Borg McEnroe

Titolo originale: Borg/McEnroe

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Borg McEnroe è un film di genere drammatico, biografico del 2017, diretto da Janus Metz Pedersen, con Shia LaBeouf e Sverrir Gudnason. Uscita al cinema il 09 novembre 2017. Durata 100 minuti. Distribuito da Lucky Red.

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TRAMA BORG MCENROE:

Borg McEnroe porta sullo schermo la leggendaria rivalità tra due dei migliori tennisti della storia, finiti ai lati opposti dello stesso campo per 14 volte in quattro anni (tra il 1978 e il 1981).
La calma glaciale del tennista Björn Borg (Sverrir Gudnason) contro il temperamento impetuoso dell'avversario John McEnroe (Shia Labeouf); i movimenti rigidi e calibrati del giocatore svedese contro il gioco nervoso e dinamico dello statunitense, preda di frequenti attacchi d'ira ai danni degli spettatori e dell'arbitro di turno. La contrapposizione tra i due atleti non si esaurisce sul campo da tennis: le personalità opposte, gli stili diversi e l'imprevedibilità dei risultati rendono il confronto ancora più serrato e avvincente, proiettando i due campioni tra le stelle del firmamento sportivo. Fino alla finale di Wimbledon del 1980, considerata una delle partite più belle della storia del tennis.  


PANORAMICA SU BORG MCENROE:

Il film nasce come produzione svedese, e va da sé, allora, che il vero protagonista, l'oggetto del biopic, è Björn Borg: tanto che, in Svezia, il titolo di Borg McEnroe è appunto, semplicemente, Borg. Ma è ovvio che raccontare la vita e la carriera sportiva di uno dei più grandi tennisti di sempre non può non considerare - e anzi, deve assolutamente comprendere in maniera centrale - la sua rivalità con John McEnroe. Una rivalità tra due campioni straordinari, diversissimi e inimitabili, non solo una delle più grandi e appassionanti nella storia del tennis, ma dello sport in generale. Borg (classe 1956, nel film interpretato da Sverrir Gudnason, semi-sconosciuto fuori dalla Svezia) e McEnroe (classe 1959, nel film interpretato - con una mossa di casting al limite del geniale - dal bizzoso Shia LaBeouf) si sono incontrati per la prima volta nel 1978, in un torneo di Stoccolma: in quel momento lo svedese era già un campione affermato, mentre lo statunitense un semi-esordiente di chiaro talento. Da allora, e nell'arco di una manciata di anni, prima del ritiro di Borg, i due hanno giocato l'uno contro l'altro per 14 volte, dividendosi in maniera equanime le vittorie: 7 a Borg e 7 a McEnroe. Alcuni dei loro incontri sono entrati nella storia del tennis, e la finale di Wimbledon del 1980, quella raccontata nel film di Janus Metz Pedersen, è per molti la più bella partita che sia mai stata giocata, il punto più sublime dello scontro tra due modi di giocare a tennis e di vivere la vita, vinta al termine di cinque lunghissimi e combattutissimi set dallo svedese, che si laureò così campione del torneo inglese per la quinta volta consecutiva (per la cronaca McEnroe si concesse la rivincita pochi mesi dopo, battendolo nella finale degli US Open, ma questo nel film non ci sarà). A far appassionare tanto i tifosi alla rivalità tra Borg e McEnroe non è stato solo il talento dei due, o le differenze evidenti nello stile di gioco, ma soprattutto il loro aspetto caratteriale: apparentemente freddissimo e calcolatore lo svedese, esuberantissimo, vulcanico e rabbioso l'americano, famoso per le sue sfuriate. Differenze che torneranno utilissime anche al cinema, e a un film che promette di trattare finalmente col dovuto rispetto il tennis e l'erba di Wimbledon: quel rispetto che il film del 2004 con Paul Bettany e Kirsten Dunst - intitolato, appunto, Wimbledon - non gli riconosceva pienamente, annacquando in una banale trama da rom-com una vicenda ispirata (seppur vagamente) a quella di Goran Ivanišević, che nel 2001 divenne il primo giocatore a vincere il torneo inglese partendo da una wild card.

CRITICA DI BORG MCENROE:

Da un lato del campo il glaciale Borg. Dall'altro l'irascibile McEnroe. Ma siamo proprio sicuri che i due siano poi così diversi? Che non fossero in qualche modo l'uno lo specchio dell'altro, due facce della stessa medaglia? Alle prese con due leggende e con la partita più bella di sempre (la finale di Wimbledon 1980), Janus Metz sceglie la chiave più interessante per raccontarli, quella che è alla base di tutto il tennis: la psicologia, senza dimenticare tutto quello che quello sport può dare in termini di estetica. L'epica della cronaca sportiva aiuta a sostenere il tutto, come fanno anche due interpreti davvero azzeccati come Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf. (Federico Gironi - ComingSoon.it)
Leggi la recensione completa del film Borg McEnroe.

CURIOSITÀ SU BORG MCENROE:

Presentato nella sezione ufficiale al Festival del Cinema di Roma 2017: Vincitore del Pemio del pubblico come miglior film.

FRASI CELEBRI:

Dal Trailer italiano del film Borg McEnroe

Giornalista: Borg, cosa prova sapendo che entrerebbe nella storia vincendo Wimbledon per la quinta volta
Borg (Sverrir Gudnason): Niente di particolare

Giornalista: McEnroe ha più talento ma giocare contro Borg è come farsi prendere a martellate

Lennart Bergellin (Stellan Skarsgård): Che cosa vuoi dal tennis?
Borg da piccolo: Essere il migliore
Bergellin: Il migliore in Svezia?
Borg da piccolo: No, nel mondo

McEnroe (Shia LaBeouf) ai giornalisti: Cosa ne sapete voi di cosa significhi giocare a tennis?... Quando sono in campo do tutto me stesso, tutto, tutto quello che ho dentro di me resta su quel maledetto campo. Ma non poetet capirlo, perché voi non giocate!

FOCUS SU BORG MCENROE:

La finale del torneo di Wimbledon del 1980

Il torneo di Wimbledon del 1980, quello raccontato dal film Borg McEnroe e utilizzato per realizzare uno studio sulle psicologie di questi due straordinari campioni, si disputò dal 24 giugno al 6 luglio di quell'anno. Si trattava della 94esima edizione del torneo, il più noto e prestigioso del mondo del tennis, uno dei quattro che - con gli US Open, gli Australian Open, e il Roland Garros - compongono il cosiddetto Grande Slam.
Di quel torneo Björn Borg e John McEnroe erano rispettivamente testa di serie numero uno e numero due. Borg era numero uno del mondo nella classifica ATP, aveva 24 anni da poco compiuti e veniva da quattro vittorie consecutive a Wimbledon; McEroe era numero tre del mondo, di anni ne aveva solo 21.
Lo svedese arrivò in finale perdendo solo due set in tutto il torneo, mentre l'americano ne aveva persi tre. Quella finale non segnava il primo incontro tra i due, che in precedenza si erano incontrati per sette volte tra il 1978 e il 1980 con quattro vittorie di Borg e tre di McEnroe. Si trattava però della prima volta che i due disputavano una partita in un torneo del Grande Slam, e che giocavano una finale. Successivamente si sfidarono per altre sei volte, e il bilancio finale dei loro incontri è di perfetta parità: sette vittorie per Borg, sette per McEnroe.
La finale di Wimbledon 1980 è però la più celebre delle partite che hanno disputato, ed è considerata una delle più belle mai disputate su un campo da tennis, se non la più bella in assoluto.
Ci vollero quasi quattro ore di gioco perché Borg riuscisse a piegare McEnroe, non prima di essersi visto annullare sette match point, di cui cinque nel lunghissimo tie-break disputato al quarto set, entrato nella leggenda.
Lo svedese vinse il suo quinto Wimbledon consecutivo con il punteggio di 1-6 7-5 6-3 6-7(16) 8-6.
Non ci volle molto però perché il Mac si prendesse la sua rivincita: bastarono pochi mesi, quando vinse contro il rivale di sempre i suoi secondi US Open, con una partita intensa e tirata, anche quella volta, fino al quinto set.

IL CAST DI BORG MCENROE:



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