LISZTOMANIA

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Idolo delle ragazze, Franz Liszt lancia il giovane musico rivoluzionario Richard Wagner; convive con Marie d'Agoult dalla quale ha tre figli. Desideroso di successo nella Russia degli zar, il musico ungherese abbandona l'amante e i figli per legarsi alla sposata principessa Carolina la quale, decisa ad ottenere dal Papa lo scioglimento del proprio matrimonio, trascina Franz a Roma. Nel frattempo Richard Wagner si è scatenato anche in forza dei motivi rubati a Liszt. Il Sommo Pontefice, anzichè invalidare il matrimonio di Carolina, costringe Franz a prendere i voti e lo incarica di combattere Wagner che ha fondato una setta diabolica all'insegna del pangermanesimo e del superuomo. Wagner ha sposato Cosima, figlia di Liszt e Marie d'Agoult, e vampirizza lo stesso suocero. Raggiunto il castello ove Wagner pontifica, il pianista lo brucia nonostante la disperazione di Cosima. Finito nell'Olimpo, Franz Liszt assapora la propria musica, attorniato da tutte le donne della propria vita. Quando però viene a sapere che Wagner continua la sua opera malefica reincarnato in Hitler, Liszt lo raggiunge per mezzo di un organo-missile e lo annienta tra le rovine di Berlino.



CRITICA DI LISZTOMANIA:

"Tra le biografie dedicate da Ken Russell a celebri musicisti è la più strampalata e, almeno nelle intenzioni, la più delirante....Russell si diverte a mescolare sacro e profano, riuscendo a volte a strappare il sorriso. Rappresentare Wagner come un incrocio tra Dracula e Hitler, comunque, è una caduta di gusto. Daltrey è il leader degli "Who", già protagonista di "Tommy"; Ringo Starr, con geniale scelta di casting, è il Papa." (Paolo Mereghetti, Dizionario dei film 1988)

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