Se mi vuoi bene: recensione della commedia sentimentale di Fausto Brizzi con Claudio Bisio, Lucia Ocone e Sergio Rubini

17 ottobre 2019
2.5 di 5
20

Sentimenti e risate nel miglior film degli ultimi anni del regista romano.

Se mi vuoi bene: recensione della commedia sentimentale di Fausto Brizzi con Claudio Bisio, Lucia Ocone e Sergio Rubini

Dietro lo sceneggiatore e regista di risate natalizie, c’è un appassionato di commedie sentimentali, in cui il risvolto romantico ha lo stesso peso di quello comico, talvolta sfociando anche nel malinconico, se non nel drammatico. Parliamo di Fausto Brizzi, uno dei giovani professionisti della scrittura dei film di Natale diventato, grazie all’exploit dell’opera prima, Notte prima degli esami, uno degli autori di commedie più apprezzato dal pubblico italiano. Non casualmente torna proprio a quel filone sentimentale con risate, quello dei suoi esordi, ora che inizia un nuovo capitolo della sua carriera. 

Se mi vuoi bene è il secondo film nata dalla collaborazione con il produttore Luca Barbareschi e ruota intorno all’amicizia, proprio in un periodo difficile della vita privata e pubblica di Brizzi in cui, come dice lui stesso, gli amici sono stati decisivi. Tornando alle atmosfere di Ex, il regista romano si affida al solito cast corale per riflettere, senza paura di apparire démodé o retorico, sull’amore, in tutte le sue declinazioni. Ci sono i genitori che cercando di recuperare un rapporto ormai perso con i figli, i fratelli che sembrano non conoscersi veramente, o gli amici con cui si esce spesso insieme, con cui si indossano maschere e non si affrontano temi complessi.

Il film è l’adattamento di un romanzo dello stesso Brizzi di cinque anni fa: un inno alla condivisione analogica, quella che prevede un’incrocio di sguardi e il contatto fisico, anche solo per una pacca sulla spalla o un abbraccio. Nell’era del like da poltrona il protagonista, Claudio Bisio, è depresso, non solo per la sua vita infelice, ma forse ancor di più perché chi gli sta intorno non sembra troppo interessato alla sua crisi. Proprio un giro di telefonate cadute a vuoto precede un tentativo di suicidio, tanto pomposo quanto ovviamente fallimentare. A suo modo, però, sarà per lui un nuovo inizio, anche grazie alla scoperta di un curioso negozio, proprio in una via centrale della sua città in cui vive, che non aveva mai notato. Un negozio di chiacchiere, gestito da Sergio Rubini, la trovata più riuscita del libro e ora del film, in cui non si paga in denaro, ma ascoltando il prossimo. Allora perché non cercare di fare del bene ai suoi amici e parenti, addirittura alla sua ex, invece di compatirsi? Scatto d’orgoglio del protagonista, naturalmente foriero di goffi insuccessi, ma anche di salutari prese di coscienza.

Un film che si confronta con generi, toni ed estetiche diverse, senza perdersi per strada, giovandosi per una volta della ricchezza di un cast numeroso ed efficace, che non viene perso per strada, ma in cui ogni personaggio ha un proprio percorso. Se Lucia Ocone, Claudio Bisio e Sergio Rubini sono in parte, ma non è certo sorprendente, non stonano anche apparizioni nostalgiche alla Brizzi, come Luca Carboni o l’esordiente meno giovane di sempre, Memo Remigi.
Se si passa sopra a qualche caduta in un’estetica patinata e un po’ retorica, Se mi vuoi bene rappresenta il migliore film di Brizzi da parecchio tempo a questa parte. 



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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