Jungle Cruise: recensione dell'avventuroso film con Dwayne Johnson e Emily Blunt

28 luglio 2021
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Un film tratto da un'attrazione di un parco Disneyland? Con Pirati dei Caraibi era andata bene, con Jungle Cruise diventa un'avventura per un pubblico (molto) più giovane.

Jungle Cruise: recensione dell'avventuroso film con Dwayne Johnson e Emily Blunt

Quando c'è di mezzo Dwayne Johnson, piove lungimiranza in ogni progetto. In quali termini? Commerciali ovviamente, che significa individuare e ottenere l'apprezzamento del pubblico di riferimento. Jungle Cruise è un prodotto Disney ispirato all'omonima attrazione presente nei parchi Disneyland di Los Angeles, Orlando, Tokyo e Hong Kong ed è una di quelle che permettono di prendere una pausa dalla frenesia delle altre attività. Si sale su un'imbarcazione che naviga un corso d'acqua mentre il traghettatore tiene compagnia ai passeggeri con un po' di battute, chiacchiere di circostanza e narrando in diretta le meraviglie tra fauna e flora della finta America del Sud che caratterizza il viaggio. A un'attrazione come questa potete portare sia i nonni sia i neonati ed è esattamente con lo stesso DNA che è stata concepita la storia del film.

Dopo aver conosciuto il personaggio di Lily Houghton di Londra che fin da subito è presentata come un'esploratrice che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole, conosciamo Frank Wolff che in un altro continente si guadagna da vivere più o meno onestamente traghettando i turisti sul suo battello. Siamo in piena Amazzonia nel 1916 e il fiume è una risorsa per tutti: umani, animali, vegetazione e qualcos'altro che gli spettatori non tarderanno a scoprire. La donna ha bisogno di quel così poco affidabile capitano per portare lei e suo fratello MacGregor in un preciso punto tra i meandri del corso d'acqua, come indica il disegno di una vecchia mappa. Alle loro calcagna, un germanico principe di nome Joachin a bordo di un sottomarino, e di fronte tutti i misteri fiabeschi dal sapore tropicale.

Una mappa del tesoro, perché questo è un film d'avventura che vuole inserirsi nella scia di famosi predecessori del genere e a loro ispirarsi dichiaratamente. Indiana Jones? Certo, ma in versione molto più family. La trilogia de La Mummia? Assolutamente sì, per il tono scanzonato. All'inseguimento della pietra verde? Come no, per replicare la dinamica fatta di scintille e attrazione tra i due protagonisti. Pirati dei Caraibi? Potete contarci, perché è un franchise Disney di successo con un'idea anche in quel caso pescata da un'attrazione del parco di Topolino. Vedendo il sottomarino in quella giungla, i videogamer penseranno anche al primo capitolo dell'altrettanto avventurosa saga videoludica di Uncharted. Se aggiungiamo la presenza di carismatici caratteristi come Jesse Plemons, Édgar Ramírez e Paul Giamatti in ruoli da antagonisti piuttosto caricaturali e il gran lavoro dei soliti artisti digitali di Hollywood che creano mondi fantastici intorno a rocambolesche sequenze d'azione in cui quasi tutto quello che vediamo non esiste nella realtà, non può che venirne fuori un film impeccabile, no? In teoria sì, in pratica non per tutti.

Intanto sembra ormai inconcepibile per i blockbuster americani ad alto budget pensare di restare sotto le due ore di durata, come se la grande esperienza di visione che vogliono offrire debba andare di pari passo con il concetto di quantità. Jungle Cruise darà la sensazione ad alcuni spettatori di essere sbilanciato tra la prima parte che punta forte sul fronte della commedia e la seconda che si dedica maggiormente all'avventura abbondando con gli elementi fantasy della storia. Venti minuti in meno avrebbero giovato? Indubbiamente. Ma soprattutto, è l'estrema ampiezza dell'età anagrafica del target ricercato a fare del film un prodotto per giovani spettatori, anzi, giovanissimi. Ogni scelta autoriale sembra operata sulla base di cosa sia giusto, in funzione dell'apprezzamento del pubblico di massa, a scapito di un istinto artistico la cui assenza pesa. Lo stesso lavoro di Jaume Collet-Serra, regista di tanti thriller con Liam Neeson, non è chiaro quale apporto abbia dato. Jungle Cruise non è il film per cui la magnifica Emily Blunt sarà ricordata. È il film che per due ore e sette minuti terrà occupati i vostri bambini, mentre un adulto con un buon bagaglio cinematografico rischierà di dover combattere per mantenere viva l'attenzione.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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