La Llorona - Le Lacrime del Male Recensione

Titolo originale: The Curse of La Llorona

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La Llorona - Le lacrime del male: la recensione del nuovo spinoff di The Conjuring

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La Llorona - Le lacrime del male: la recensione del nuovo spinoff di The Conjuring

L'universo nato dal successo della serie horror iniziata sei anni fa con L'evocazione - The Conjuring si arricchisce di un nuovo elemento, dopo gli spin off dedicati ad Annabelle e a The Nun. A dire la verità i legami tra La Llorona e i film di riferimento sono piuttosto tenui: ad unirli è la brevissima apparizione di padre Perez (da Annabelle) e l'ambientazione d'epoca, gli anni Settanta, che nella timeline della serie lo colloca cronologicamente, proprio tra L'evocazione – The Conjuring e The Conjuring – Il caso Enfield. La novità stavolta è che non si tratta di un personaggio inventato o di una storia legata ai casi affrontati dai demonologi Ed e Lorraine Warren, ma della rilettura di una popolare leggenda del folclore latino-americano, che viene qua sfruttata per trasformarne la protagonista nel classico mostro soprannaturale del cinema horror.

La Llorona, la donna vestita di bianco e dal volto coperto, che non poggia i piedi per terra e col suo pianto notturno attira i bambini per poi annegarli, ha in questo film la sua sbrigativa origin story e mostra il suo orribile volto non solo alle sue future vittime, che marchia reclamandone il possesso, ma anche alle loro madri. Al centro della storia ci sono infatti due nuclei famigliari, il primo rappresentato da una donna con due figli e appartenente alla più povera comunità latino americana di Los Angeles, e il secondo dall'assistente sociale che la segue, Anna, vedova di un agente di polizia e mamma di due bambini.

C'è un contrasto evidente tra questi due mondi: la miseria e l'ignoranza del primo, intrise di quella che sembra la più retriva superstizione, fanno subito pensare a chi ne è fuori che la donna abbia usato violenza sui suoi stessi figli, rinchiusi in uno sgabuzzino e con segni di bruciature sulle braccia. Ma ci sono sfumature e simboli di cui Anne, suo malgrado causa di un omicidio, inizialmente non nota, proprio perché, a differenza del marito che a quella stessa cultura apparteneva, non crede. L'ambientazione storica e sociale del film è ben delineata, ma nonostante la suggestione di un'entità così affascinante e i temi insiti in parte nel personaggio e sviluppati nella storia – l'amore per i propri figli, il tradimento, il senso di colpa, la condanna, il rimorso, la vendetta, eccetera eccetera – la struttura di un film di genere da 90 minuti si rivela troppo esile per sostenerli.

Da un lato c'è l'ambizione di dare una base solida alla vicenda, dall'altro i limiti di un film il cui non elevato budget deve essere impiegato prevalentemente negli effetti speciali (discreti) e per i compensi degli attori. Per questo le premesse interessanti e inquietanti della sceneggiatura vengono presto disattese dalla necessità di conquistare il pubblico facendogli paura con i mezzi a cui il cinema horror degli ultimi due decenni ci ha abituato: rumori, suoni e apparizioni improvvise (anche se i ripetuti jump scares attenuano l'effetto complessivo). Strada facendo si perde anche quel poco di plausibilità di cui necessitano anche le storie più impossibili, per cui, ad esempio, gli impressionanti poteri dimostrati da quello che è un essere soprannaturale, calano o aumentano di intensità a seconda delle esigenze della narrazione, permettendo agli esseri umani di contrastarlo fisicamente con efficacia.

Ma questo probabilmente poco importa al pubblico a cui è rivolto il film, anagraficamente più giovane del critico. Da appassionati del genere, possiamo dire che sicuramente La Llorona è superiore in tutto, a partire dalla regia e dalla stessa disuguale sceneggiatura, all'altro film dell'universo incentrato su un mostro dall'aspetto femminile, The Nun, anche se per certi versi gli somiglia, e potrebbe avere altrettanto successo. Linda Cardellini lotta con le unghie e con i denti in un'interpretazione convincente (ed è sua l'idea del cartone di Scooby-Doo, riferimento scherzoso alle versioni live action in cui è stata Velma).

Più di tutti, però, ci è piaciuto il curandero interpretato da Raymond Cruz, che abbiamo imparato ad amare e temere in Breaking Bad: il personaggio dell'ex sacerdote che per qualche misterioso motivo ha abbandonato la Chiesa e si è dedicato a contrastare il Male con armi “improprie” e a tratti sembra non avere tanto idea di quel che sta facendo,  meriterebbe più spazio. Di certo Cruz lo interpreta con gusto, ambiguità e un gran senso della misura e dell'ironia, dimostrando una padronanza del mestiere che ce lo fa apprezzare ancora di più.

La Llorona - Le Lacrime del Male
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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