Deux: recensione del melodramma dell'esordiente Filippo Meneghetti presentato alla Festa di Roma 2019

18 ottobre 2019
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Nella selezione ufficiale l'esordio dell'italiano a Parigi molto apprezzato dalla stampa americana.

Deux: recensione del melodramma dell'esordiente Filippo Meneghetti presentato alla Festa di Roma 2019

Si possono vivere più vite? Si può rinascere, superando le frustrazioni di una vita passata per rimettersi in gioco e viverne una nuova? Interrogativi che vengono spontanei vedendo Deux (Due), opera prima dell’italiano a Parigi Filippo Meneghetti. Più che una seconda possibilità all’americana, che spesso segue un errore compiuto, una deviazione rispetto all’ordine sociale costituito, qui c’è semplicemente la speranza di far seguire una vita felice a una piena di sopportazione e di infelicità: decenni di matrimonio con una persona non amata e addirittura odiata. 

Il tempo quindi gioca un fattore cruciale in Deux, ambientato in un generico luogo di provincia, pieno di alberi, vento e le foglie che simbolizzano lo stratificarsi e il passare del tempo che ha segnato la vita di due donne. Madeleine (Martine Chevalier), la vedova, che trascorre le giornate di festa insieme ai due figli adulti e al nipotino, nascondendo l’amore per la vicina di casa, Nina (Barbara Sukowa), una tedesca giramondo più energica e coraggiosa, o forse semplicemente senza una famiglia, che da qualche anno si è stabilita proprio dall’altro lato del breve corridoio che divide i due appartamenti. Un corridoio che diventa quasi una zona neutra nel territorio condiviso delle case di due donne che in realtà, si intuisce, si conoscono da molti anni e sono innamorate. Madeleine, però, non ha mai detto niente alla famiglia, chissà se questa volta riuscirà a comunicare, durante il consueto pranzo domenicale, che vuole trasferirsi a Roma per vivere una vita nuova e finalmente felice, insieme a Madame Dorn, l’inquilina della porta di fronte.

Un amore inusuale per gli schermi convenzionali della nostra società, per cui le due donne lottano con tutte le loro forze, superando ostacoli più terreni, come l’ostilità delle giovani generazioni che non vogliono sconvolta la vulgata che racconta la tranquilla vita da “custode del focolare” della madre, e altri più metaforici, come un problema di salute che toglie letteralmente la parola a Madeleine, lei che per decenni ha taciuto e non riesce a dire la verità a chi le sta intorno. Un futuro che rischia così di venire negato, dopo un presente pieno di speranza che inizia a ripagare un passato di coraggio mancato e rispetto delle convenzioni.

Deux è un’opera prima di notevole interesse di un autore italiano formatosi prima in America e poi in Francia, oltre che nel nostro paese. Meneghetti dimostra un talento visivo attento ai più piccoli particolari, costruendo le due case come delle torri in cui sono progioniere, da scalare per conquistare l’amata, allo stesso tempo minacciose eppure calorose, una volta scalate. 

La natura qui rappresenta un testimone sempre presente e immutabile, che amplifica ancora di più il senso di urgenza di un amore che vuole sbocciare una volta per tutte. Non si sceglie chi si ama, rendersene conto può concedere una seconda possibilità, che le due tenere e battagliere protagoniste - splendide interpretazioni per Barbara Sukowa e Martine Chevallier - fanno di tutto per mettere a frutto.

Deux
Clip Ufficiale del Film - HD


  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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