Still the Water - la recensione da Cannes del nuovo film di Naomi Kawase

20 maggio 2014
3.5 di 5
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Presentato in concorso al Festival di Cannes

Still the Water - la recensione da Cannes del nuovo film di Naomi Kawase

Naomi Kawase è una delle poche donne sempre invitata nei grandi festival internazionali, soprattutto a Cannes. Il suo è un cinema spirituale, animista, spesso perso nelle zone più remote del suo Giappone e ammantato di una visione della natura come fondamentale compagna della vita dell’uomo. La sua esperienza da documentarista influenza anche il suo cinema narrativo.

Non siamo sempre stati convinti in pieno dai suoi lavori, ci sembrava sempre mancare qualcosa, almeno a quelli arrivati in Europa, in difficoltà nel coniugare la sua visione della natura a una struttura narrativa appagante. Con Still the Water, Futatsume no Mado in originale, realizza il suo film più compiuto, riuscendo per di più a regalarci dei personaggi convincenti.

Siamo nell’isola sub tropicale giapponese di Amami Oshima – fateci dire che suona una meraviglia – quando durante una notte di luna piena in agosto, tradizionalmente accompagnata da balli tipici, viene trovato il cadavere di un uomo sulla riva del mare. La macabra scoperta sconvolge la vita del sedicenne Kaito e rompe la routine sua e della fidanzata Kyoko.

Quest’isola nel film diventa una rappresentazione nostalgica della natura più spirituale, arcaica ed estinta del Giappone; un’isola nelle isole, che guarda con nostalgia a un mondo ciclico in cui è la natura con le sue regole eterne a scandire la vita quotidiana. Siamo lontani dalla verticalità aerea della megalopoli Tokyo in cui viveva prima Kaito, qui la verticalità è piuttosto sottomarina, rappresenta l’ignoto, ma visto più come terreno di scoperta, come tappa di iniziazione, che come cupa minaccia.

Il mare è un elemento decisivo per i giapponesi, in bilico fra il senso di accerchiamento e la necessità di ritrovarsi insieme ai propri vicini per affrontare con maggiore forza le singole insularità. Un Giappone che però ha dimenticato le regole di convivenza con la natura, il rispetto umile che richiede. Inutile pensare di combatterla, se si vuole imparare a convivere con i tifoni o con gli tsunami. Kawase propone una visione ambientalista che ci sembra anche un moto di ribellione nei confronti di un paese ferito dalla tragedia di Fukushima, ma che si ostina a non cambiare il suo approccio nei confronti della natura.

Still the Water è un film sui cicli di vita e morte, di crescita e amore, con due ragazzini che conquistano, spauriti e coraggiosi, timidi e alla ricerca della guida amorosa dei propri genitori. Un film che insegna a cavalcare le onde che la vita ci riserva, a sfruttarne la grande energia per superare le nostre paure affermando la nostra unicità.


Futatsume no Mado
Clip in lingua originale - HD


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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