NINFA PLEBEA

NINFA PLEBEA

Voto del pubblico
Valutazione
4 di 5 su 25 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1996
Paese: Italia
Durata: 110 min
Distribuzione: ITALIAN INTERNATIONAL FILM - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
NINFA PLEBEA è un film di genere drammatico del 1996, diretto da Lina Wertmüller, con Lucia Cara e Luisa Amatucci. Durata 110 minuti. Distribuito da ITALIAN INTERNATIONAL FILM - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO.
Genere: Drammatico
Anno: 1996
Paese: Italia
Durata: 110 min
Formato: SCOPE A COLORI
Distribuzione: ITALIAN INTERNATIONAL FILM - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
Sceneggiatura: Lina Wertmüller, Ugo Pirro
Fotografia: Ennio Guarnieri
Produzione: CIRO IPPOLITO E FULVIO LUCISANO

TRAMA NINFA PLEBEA

Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, a Nofi, un paesello del Salernitano situato in zona collinosa, conduce una vita tranquilla Miluzza, una adolescente (15 anni) semplice e spontanea ma curiosa di tutto e vitalissima. La madre Nunziata è donna sensualissima e piacente (il marito, Gioacchino, è al corrente di essere tradito ma, timido, fa solo proteste e allusioni per l'andirivieni in casa specie di soldati). Nella famiglia c'è anche il vecchio nonno, che ama molto la nipotina. La ragazza scherza con le amiche (una delle quali dai comportamenti molto ambigui), con un giovane soldato e spesso va a fare certe medicazioni al vecchio parroco, ma in sostanza nulla di grave accade, in quel paese piuttosto severo, che tuttavia abbonda di piaceri occulti e di complicità varie. La tenera Miluzza finisce presto additata da tutti quando, assunta in una fabbrica, subisce le angherie di un principale eternamente in foia. Per Miluzza è il crollo del suo mondo ancora infantile. In seguito la madre Nunziata muore dissanguata dopo un incontro troppo focoso con un soldato; il padre Gioacchino muore per il dolore della perdita della moglie; il nonno muore tra le macerie del paese distrutto da un bombardamento. Trasferitasi a casa di un'amica, Miluzza incontra Pietro, un disertore ferito i cui parenti vivono in una frazione non troppo lontana in una bella villa-casale. Loro sono gente agiata e Pietro, pure sporco e lacero com'è, appare alla povera Miluzza, affascinata dalla di lui bellezza, come il principe delle favole. Tanto lei è passionale e timida, quanto lui è discreto e affettuoso. Lei lo accompagna fino alla villa: la madre (Gesummina) diffida e non poco di quella ragazza, ma Pietro si dichiara subito innamorato. Mentre la guerra si sta allontanando verso il Nord, Miluzza ricambia il giovane con sentimenti sinceri e lui vuole sposarla. La severa madre vorrebbe sottoporre Miluzza alle esperte mani di una mammana locale per verificare la sua verginità ma Miluzza strilla e si oppone. Tutto finisce con le nozze: finalmente Miluzza ha trovato la felicità, dopo umiliazioni e violenze.

CRITICA DI NINFA PLEBEA

"Ninfa plebea" è un film imbarazzante nella sua continua altalena tra realismo e fiaba, squarci lirici e momenti di epica contadina, melodramma a freddo e ricostruzione antropologica, di un Sud così remoto e diverso, ma in qualche misura ancora attuale, tra inferno e paradiso. La Wertmuller insegue i miti della purezza e le sue contraddizioni già vagheggiati da Rea (pura naturalità, puro istinto, puro candore e così via) senza raggiungerli mai. Non ci si crede, ai suoi personaggi e alle loro peripezie, pur apprezzando la scelta delle facce e dei corpi, compresi quelli dell'esordiente Lucia Cara, ninfa plebea dalla bocca ridarella e dagli occhi profondi. (Il Giorno, Morando Morandini, 13/4/96)Nei "tableaux vivants" della Wertmuller non si respira l'odore dei corpi, la commistione fra pratiche pagane e ritualità cattoliche, quel passare da bestialità a dolcezze che sono propri di Rea. Vi manca anche quel senso di "movimento" che, pur fra i clamori dovuti a un temperamento eccessivo, si rinviene in altri film della regista. In questo scenario falso e morto la stessa sessualità - l'unica zattera a cui si attaccano i diseredati, i dannati della terra di Rea - acquista una coloritura sfatta come se fossimo davanti a cadaveri dalla faccia vistosamente tinta di belletto. E di cadaveri è tutta una sfilata nei capitoli iniziali e centrali di Ninfa plebea: dalla madre che se la fa con un militare fino a uscirne dissanguata (ma perché Stefania Sandrelli che pure ha numerose frecce nel proprio arco si ostina a ripetere il ruolo della mai sazia di amplessi?) al di lei marito e, nel corso di un bombardamento risolto con una simulazione da sagra paesana, al nonno. (Avvenire, Francesco Bolzoni, 21/4/96)

CURIOSITÀ SU NINFA PLEBEA

REVISIONE MINISTERO APRILE 1996.

SOGGETTO DI NINFA PLEBEA

TRATTO DALL'OMONIMO ROMANZO DI DOMENICO REA

INTERPRETI E PERSONAGGI DI NINFA PLEBEA

Attore Ruolo
Lucia Cara
Miluzza
Luisa Amatucci
Nannina
Massimo Bellinzoni
Tunin
Raoul Bova
Pietro
Adriana Bruni
Donna Teresa
Antonio Conte
Misurino
Ennio Coltorti
Gioacchino
Lorenzo Crespi
Dino
Isa Danieli
Gesummia
Giuditta Del Vecchio
Annuzza
Peppe De Rosa
Don Peppe
Lola Pagnani
Lucia
Simona Patitucci
Margherita
Stefania Sandrelli
Nunziata
Rino Marcelli
Nonna Miluzza
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