John Wick 3 Recensione

Titolo originale: John Wick 3: Parabellum

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John Wick 3: la recensione dello scatenato action movie con Keanu Reeves

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John Wick 3: la recensione dello scatenato action movie con Keanu Reeves

Non ci sono introduzioni né preamboli. Non c’è tempo. Perché sono le 17:07 - le segnano il primo orologio che si vede sullo sfondo all’inizio del film - e alle 18 sarà esecutiva la scomunica ufficiale, e la caccia a John Wick di tutti gli assassini avrà inizio.
Anzi, c’è anche chi pensa bene d’iniziare prima - perché, in fondo, che differenza fa? - ed ecco allora che si arriva in frettissima allo scontro tra Wick e il primo dei suoi innumerevoli sfidanti (che poi è il cestista servo Boban Marjanović, 2 metri e 22 cm per 135 kg di peso) all’interno della New York Public Library: con le mani, i piedi e un pesante tomo di antiche fiabe russe. Una tappa volante da un medico prima che sia troppo tardi per farsi ricucire una ferita da taglio alla spalla che vedrà John dover fare come Rambo, e via di nuovo contro una masnada di scatenati espertissimi di kung fu, in una scena lunghissima ed esaltante per gli appassionati di action e arti marziali.

Parte così, e non si ferma mai fino alla fine, John Wick 3. D’altronde, lo abbiamo capito fin dal primo film che in questa serie non ci si ferma un attimo, che Wick non fa altro che procedere lasciando cadaveri alle sue spalle, e che nessuna mazzata, coltellata, pallottola lo potrà fermare. Perché lui, anche quando è ammaccato - ammaccatissimo, come accade in questo terzo capitolo - è Baba Yaga.
Non ci si ferma, nella serie di John Wick: la corsa è iniziata e la progressione è inarrestabile.
Se già il secondo capitolo era più veloce e violento del primo, il terzo supera tutti e due messi assieme, estremizzando tutto, e portando la narrazione tradizionale a essere poco più che un collante tra una scena d’azione e un’altra, che però dissemina piccoli indizi sul passato del protagonista.
Come quando a New York incontra Anjelica Huston, e così scopriamo che John si chiama in realtà Jardani, è bielorusso e viene dalla Ruska Roma.

E così, nel tentativo di salvarsi la vita, John deve lasciare New York alla volta del Marocco, dove farà innumerevoli altri morti con l’aiuto di Halle Berry, e si inoltrerà nel deserto alla ricerca dell’uomo che presiede la Gran Tavola, finendo salvato come Pochia e gli altri in Marrakech Express e finendo col venire rispedito a New York con un compito preciso, dove nel frattempo una spietata Giudicatrice se la sta prendendo con chi l’ha aiutato, dal direttore del Continental a Re della Bowery.
Perché quello di John Wick è un mondo di regole, e di conseguenze per chi le viola, e in questo capitolo numero tre diventa anche un mondo dove, ancor più di prima, la fedeltà alle promesse e ai giuramenti, o perfino alle amicizie, è sempre più evanescente.
Un mondo dove don ci sono più Common e Ruby Rose, al loro posto un letalissimo Mark Dacascos in versione uber-villain giapponese senza capelli (“siamo entrambi maestri di morte”, grida a Wick) e la Asia Kate Dillon che interpreta l’inflessibile Giudicatrice, mentre l'imperturbabile Charon finalmente prende un ruolo più attivo - balisticamente parlando - nelle vicende, e perfino il tasso d’ironia cresce - anche rispetto ai film precedenti - di pari passo con quello dei proiettili esplosi.

Siamo oramai con tutti e due i piedi in territorio cinema hongkonghese di fine Novecento, con un Keanu Reeves sempre meno legnoso e sempre più inarrestabile e imbattibile, non solo macchina di morte ma anche formidabilissimo incassatore.
L’amore e la rabbia sono lo ying e lo yang che fanno andare avanti Wick, la seconda anche più del primo, specie quando si arriva nei pressi di un finale (che sarà apertissimo) in cui non c’è nemmeno bisogno che John risponda alla domanda che gli viene fatta: “Sei incazzato?”.  
Lui sicuramente lo è. Chi guarda, dopo 131 minuti di combattimenti a mani nude, all’arma bianca, con armi da fuoco, cani, cavalli e oggettistica varia, sarà più o meno esaltato ma anche sfinito dal tour de force, che per quanto divertente non può non essere anche un po’ ripetitivo.
E al quarto giro di giostra sarà necessario inventarsi qualcosa di nuovo.

John Wick 3
Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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