Leila's Brothers: la recensione del film iraniano in concorso al Festival di Cannes 2022

25 maggio 2022
2.5 di 5

Una famiglia alle prese con la crisi economica dovuta alle sanzioni contro l'Iran ma anche a quella al suo interno. Programmatico e poco appassionante, Leila's Brothers delude nel concorso di Cannes 2022. La recensione di Mauro Donzelli.

Leila's Brothers: la recensione del film iraniano in concorso al Festival di Cannes 2022

Da un duro noir sul traffico di droga a una famiglia numerosa in lotta per un riscatto sociale dopo momenti molto difficili. Saeed Roustayi si è fatto conoscere in occidente con La legge di Tehran, un successo inatteso specie in Francia. Ora si inserisce nei binari molto più consueto del cinema iraniano con la storia di Leila e i suoi fratelli, Leila's Brothers, alle prese con una pressione economica dovuta anche all’embargo americano sempre più serrato.

La precarietà del lavoro mette sempre più all’angolo nel loro clan allargato questa famiglia, proprio mentre la morte del padrino/patriarca sembra spianare la strada dell’anziano nonno per ereditare dal cugino questo ruolo fuori dal tempo. Tutto onore e orgoglio, ma poco adatto al mondo contemporaneo, soprattutto prevedendo un regalo per le imminenti nozze del nipote del defunto che per regole ancestrali deve essere il più ricco dal punto di vista strettamente del vil denaro.

Prendendo spunto dallo stile dei migliori lavori di Farhadi, alle prese con umanità e dignità all’interno dell’Iran contemporaneo, purtroppo Roustaee non ne ripropone la grande accuratezza nell’evitare troppi dialoghi inutili, rendendo credibili i suoi personaggi anche quando alle prese con una serie di accidenti lungo il loro cammino. Leila’s Brothers si avvicina alle tre ore, senza troppa misura e con una serie di avversità a cascata che colpiscono con la scure della programmaticità e dell’inverosimile dei personaggi francamente puerili. Difficile identificarsi troppo nelle loro sfortune, quando sembrano costantemente andarsele a cercare con noncuranza degno di miglior causa.

È chiaro il tentativo di raccontare una storia comune con un punto di vista differente, quello della donna, Leila, in un contesto di maschi capricciosi e immaturi, i quattro fratelli e i genitori. Peccato che ogni tanto se ne dimentichi, mentre ha ben chiaro, Roustaee, di imporre la crisi economica agli sventurati protagonisti, con una svalutazione della moneta locale sempre più brutale, pronta a sconvolgere il rapporto fra beni materiali e beni immateriali, finendo per soffocare ogni slancio imprenditoriale e tentativo collettivo della famiglia di uscire dall’anticamera della miseria. Tutto molto esibito e prevedibile, specie il parallelismo fra disillusioni personali e quelle relazionali e materiali. L’impressione diventa certezza molto presto. Ogni svolta è dietro l’angolo senza sorpresa, ma anche l’allontanamento sempre più impietoso dello spettatore da questa estenuante storia che puzza di teorema programmatico da chilometri di distanza.  



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento