Classe Z

Titolo originale: Classe Z

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Classe Z è un film di genere commedia del 2017, diretto da Guido Chiesa, con Alessandro Preziosi e Andrea Pisani. Uscita al cinema il 30 marzo 2017. Distribuito da Medusa Film.

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TRAMA CLASSE Z:

Primo giorno dell'ultimo anno per gli studenti di un liceo scientifico, ma a scuola c'è una novità: alcuni ragazzi sono stati spostati dalle rispettive classi in una sezione creata appositamente per loro, la sezione H. Gli studenti della sezione H non sono stati scelti a caso, sono infatti elementi notoriamente problematici, troppo esuberanti e svogliati. Tra loro c'è Ricky (Enrico Oetiker) che è sveglio e non perde occasione per fare irritanti scherzi che poi condivide sul suo canale Youtube, Stella (Greta Menchi) il cui unico interesse è il suo look e Viola (Alice Pagani) intelligente ma sempre in guerra con il mondo. Per i ragazzi la vita nella nuova sezione è una pacchia, i professori sembrano aver perso con loro ogni speranza e non provano nemmeno più a farli studiare. L'unico professore che si presenta alla classe con sincero entusiasmo e pronto a vivere il suo ruolo da supplente come una sfida importante è Marco Andreoli (Andrea Pisani) il prof d'italiano che ha come modello di riferimento il Professor Keating de L'Attimo fuggente. Dopo molti tentativi per cercare di coinvolgere e appassionare i ragazzi, esasperato dal disinteresse e dalle continue umiliazioni a cui lo sottopone la classe, Andreoli abbandona il lavoro a metà anno. Prima di andarsene però, svela ai ragazzi che la creazione della sezione H è stata un'idea del Preside (Alessandro Preziosi) che aveva deciso di isolarli in una classe "ghetto", sicuro di poter dimostrare che il rendimento delle altri classi sarebbe migliorato. A cento giorni dall'esame di maturità, i ragazzi si accorgono di essere spacciati, non riusciranno mai a superare l'esame. Il solo modo per salvarsi è farsi aiutare dall'unica persona che credeva in loro, il professor Andreoli. Riusciranno con il suo aiuto a ottenere la tanto attesa maturità?


CRITICA DI CLASSE Z:

Gli studenti del film, più che essere il peggio del peggio come la storia vorrebbe, somigliano alla media dei ragazzi delle scuole superiori. Questo non significa che Classe Z avrebbe dovuto formare una sezione di teppisti, ma il trattamento da commedia punta a essere particolarmente edulcorato. Non c'è alcuna denuncia nei confronti della scuola italiana, piuttosto l'intento è quello di ribadire la forza dei singoli nei quali bisogna riporre fiducia, siano essi professori o alunni. Le persone fanno la differenza e se c'è un preside con idee bislacche e provocatorie, da qualche parte c'è un professore in grado di riconoscere agli studenti una qualità umana e non scolastica, che sappia ispirarli con carisma e credere nelle loro capacità. I giovani attori formano un affiatato gruppo di scansafatiche con distinte personalità. (Antonio Bracco)
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