Sausage Party: vita segreta di una salsiccia Recensione

Titolo originale: Sausage Party

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Sausage Party: la recensione del film d'animazione per adulti

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Sausage Party: la recensione del film d'animazione per adulti

Il würstel Frank attende come tutti gli alimenti del supermercato di essere scelto da un essere umano, magari in compagnia della panina Brenda, con la quale sogna di unirsi (ficcandosi dentro di lei, ovviamente). Una serie di fortunate causalità permette a lui e ad alcuni amici di realizzare la verità: gli umani non li portano via verso un idilliaco mondo esterno, l'Oltre, ma semplicemente li massacrano per mangiarli o usarli. Urge una ribellione.

Prodotto dall'Annapurna Pictures, animato dalla canadese Nitrogen, Sausage Party è il frutto delle "menti malate" (si presentano così) di Seth Rogen e Evan Goldberg, coproduttori e sceneggiatori, con il primo a doppiare in originale proprio Frank. Chiunque ami il cinema demenziale e scorretto dovrebbe conoscerli molto bene, dopo Cattivi vicini o The Interview. Insomma, Sausage Party è un cartone animato per adulti, negli States vietato ai minori di 17 anni. Non è un'esagerazione: se pensate anche solo dal trailer di immaginare cosa vedrete o sentirete, preparatevi a essere stupiti comunque (il villain del film è una lavanda vaginale con cannula).

Sausage Party, accolto da 130 milioni di dollari d'incasso mondiale per 19 di costo, potrebbe avere il merito di svegliare una produzione animata cinematografica d'oltreoceano standardizzata (almeno a occhi disattenti). D'altronde la storia è concepita come una parodia della concorrenza, tanto che viene spontaneo pensare a un contrasto mondo di fantasia / mondo reale, cementificato nell'immaginario da un Toy Story. L'idea più forte, la più chiara, è lo sfrontato ateismo di fondo, un suggerire che il destino degli esseri umani sia quello di decadere come i cibi, in attesa di un aldilà inesistente, davanti alla cui bugia tanto vale farsi una scopata e godersela finché dura. Ok, non è proprio sottile, ma applicato a un cartoon surreale può funzionare.

Sausage Party irride il tono politicamente corretto dei lavori Disney / Pixar / DreamWorks abbracciando uno spirito da Fescennino. Paragonandolo a produzioni animate per adulti come Beavis & Butt-Head o South Park, il ritmo e la struttura del racconto sono qui più convenzionali, ma la volgarità aggressiva è più pronunciata, spesso a discapito di una vera costruzione delle gag all'altezza dei due modelli che abbiamo citato. Nella maggior parte dei casi non si ride tanto perché le trovate siano ispiratissime, quanto perché ci si ritrova stupefatti alla sola idea che qualcuno abbia avuto la sfrontatezza di presentarle: un preservativo usato disperato, una gomma masticata su sedia a rotelle che pare Stephen Hawking (ouch!), un bagel (ebreo) e un lavash (musulmano) che litigano comprimendo un'attrazione omosessuale. Si avverte più l'ammirazione per il Ralph Bakshi prima maniera, il cui tocco è forse un po' invecchiato in un'epoca che si scandalizza meno.
Il problema è che Rogen e il suo clan (alle voci ci sono Jonah Hill, James Franco e altri soliti sospetti), come accade loro spesso anche nei film dal vero, non sanno quando frenare prima che l'onanismo goliardico sfoci non tanto nel disgustoso (quella è l'intenzione), quanto proprio nell'inerte. Si arriva fino in fondo piuttosto stanchi e saturi, come se qualcuno ci avesse sbattuto a calci in un pigiama party di quindicenni ubriachi, legandoci a una sedia.

E' vero, Sausage Party è insolito, ma come sarebbe insolito un clistere a tradimento: se depurarvi dal politicamente corretto per voi ha molta importanza, l'inserimento coatto di questa bella cannulona vi delizierà. Se cercate l'animazione per adulti nelle tematiche, nel 2016 avete l'imbarazzo della scelta, anche tra i film "per bambini".



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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