La Plus Précieuse Des Marchandises: la recensione del film d'animazione di Michel Hazanavicius visto a Cannes

25 maggio 2024
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Ha chiuso il concorso del Festival di Cannes 2024 un film d'animazione diretto da Michel Hazanavicius, una favola garbata su una bambina cresciuta a pochi passi dall'orrore di un campo di concentramento nazista. La recensione di Mauro Donzelli.

La Plus Précieuse Des Marchandises: la recensione del film d'animazione di Michel Hazanavicius visto a Cannes

L’immaginario di molti luoghi di sterminio nazista durante la Seconda guerra mondiale è legato allo straniante contrasto fra la quiete di foreste secolari, magari innevate, e le atrocità che si commettevano a pochi passi nelle fabbriche della Shoah nel cuore orientale del vecchio continente. Un altro archetipo che subito innesca un ricordo drammatico è il treno che attraversa questi scenari, portando il suo carico di vita per dargli la morte. Proprio il treno e la foresta sono i protagonisti sensoriali, gli elementi che si ripetono accogliendo la storia de La Plus Précieuse des marchandises, primo tentativo di film d’animazione per Michel Hazanavicius, presentato al Festival di Cannes 2024, in concorso.

Si tratta dell’adattamento di un racconto di un apprezzato scrittore e drammaturgo francese, Jean-Claude Grumberg, il cui padre venne deportato ad Auschwitz. Un classico contemporaneo molto letto nelle scuole transalpine, una favola fin dal “C’era una volta” iniziale. In un grande bosco vivono un boscaiolo e una boscaiola, fra freddo, fame e miseria. Intorno c’è silenzio, ma la guerra la si percepisce per le sue conseguenze quotidiane, specie a ore pasti. Una vita complicata che viene sconvolta dal pianto di una bambina, che la boscaiola ritrova e vuole tenere. La piccola merce più preziosa del titolo, in cerca di quella maggiore nella vita di tutti noi: l’amore. Oltretutto di due genitori, al di là di sangue e DNA. La dolce e piccolissima creatura è stata lanciata da un treno in corsa, approfittando di un rallentamento e un piccolo spiraglio fra le assi di legno che impediscono di isolare dal freddo i carri sovraffollati di ebrei in direzione campo di sterminio.

In un contesto infernale questa storia vuole rintracciare il calore magari tenue ma che mantiene viva la dignità della nostra specie, che conserva l’amore nel cuore degli uomini e delle donne. Disegnato a mano, suggestivo e musicato con la consueta grazia da Alexandre Desplat, il film ricerca la seduzione visiva dal sapore antico, rinnega ogni perfezionismo che possa avvicinarsi a Pixar o Disney recente. Le voci sono ben scelte, da quella narrante di Jean Louis Trintignant, registrata all’inizio della lunga fase di lavorazione, prima della morte del 2022, a Dominique Blanc e Denis Podalydès della Comédie Française.

Se un viaggio di speranza viene compiuto, parallelo e contrario a quello dei treni verso Auschwitz, è quello del boscaiolo, arcigno e per educazione convinto della natura quasi subumana e malvagia degli ebrei, costretto a soccombere all’evidenza della dolce normalità della bambina con la stella di David, fino a crescerla con lo stesso amore di chi l’aveva accolta fin da subito, facendo prevalere l’istinto materno, come la boscaiola.

Una favola lungo i territori del buio più estremo e dell’amore che riesce a rischiararli, La Plus Précieuse des marchandises è un prodotto confezionato con cura, convincente per un percorso didattico nei prossimi anni, senza proporre particolari evoluzioni formali, sia dal punto di vista tecnico che della narrazione cinematografica. 



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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