Les jeunes amants: recensione del melodramma con Fanny Ardant presentato alla Festa di Roma 2021

16 ottobre 2021
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Una storia d'amore fra una donna di 70 anni e un uomo più giovane di lei di 25 anni è al centro di Les jeaunes amantes, con Fanny Ardant in un nuovo ruolo intenso e pieno di fascino. Diretto da Carine Tardieu, è presentato in selezione ufficiale alla Festa di Roma. La recensione di Mauro Donzelli.

Les jeunes amants: recensione del melodramma con Fanny Ardant presentato alla Festa di Roma 2021

L’età è uno stato dello spirito. Lo rivendica con forza il melodramma Les jeunes amants, progetto inziato da Solveig Anspach, e portato avanti dopo la sua prematura scomparsa da Carine Tardieu, che alla regista islandese di Francia, oltre che alla madre e alla figlia, ha dedicato il film. Il cinema francese conferma l’attenzione per ogni genere, ma anche ogni età anagrafica, raccontando una storia sugli amori e la sessualità degli anziani. Certo, la settantenne in questione è Fanny Ardant, icona del fascino parigino, che non ha perso neanche un po’.

Elemento cruciale, per rendere credibile la passione che esplode per caso, covata per anni dopo l’incontro fortuito nell’ospedale in cui Pierre (Melvin Poupaud) lavora come medico, e Shauna (Fanny Ardant) si trova per assistere una paziente in fin di vita. Il cupido è, suo malgrado, il migliore amico di Pierre, George, amico di famiglia di Shauna. I due sembrano così vicini, ma George si ostina a uscire con ragazze con la metà dei suoi anni.

Shauna è un’architetta di 70 anni che vive orientata solo al passato, rievocato attraverso la nostalgia e una figlia ormai cresciuta, così come la nipote. Non si permettere di proiettarsi verso il futuro, mentre il presente sembra solo un accumulo di carte, libri e ricordi. La scintilla che riattiva la sua vitalità è provocata da Pierre, uomo sposato con due figli, più giovane di 25 anni. Lei sembra esitante, incredula che quell’uomo la trovi davvero non solo affascinante, ma desiderabile. I due iniziano una relazione fra due età lontane e due città che non lo sono poi tanto, come Lione e Parigi. Come ogni amore che non si limita a un’iniziale passione, i due si trovano a dover progettare un futuro in comune, mentre le persone attorno, affetti, amori e famigliari, vengono travolti anche loro da questo amore che sembra socialmente una bizzarria. Non è certo un capriccio, invece, come non lo è questo melodramma di Carine Tardieu, attento a catturare lo spirito, l’energia di un sentimento inatteso, affrontato con la maturità di una donna anziana che riscopre il suo corpo e il potere anche distruttivo dell’amore.

Non è consentito il disimpegno o la leggerezza, però, nella loro relazione. Si trovano con un bagaglio importante di ferite e scorie di un viaggio avviato da molti anni, ognuno su binari diversi. Questo li porta a misurare gesti e situazioni. Les jeunes amants è una storia vitale sul tempo che non sempre scorre con la stessa velocità. Non a caso è un treno che unisce i due, e sono le stazioni i luoghi d’elezione di chi è in viaggio da molto tempo. Il rischio ha unito i due, con l’interesse di Shauna per una paziente di Pierre, pronta a tentare una terapia sperimentale contro il cancro per non perdere un seno, dopo aver perso l’altro. La tutela della bellezza e del rapporto con il mondo di una donna, che abbia 38 anni, come la paziente, o 70 come Shauna, che dovrà domandarsi se accettare di rischiare di “morire d’amore” per Pierre.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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