L'altro volto della speranza

Titolo originale: Toivon tuolla puolen

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Wilkström è un rappresentante di camicie, che lascia moglie e lavoro, e punta tutto su una partita a poker per cambiare vita. Khaled è un giovane rifugiato siriano imbarcato clandestino su una carboniera che si ritrova a Helsinki quasi per caso. Anche lui vuole cambiare vita. Le autorità però vorrebbero rispedire ad Aleppo Khaled, che se la deve vedere anche con dei picchiatori razzisti. Ma nella sua strada Khaled incontra anche persone come Wilkström che decide di aiutarlo. I due tentano di ripartire con la gestione di un ristorante triste e senza clienti, "La Pinta Dorata", magari trasformandolo in un ristorante sushi alla moda...Un rifugiato, un rappresentante, un cuoco, una cameriera, un direttore di sala e un cane... insieme, forse, riusciranno a trovare ciò che cercano.



CRITICA DI L'ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA:

Aki Kaurismäki è uno di quelli capaci di osservare, e amare, senza giudicare. Di tenere la bocca chiusa e il cuore aperto. Lo sa fare bene, e lo fa sembrare la cosa più naturale e lineare del mondo. E la straordinaria capacità che ha il finlandese di raccontare con impassibile naturalezza l'assurdità delle cose e del mondo si sposa perfettamente con l'assurdità dei nostri tempi, con la follia delle guerre, la crisi dei rifugiati, quella economica, e la loro sconsiderata gestione da parte della politica. Esilarante e commovente, il suo è un film pulitissimo e umanissimo, che ci dice che tutto quello che possiamo e dobbiamo fare, nel caos dell'esistenza, è il nostro meglio, con serenità, accettando perfino di sbagliare. (Federico Gironi)
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