Mystify: Michael Hutchence - la recensione del documentario sul rocker presentato alla Festa del cinema

20 ottobre 2019
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L'amico regista Richard Lowenstein fa raccontare il carismatico frontman degli INXS, scomparso 22 anni fa, dalla famiglia, dalle donne e soprattutto da se stesso in un bellissimo e doloroso ritratto.

Mystify: Michael Hutchence - la recensione del documentario sul rocker presentato alla Festa del cinema

Come e probabilmente più del mondo del cinema, quello della musica rock è abitato da anime sensibili, insicure e tormentate, che vivono tutto in modo amplificato e si lasciano spesso consumare dalla necessità di esprimere il proprio talento in una vita dove è arduo scindere pubblico e privato e dove il successo o il fallimento personale o professionale diventano misura del proprio valore. Carichi di energia e luce come supernove, si donano senza risparmio al mondo finché all'improvviso si spengono, lasciando un vuoto enorme. Michael Hutchence, fondatore e frontman della band australiana INXS, uno dei protagonisti più brillanti e dei talenti più grandi della scena musicale del secolo scorso, ci ha lasciato a 37 anni quasi 22 anni fa e ci è voluto tutto questo tempo all'amico fraterno Richard Lowenstein, che lo ha diretto nei video del gruppo e nell'unico film interpretato dal cantante, Dogs in Space, per superare il dolore della sua scomparsa e trovare la voglia e il coraggio di dedicargli questo densissimo documentario, che prende il titolo da una delle canzoni più note della band ma che rimanda anche al senso di una parola che significa confondere, disorientare, ingannare. Come si sono sentiti confusi e smarriti amici, parenti e fan, quando Michael Hutchence ha deciso di soffocare per sempre la propria voce.

I cambiamenti di carattere e le conseguenze fisiche dopo il gravissimo trauma subito in Danimarca che aveva tenuto nascosto, lo stress dovuto alle lotte per la custodia dei figli avuti dalla compagna Paula Yates con l'allora potentissimo Bob Geldof, che gli scatenò contro i tabloid inglesi, la paura di perdere la propria bambina, Tiger Lily (come la principessa indiana di Peter Pan), la continua irruzione dei paparazzi e dei giornali scandalistici nella sua vita londinese, a cui non era abituato, lo portarono a una depressione evidente e incontrollabile, da cui nessuno, per quanto bene gli volesse, riuscì a salvarlo. Si può soltanto immaginare il carico di dolore, rimpianti e sensi di colpa che lascia dietro di sé una decisione del genere, che arriva sempre inattesa e che – nel caso di una persona celebre – viene spesso accompagnata da una totale mancanza di rispetto da parte di una stampa in cerca di motivi scabrosi per una morte che deve continuare a far vendere i giornali.

Il documentario di Lowenstein su Hutchence è costato sicuramente al regista un grosso impegno emotivo e fisico: non immaginiamo nemmeno come deve esser stato doloroso selezionare la marea di materiale che gli è stato messo a disposizione per far rivivere l'amico sul grande schermo (in un'altissima qualità, oltretutto, delle immagini e del sonoro). Grazie a lui lo possiamo rivedere com'era e come lo abbiamo visto, giovane, bello, allegro e sfacciato con le sue celebri compagne, padrone della folla sul palco, pensieroso, impulsivo o riflessivo nelle interviste e poi pian piano sempre più opaco e smarrito, nella ricostruzione del percorso di una carriera in cui non sono mancate scelte sbagliate, accompagnato dalle voci dei molti collaboratori, amici e famigliari che l'hanno condivisa con lui.

Mystify non è uno di quei documentari che per necessità abusano di foto e immagini fisse, ma si affida alla voce, al volto e al corpo di Hutchence, sul palco ma soprattutto dietro le quinte, perché è di quest'uomo che parliamo com'era tanti anni fa e non avrebbe senso, oggi, togliergli spazio per mostrare il volto di chi nel frattempo è invecchiato, mentre lui è rimasto giovane per sempre, come il protagonista de "Il ritratto di Dorian Gray"  che tanto lo appassionava. Nato in una famiglia benestante e glamour ma in seguito divisa, bambino a Hong Kong nelle strade con gli scugnizzi cinesi, figlio prediletto dalla madre con i conseguenti sensi di colpa nei confronti del fratello, Michael sembra il tipico individuo baciato dagli dei: è bello di una bellezza semplice e sensuale, ha una presenza magnetica, un sorriso e uno sguardo che fanno sentire unico chiunque ne sia oggetto, una voce straordinaria e inconfondibile e una creatività infinita. Tra i tantissimi momenti che restano impressi c'è il suo rapporto con una giovanissima Kyle Minogue, con cui condivise per due anni una gioiosa libertà fatta di sesso, droga e viaggi, ma anche le difficoltà di un rapporto tra due persone famose che fanno lo stesso lavoro e che affidano a tenerissimi fax le loro parole d'amore. Minogue confessa oggi di aver avuto il cuore spezzato dal suo abbandono.

Vediamo le estati felici nella casa in Costa Azzurra con Helena Christensen, che ricordano il buen retiro dei coniugi Fitzgerald e degli americani negli anni Venti. Ci commuoviamo (e ci fa rabbia pensare che il responsabile non abbia mai saputo né tantomeno pagato per quel che ha fatto) per l'incidente assurdo che toglie il senso dell'olfatto e del gusto proprio a lui, uomo affamato di vita e avido di sapori e di odori, che racconta entusiasta alla sorella la trama de “Il profumo” di Peter Susskind. Intelligente, sensibile e fragile: la vita di Michael Hutchence, il ragazzo che riempie col suo gruppo gli stadi facendo impazzire le platee, il sex symbol internazionale, il miope senza occhiali, viene spezzata per sempre in una triste notte di novembre, nella Sydney in cui ha fatto ritorno ma dove si sente disorientato e smarrito, terrorizzato da quel che potrebbe succede alla compagna e ai figli oltreoceano. È la sua stessa, incontrollabile capacità e fame d'amore ad aprire la strada all'abisso che lo inghiottirà. E il dolore e la tristezza sono gli stati d'animo coi quali usciamo dalla visione di Mystify, riconoscenti al tempo stesso all'autore del film per aver ridato voce ad un artista che merita di essere conosciuto e ascoltato anche in questo secolo.

Mystify: Michael Hutchence
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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