La Favorita Recensione

Titolo originale: The Favourite

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The Favourite - La favorita: la recensione del film di Yorgos Lanthimos in concorso al Festival di Venezia 2018

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The Favourite - La favorita: la recensione del film di Yorgos Lanthimos in concorso al Festival di Venezia 2018

Sorpresa. Yorgos Lanthimos - che comunque rimane sempre lui, per carità - scende dalla sua carrozza da intellettuale e, proprio come avviene alla Abigal di Emma Stone all’inizio del film, si sporca le mani. Col fango e la merda, e con il sesso, e il cibo, e il vomito, e il vino, e il trucco dei visi imbellettati degli uomini della corte della Regina Anna, e con tutta quella materia viva e calda che finalmente dona corpo, sangue, consistenza e calore al suo cinema.

Non che le protagoniste di La favorita siano poi tanto diverse da quelli dei suoi film precedenti: perché sempre di crudeltà alla fine si parla, e di cinismo, nella lotta tra Abigail, giovine nobildonna decaduta, e la più navigata Lady Marlborough di Rachel Weisz per conquistare i favori di una regina insicura, nevrotica, malata, bulimica, isterica, problematica e lesbica.
I favori, e quindi il Potere, che da sempre è una delle cose che interessano al greco, laddove il Potere è controllo, sopraffazione, egoismo, soddisfazione delle pulsioni, prestigio e denaro. E Amore, che paradossalmente (ma nemmeno troppo) è uno dei temi centrali del film.

Alla crudeltà e al cinismo, però, questa volta Lanthimos ha coniugato anche l’ironia, e il sarcasmo, e così sporcato e alleggerito il suo cinema elegante e tagliente decolla, diverte, travolge. E quindi la battaglia tra due donne intelligentissime e determinatissime, prive di scupoli e con tanto pelo sullo stomaco, diventa una gara quasi esaltante fatta di malizia e perversione, con quel tanto di melodramma che la cornice storica e i fatti reali possono garantire, e che equilibra e stabilizza la formula del regista.

Un po’ come se Le relazioni pericolose avesse incontrato il Marie Antoinette di Sofia Coppola (ma senza le Converse), con due rivali come non se ne vedevano dai tempi di La morte ti fa bella (ma senza magia), e con lo sguardo caustico e affilato di un regista che disseziona ed espone senza falsi pudori, e che questa volta muove la sua macchina da presa in maniera quasi barocca, a far da contraltare a certi toni grotteschi, allo stile decadente del XVIII secolo.
Mentre Olivia Colman regna sul film con polso e autorevolezza ben diverse da quelle del suo personaggio, ma con la stessa presenza/assenza.

La Favorita
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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