I Mercenari - The Expendables Recensione

Titolo originale: The Expendables

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I Mercenari - la recensione del film di Sylvester Stallone

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I Mercenari - la recensione del film di Sylvester Stallone

I Mercenari - la recensione del film di Sylvester Stallone


L'indole virile del maschio in età adulta ha un profondo bisogno di essere rinvigorita di tanto in tanto. Sylvester Stallone offre un'ottima occasione allo scopo con il suo ultimo film I mercenari - The Expendables, massimo concentrato di virilità mai visto al cinema finora. L'attore, star di peso del cinema d'azione dagli anni 80, ha avuto l'ardire di riunire in un solo action movie i più rappresentativi protagonisti del genere di serie A e B. Vale la pena nominarli tutti: Jason Statham (unico sotto i 40 anni), Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Terry Crews, Steve Austin e Randy Couture.

In una memorabile scena (più per diletto nostalgico che per i dialoghi) Stallone compare insieme alle altre due star che con lui hanno espresso il meglio della mascolinità sullo schermo negli anni 80 e 90, Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger. A margine delle loro carriere parallele negli action movies, mentre Stallone e Willis aprivano ristoranti, Schwarzenegger sposava una discendente dei Kennedy e coltivava ambizioni politiche. Oggi si ritrovano in questa sequenza insieme e gli si legge chiaramente sulle rughe della fronte che si stanno compiacendo a vicenda per il successo che la vita gli ha concesso, o meglio che hanno meritatamente conquistato film dopo film.

E il pubblico si compiace con loro. I mercenari sta incassando più di quanto ci si sarebbe aspettati in America e presumibilmente anche in Europa farà lo stesso. Anziché giudicare il film per i suoi meriti e demeriti, è più interessante capire perché quest'operazione folle ha funzionato. Stallone si rivolge intanto ad un preciso target, il suo pubblico prettamente maschile che davanti ad un film "di mazzate" si esalta. Sceglie i migliori spaccaossa del cinema in circolazione e li mette insieme per una storia ricca di cazzotti, armi da fuoco, armi bianche ed esplosioni. Ancor prima dell'inizio delle riprese, l'entusiasmo era palpabile su internet dove dozzine di blog non aspettavano altro che questa notizia tra il ridicolo e il solenne. Sylvester ha prepotentemente, e non gli si chiedeva diversamente, portato a termine il progetto facendosi in tre.

Lo Stallone regista è un consumato filmmaker old style. Non è Scorsese e non sarà Eastwood, ma sa dove mettere la macchina da presa. Il suo obiettivo è semplice: assecondare le scene d'azione. Sembrerebbe scontato, ma spesso gli action movie di ultima generazione giocano a flipper con le inquadrature. Lo Stallone sceneggiatore conosce i suoi limiti. Non è Shakespeare e non sarà David Mamet, lo sa e non s'azzarda a complicare l'intreccio o a raffinarlo con profondi scambi letterari. I mercenari vengono assoldati non ufficialmente dalla CIA per eliminare un ex agente dell'intelligence che sta creando un nuovo cartello della droga su di un una fantomatica isola nel Golfo del Messico. Sylvester ci mette la giusta dose di ironia e il minimo sentimento indispensabile, una presenza femminile e un monologo affidato a Mickey Rourke che in primissimo piano racconta l'episodio che gli aperto gli occhi sull'insensato mestiere del mercenario. Lo Stallone attore è un "usato sicuro". Nessuna sorpresa. C'è soltanto il tempo che passa sul suo volto contrito in una smorfia perenne che distrae, ma ci si abitua anche a questo pur di credere che le star di Hollywood siano immortali nel buio di una sala cinematografica.


I Mercenari - The Expendables
il trailer italiano del film di Sylvester Stallone
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Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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