Shine

Shine

( Shine )
Voto del pubblico
Valutazione
4.3 di 5 su 20 voti
Regista: Scott Hicks
Anno: 1996
Paese: Australia
Durata: 105 min
Distribuzione: Lucky Red, Lucky Red Home Video, Lucky Red DVD
Shine è un film di genere drammatico, musicale, sentimentale del 1996, diretto da Scott Hicks, con Geoffrey Rush e Armin Mueller-Stahl. Durata 105 minuti. Distribuito da Lucky Red, Lucky Red Home Video, Lucky Red DVD.
Genere: Drammatico, Musicale, Sentimentale
Anno: 1996
Paese: Australia
Durata: 105 min
Distribuzione: Lucky Red, Lucky Red Home Video, Lucky Red DVD
Sceneggiatura: Jan Sardi
Fotografia: Geoffrey Simpson
Montaggio: Pip Karmel
Produzione: Monumentum Films, Australian film Finance Corporation, Film Victoria

TRAMA SHINE

Shine, film diretto da Scott Hicks, racconta la storia di David Helfgott (Geoffrey Rush), un talentoso pianista australiano molto giovane. Il ragazzo non riesce per poco a vincere un concorso, deludendo fortemente suo padre Peter (Armin Mueller-Stahl), un uomo rigido e violento che, sebbene faccia parte della comunità ebraica, è chiaramente ateo. David non si dà per vinto e continua a impegnarsi con il pianoforte, ricevendo numerosi premi tanto che, compiuti diciotto anni, gli viene offerta la possibilità di studiare gratuitamente negli Stati Uniti d'America. Quando suo padre viene a saperlo non solo glielo vieta, ma gli infligge delle percosse con così tanta violenza da ricordargli le sofferenze di quando era solo un bambino.
Dopo aver rinunciato, David riceve un'altra offerta, questa volta dal prestigioso Royal College of Music di Londra. Suo padre, di nuovo contrario, lo picchia ripetutamente. Stavolta, però, il ragazzo decide di partire lo stesso. Nella nuova accademia si trova bene e riesce a vincere una importante gara scolastica. Tuttavia, le continue pressioni che riceve da Peter lo portano alla follia, tanto da dover essere ricoverato in un ospedale psichiatrico per moltissimo tempo, fino a sottoporsi all'elettroshock. Una volta uscito dalla clinica David ricomincia la sua vita, ma la visita di suo padre cambierà ancora una volta tutto…

CRITICA DI SHINE

"Gli spettatori hanno trovato nel film di Scott Hicks motivi che, in qualche modo, riguardavano il loro stesso vissuto: un contrasto fra padre e figlio nato da troppo amore; un ideale inseguito con ostinazione che, quando pare a portata di mano, fugge e viene riacciuffato quasi per caso; una ritrosia di carattere che, se non arginata in tempo, rischia di provocare situazioni senza ritorno; e, dato che l'individuo non può essere tentato oltre un limite di resistenza, infine il raggiungimento di un po' di tranquillità. Questi spunti di indubbio interesse tematico, sono valorizzati da una regia accorta e da un'ammirevole recitazione di scuola britannica con un contributo eccezionale da parte del tedesco Armin Mueller-Stahl. (...) Commosso e contratto nei capitoli iniziali, il film affronta con modi disinibiti, perfino umoristici, divertenti e vitali, l'esperienza di segregazione e, infine, il ritorno sulle scene del pianista. Oggi David Helfgott è concertista quotatissimo. Il film si congeda dal personaggio nel momento di maggiore splendore. Fra le fortune di David va posto, direi, anche il successo del racconto cinematografico che ne narra le belle e le brutte avventure". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 3 gennaio 1997) "Preparate i fazzoletti ma non per spargervi lacrime comuni: 'Shine' è un film non banalmente commovente. Ha un incipit di tragedia intima e poi un grande momento musicale, di quelli che lasciano libera la fantasia di vagare nei misteri delle note e della psiche. Ogni riferimento al capolavoro di Joseph Roth 'Giobbe' è probabilmente casuale, ma c'è da pensarci su. Una storia forte e un poco disorganica, protetta da vari alter ego per le varie età del pianista, con una menzione d'onore per Geoffrey Rush che è il David adulto, con un lampo di innocenza assoluta. Due grandi vecchi gli stanno intorno: John Gielgud, il professore dalla fama leggendaria, e Armin Mueller-Stahl che tiene prigioniero il ragazzo prodigio con un maxi complesso di Edipo. Scott Hicks, che si presenta con un curriculum di tv, spot e video-clip, dimostra di avere saputo entrare con la cinepresa dentro un grumo di infelicità che rischia di trasformarsi nel suo opposto". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 19 dicembre 1996) "L'esposizione della vicenda non è in ordine cronologico, ma avviene attraverso una struttura a mosaico che, a colpi di sconnessioni temporali, percorre il tormentato itinerario di David fino alla sua 'resurrezione', favorita da un bizzarro innesto sull'astrologia dell'amore di una matura, simpatica donna che lo ascolta, gli fa da mamma, lo sposa e lo salva. Aggiungete al conto le presenze di Geoffrey Rush che fa David adulto e dà molto filo da torcere al suo doppiatore italiano, dell'altrettanto bravo Noah Taylor che è David adolescente; del veterano tedesco Muller Sthal come suo padre, personaggio 'più grande della vita', e del novantenne John Gielgud grande ed 'evergreen' attore inglese. Aggiungete soprattutto la sapienza drammatica di una sceneggiatura scritta con intelligenza e il brio registico di Scott Hicks che, dopo un fecondo apprendistato in televisione e nel cinema per ragazzi, allunga la lista dei brillanti registi australiani. Chi ha esperienza di biografie musicali sullo schermo, sa quanto siano rischiose e disponibili al kitch più efferato; basta ricordare lo scempio di Beethoveen perpetrato nel recente 'Amata immortale' con Gary Oldman. Anche perciò i meriti di un prodotto medio come 'Shine' sono apprezzabili". (Morando Morandini, 'Il Giorno', 13 dicembre 1996)"(...) "(...) Ma se non ci fosse altro a raccomandare la visione di 'Shine' oltre alla sapienza della regia, alla forza della storia, e all'ambiguo piacere delle lacrime, basterebbe la presenza di Geoffrey Rush, l'attore che interpreta David adulto: simpatico, innocente, farfugliante, infantile. E seducente quanto basta da rendere credibile la scelta a rischio che compie Lynn Redgrave, e per far sospettare che su di lui, il prossimo marzo, si appunteranno molti voti dei giurati dell'Academy". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 14 dicembre 1996) "Hicks, pur avendo a che fare con una persona tuttora vivente e molto conosciuta in Australia, non ha sottaciuto, con il suo esplicito consenso, nessun elemento che pure, soprattutto al momento delle crisi adolescenziali e dell'infermità psichica, avrebbe potuto disturbare. Sincero, asciutto, in qualche momento persino solo cronostico, non ha esitato di fronte a nessun dettaglio, neanche i più scabrosi (la pipì a letto come conseguenza degli scontri psicologici con il padre), ma ha rappresentato tutto con modi delicati e quasi vellutati, privilegiando a volte il non detto (senza cedere però né a ipocrisie né a falsi pudori) e tenendosi soprattutto alle analisi psicologiche più fonde, non trascurando nessun carattere, a cominciare ovviamente da quello del protagonosta che, proposto da tre attori in tre età diverse, l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, viene prospettato lucidamente in ogni suo risvolto, sia, soprattutto, quando si scontra con quel padre amato, odiato e temuto, sia quando, a Londra, entra positivamente in contatto con un insegnante di musica che è il suo esatto opposto, sia quando si aggrappa alla donna cui, come ad un angelo tutelare, dovrà finalmente non solo la guarigione ma il ritorno al lavoro ed al successo" ('il Tempo, 24 dicembre 1996)

CURIOSITÀ SU SHINE

Il film racconta la vera storia del pianista australiano David Helfgott, con delle parti romanzate.

Geoffrey Rush ha vinto con la sua interpretazione un Premio Oscar, un Golden Globe e il Premio BAFTA (tutti nel 1997).

INTERPRETI E PERSONAGGI DI SHINE

Attore Ruolo
Geoffrey Rush
David Adulto
Armin Mueller-Stahl
Peter
Noah Taylor
David Adolescente
Lynn Redgrave
Gillian
Justin Braine
Tony
Sonia Todd
Sylvia
Googie Withers
Katharine Susannah Prichard
Alex Rafalowicz
David Bambino
Nicholas Bell
Ben Rosen
John Gielgud
Cecil Parkes

PREMI E RICONOSCIMENTI PER SHINE

Oscar - 1997

  • Premio migliore attore protagonista a Geoffrey Rush
  • Candidatura miglior film
  • Candidatura miglior montaggio a Pip Karmel
  • Candidatura miglior regista a Scott Hicks
  • Candidatura migliore attore non protagonista a Armin Mueller-Stahl
  • Candidatura migliore colonna sonora originale per un film drammatico a David Hirschfelder
  • Candidatura migliore sceneggiatura originale a Jan Sardi, Scott Hicks

Golden Globe - 1997

  • Premio migliore attore in un film drammatico a Geoffrey Rush
  • Candidatura miglior film drammatico
  • Candidatura miglior regista a Scott Hicks
  • Candidatura migliore colonna sonora originale a David Hirschfelder
  • Candidatura migliore sceneggiatura a Jan Sardi

BAFTA - 1997

  • Premio miglior suono
  • Premio migliore attore protagonista a Geoffrey Rush
  • Candidatura miglior film
  • Candidatura miglior montaggio a Pip Karmel
  • Candidatura miglior regista a Scott Hicks
  • Candidatura migliore attore non protagonista a John Gielgud
  • Candidatura migliore attrice non protagonista a Lynn Redgrave
  • Candidatura migliore colonna sonora a David Hirschfelder
  • Candidatura migliore sceneggiatura originale a Jan Sardi
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