per confrontarsi con quel Palpatine che non è vivo, ma nemmeno morto. Dai toni che sembrano quasi voler flirtare con quelli di certo cinema horror.
Star Wars: L'ascesa di Skywalker è un film che con la morte ci va a braccetto. Un film di morti e non morti, di fantasmi, di ombre del passato che si stagliano sul presente, e sui protagonisti di questo presente, incombendo su di loro e sul loro destino. Perfino oscurandoli.

A dispetto di tutti i tentativi di superarlo fatti da Rian Johnson in Gli ultimi Jedi, questo che chiude la nuova trilogia di Star Wars è un film che, in un certo senso e a dispetto di tutto, perfino di certe apparenze, non fa altro che denunciare l'incapacità sua e dei due film che l'hanno preceduto di emanciparsi dal modello originale, dalla sua storia, dal suo mito.
Rey, Poe Dameron, Finn, Kylo Ren: tutte copie un po' sbiadite di originali che è facile individuare; tutti figli (metaforicamente e non) di una generazione che lascia loro spazio e modi di emancipazione, che li condanna a rimanere nella loro ombra, nella loro scia, a ripercorrere sempre gli stessi tragitti, visitare gli stessi pianeti e gli stessi luoghi, a combattere sempre le stesse battaglie. Perfino quelle interiori. A confrontarsi - spesso letteralmente - coi loro fantasmi e a diventare fantasmi anche loro.
In questo, forse, una metafora della Generazione X e dei Millenial che anche nella vita reale sono rimasti schiacciati dai Boomer, e che però da loro hanno mutuato riferimenti, miti e ossessioni.

Sono i residuati di allora - fantasmi o meno - a dominare la scena, ad avere, se non il carisma, le chiavi della trama in tasca.
Abrams lo sa, e gioca su questo in maniera da superare i vezzi da modernariato vintage. Senza più troppi ammiccamenti, senza strizzate d'occhio eccessivamente modaiole, senza retromanie ostentate. Perché, da un lato, c'è rimasto poco da spremere (e il riapparire di Lando Carlissian non è esattamente memorabile). E perché in fondo, qui, di Star Wars si celebra una sorta di funerale, con tanto di simbolica sepoltura nel finale. E i morti e i fantasmi chiamano a sé i vivi, quelli che rimangono, portandoli via con loro o facendone degli avatar, delle repliche, degli ultracorpi. Che possono anche avere lo stesso nome, possono anche vedere la Forza scorrere più potente in loro che in quanti prima di loro sono venuti: ma non avranno mai lo stesso spessore né il coraggio di prendere la loro strada, una strada nuova, che li liberi dal retaggio del passato.

Sta qui, forse, in questa ammissione di superiorità, il senso - l'unico possibile? - della chiusura di questa trilogia. Che ha provato a rilanciare un marchio, senza comprendere subito che il nuovo prodotto, esaurito lo slancio della patina vintage e della forza della nostalgia, non poteva competere col vecchio. Come col vecchio non possono competere l'estetica, l'epica né la narrativa.
E chissà allora se, aderendo in maniera vagamente inquietante con la forma-blockbuster standard della sua produzione di riferimento, nella quale velocità, caos visivo e meccanicità del copione (per non parlare della banalità dei dialoghi) hanno inevitabilmente la meglio sullo sguardo, sul dettaglio e sulla struttura del racconto, su di un cinema che qualcuno vuol farci credere non serva più, Abrams non stia, furbamente, anche facendo una doverosa autocritica.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento