Les promesses: la recensione del thriller politico con Isabelle Huppert presentato al Festival di Venezia 2021

01 settembre 2021
3.5 di 5
18

Un dramma che è appassionante come un bel thriller, uno sguardo del cinema francese sulla politica e i suoi meccanismi. Isabelle Huppert e Reda Kateb sono i convincenti protagonisti di Les promesses di Thomas Kruithof, film d'apertura della sezione Orizzonti a Venezia.

Les promesses: la recensione del thriller politico con Isabelle Huppert presentato al Festival di Venezia 2021

Ideale e reale, promesse e compromessi. La politica. Il cinema francese conferma di saperla raccontare con eleganza e complessità, senza venir meno al dovere di intrattenimento dello spettatore, ma anche evitando scivolate e semplificazioni.

Al contrario della grande città, al centro di Alice e il sindaco, o i vertici del potere governativo di Quai d’Orsay, Les promesses pone al centro della narrazione la periferia. Non più quella impersonale, d’acciaio e vetro, del quartiere finanziario parigino de La Défense, come nel notevole La meccanica delle ombre, ma questa volta Thomas Kruithof ci conduce fra i palazzi ben più fatiscenti e trascurati di una banlieue appena oltre la tangenziale della capitale. Una cité, edilizia popolare, sul punto di far parte nei prossimi anni della Grand Paris. Un grande progetto di espansione, e di soldi finanziati, per espandere anche formalmente la città oltre i suoi storici angusti limiti municipali. 

Kruithof torna a indagare gli ingranaggi complessi che coinvolgono relazioni umane alle prese con decisioni che influenzano la vita degli altri. Dallo spionaggio alla politica, sempre con uno stile asciutto eppure appassionante. Clémence (Isabelle Huppert) è sindaca da molti anni, in attesa di abbandonare presto la politica attiva, lasciando “spazio ai giovani”, in particolare alla sua vice. Yazid (Reda Kateb) è il suo capo dello staff, braccio destro e ottimo conoscitore della politica locale, con l’ambizione concreta di ambire a una carriera nazionale. I due si sono battuti, ma soprattutto si sono confrontati con quelle promesse che, il titolo ce lo ricorda, sono la “moneta” della politica, per dirla con il regista. Piccoli favori, alleanze e tradimenti. Ogni giorno viene vissuto dai due nel quotidiano dei loro cittadini.

Un tramonto, in attesa del suggello alla sua eredità politica. Un finanziamento da 63 milioni di euro per far rinascere un palazzone ormai alla rovina. Un testamento ideale. Ma la prospettiva di un ruolo come ministro in un imminente rimpasto di governo cambia le carte in tavola, alimenta l’ambizione ormai sopita di Clémence, che alza la testa e comincia a bramare nuovi orizzonti. Una normale settimana in ufficio, per un politico, la cui integrità è costantemente messa alla prova, come la necessità di variare camaleonticamente un punto di vista costantemente al servizio dei propri elettori (e non). La nobile (decaduta) arte della politica viene mostrata senza manicheismi, focalizzando l’attenzione sul territorio nei municipi tradizionalmente gavetta obbligata per ambire a posizioni di rilievo nazionale, ma anche sulla schiera di giovani professionisti della consulenza, usciti dalle grandi Scuole, che costituiscono le forze speciali della burocrazia francese. Suggeritori sempre attivi all’orecchio dei politici.

Il sesso e il genere sono (lodevolmente) un dettaglio, in questa storia sui compromessi di una via per forza di cose contorta alla “cosa pubblica”. Non esistono autostrade senza pedaggi, lavori in corso, rallentamenti di ogni genere. Il tutto per un obiettivo finale, rispettandole almeno, quelle tante promesse, anche quando dimenticarle sarebbe la scelta più comoda. Copione di ferro, un’attenzione al ritmo della narrazione che non conosce cali di attenzione, oltre a due veri fuoriclasse come protagonisti. Isabelle Huppert, certo, ma ancora una volta ci teniamo a ricordare Reda Kateb. Attori della sua generazione bravi come lui, nel nostro continente, non ce ne sono molti.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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