I cavalieri che fecero l'impresa

Titolo originale: I cavalieri che fecero l'impresa

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I cavalieri che fecero l'impresa è un film di genere avventura del 2001, diretto da Pupi Avati, con F. Murray Abraham e Edward Furlong. Durata 147 minuti. Distribuito da TWENTIETH CENTURY FOX ITALY.

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TRAMA I CAVALIERI CHE FECERO L'IMPRESA:

Nel 1271 la settima Crociata, che ha lo scopo di convertire Tunisi, fallisce. Durante la ritirata, vengono trasportate, lungo tutta la nostra penisola, le spoglie del Re Santo, Luigi IX. Nel lungo viaggio, cinque cavalieri s'incontrano e dividono lo stesso incredibile segreto: la scoperta del luogo dov'è stata nascosta, da alcuni traditori della corte di Francia, la Sacra Sindone. Inizia così l'avventurosa ricerca attraverso l'appennino tosco-emiliano, fino ad Otranto, da dove i nostri protagonisti attraversano il mare e raggiungono Tebe, in Grecia, in cui è occultata la Santa Reliquia. L'impresa, malgrado le incredibili difficoltà, riesce e la Sacra Sindone viene riportata in Francia, alla famiglia Reale. Ma un destino del tutto imprevedibile attende i nostri protagonisti...

CRITICA DI I CAVALIERI CHE FECERO L'IMPRESA:

"Pupi Avati coltiva una predilezione per il Medioevo, come ha già dimostrato con 'Magnificat'. Se quello era un film sommesso, però, nello spirito della microstoria alla Braudel, 'I cavalieri che fecero l'impresa' è invece un kolossal con combattimenti e scene di grande respiro. I riferimenti di Avati vanno dal ciclo di Re Artù alla 'heroic fantasy', compresa una spruzzatina di horror. Di quando in quando il regista entra nel cuore del fantastico, da sempre uno dei suoi generi prediletti. Sorprende la capacità di dirigere scene d'azione, di coordinare un cast multinazionale e di creare una leggenda: specie in un cinema come il nostro, da decenni refrattario a questo tipo d'impresa". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 aprile 2001)"Astuto Pupi Avati, 'I cavalieri che fecero l'impresa' è il suo film produttivamente più ambizioso, ma è anche una sfida ai generi. Un film d'avventure e magia camuffato da film storico-religioso (o viceversa). Un esempio di come il cinema di genere sposi il discorso d'autore. Una volta era quasi la regola. Oggi che la parola 'autore' è inflazionata, è senz'altro un'eccezione. Ma Avati sa essere fedele a se stesso. Fin troppo. (?) Mettendo in campo le crociate e la Sacra Sindone, Avati alza il tiro. Guarda anche al romanzo picaresco, alla chanson de geste, all'epopea collettiva (...) ma a giocare su due tavoli si rischia di perdere su entrambi, e a forza di mescolare sacro e profano, avventura e misticismo, lo spettatore si smarrisce un tantino". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 aprile 2001)"Divertimento, slancio religioso e cultura procedono insieme tra 'Gerusalemme Liberata' e Indiana Jones, tra 'La corona di ferro' di Blasetti e 'I cento cavalieri' di cottafavi. Bravi attori, soprattutto Carlo Delle Piane che è il frate Giovanni da Cantalupo. Raoul Bova interpreta un personaggio di artefice d'armi, di 'spadaro' provetto prima scristianizzato e votato a Satana, poi dolorosamente esorcizzato e fatto cavaliere: è bravo e bello, ha la testa rasata piena di cicatrici e dieci chili di peso in meno. La fedeltà ai modi europei di fare cinema è un pregio in più del film". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 6 aprile 2001)"Viene dalla terra e dai dettagli umanistici questo cinema, come l'operina dedicata al giovane Mozart e l'altro (migliore) film sul medioevo, 'Magnificat' (1993). L'immagine troppo luminosa e i colori naturali di Rachini però trattengono qualcosa del presente fotografico, ricordando gli spazi di periferia metropolitana dell' 'Armata Brancaleone'. Da vedere". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 13 aprile 2001)

CURIOSITÀ SU I CAVALIERI CHE FECERO L'IMPRESA:

- REVISIONE MINISTERO MARZO/APRILE 2001- COSTUMI DI NANA' CECCHI- CONSULENZA STORICA: FRANCO CARDINI- MAESTRO D'ARMI: WALTER SICCARDI- MAESTRO D'EQUITAZIONE: LUCA BELTRAMI

SOGGETTO:

TRATTO DAL ROMANZO OMONIMO DI PUPI AVATI EDITO DA MONDADORI

IL CAST DI I CAVALIERI CHE FECERO L'IMPRESA:


  • MONTAGGIO:
  • MUSICHE:
  • PRODUZIONE: ANTONIO AVATI PER DUEA FILM (ROMA) - TARAK BEN AMMAR E MARK LOMBARDO PER QUINTA COMUNICATIONS (PARIGI)

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