Belle al Bar

Belle al Bar

Voto del pubblico
Valutazione
4.5 di 5 su 4 voti
Genere: Commedia
Anno: 1994
Paese: Italia
Durata: 100 min
Distribuzione: U.I.P. - PANARECORD - RCS FILMS & TV
Belle al Bar è un film di genere commedia del 1994, diretto da Alessandro Benvenuti, con Alessandro Benvenuti e Eva Robin's. Durata 100 minuti. Distribuito da U.I.P. - PANARECORD - RCS FILMS & TV.
Genere: Commedia
Anno: 1994
Paese: Italia
Durata: 100 min
Formato: PANORAMICA
Distribuzione: U.I.P. - PANARECORD - RCS FILMS & TV
Fotografia: Blasco Giurato
Montaggio: Carla Simoncelli
Produzione: GIORGIO LEOPARDI PER UNION FILM

TRAMA BELLE AL BAR:

Il restauratore Leo, uomo serio e metodico fino alla mania, sposato con Simona, un'estroversa spagnola capace di fargli trovare in casa, per il compleanno di un'amica, uno spogliarello maschile, parte per Piacenza, dove l'amico Guido, gallerista d'arte, gli ha dato l'incarico di restaurare un quadro d'autore. Quanto Guido è affamato di sesso e si concede anche avventure bisessuali, tanto Leo conserva una condotta irreprensibile, giungendo addirittura a fiutare del formaggio, procurandosi un'allergia, per sottrarsi ad un'orgetta organizzata dall'amico. Asmatico e claustrofobico, Leo resta bloccato nel bagno dei giardini pubblici, da cui lo salva un avvenente transessuale che lo sta seguendo da qualche tempo, e che lo ospita a casa sua, rivelandosi poi il cuginetto Giulio, che fin dall'infanzia ha avuto una predilezione per lui. Divenuta Giulia è ora, dopo l'intervento al seno, una squillo transessuale assai richiesta e la sua segreteria è tempestata dalle oscene telefonate d'un maniaco, che non è poi che il direttore del supermaket in cui si serve. La vista di Giulia nella doccia ed un album con le sue foto impressionano Leo, che però respinge, sempre con minor convinzione, le sue avances. Un amico di Giulia, Antonello, un ragazzo che vuole cambiare sesso, costituisce ulteriore elemento di crisi per l'integerrimo restauratore. Improvvisamente, arriva Simona, preoccupata per il silenzio del marito, e fa una scenata di gelosia alla presunta rivale. Leo dapprima segue la moglie alla stazione, ma al momento di partire si congeda da lei e torna da Giulia, che lo aspetta con ansia.

CRITICA DI BELLE AL BAR:

"Alessandro Benvenuti, ex Giancattivo, ex maniaco sentimentale, aveva a disposizione le peggiori occasioni di commediaccia all'italiana, e invece riesce ad evitare i rischi della volgarità sui tre sessi. Schizza, con Chiti e Zagagli co-sceneggiatori, l'identikit di un romanzo d'amore eccentrico, ben mimato, ben parlato, ben fotografato da Blasco Giurato; ma si riserva come attore - cui continua a volersi, da regista, troppo bene - una serie di gag che frenano talvolta l'andamento brillante ma non innocuo del film. La way of life di provincia è tratteggiata con ironia, i personaggi di contorno, compreso il travestito incompreso s'incastrano nel disegno generale che, ancora una volta, vuole dimostrare, è il chiodo fisso di Benvenuti, quanto nuoccia la famiglia alle esigenze primarie e quanti veleni si distillino in tinello." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 30 dicembre 1994)"Comunque, anche se i toni sono volutamente troppo ambigui e il tema, per gli schermi di oggi, non è più tanto originale, bisogna almeno dare atto a Benvenuti regista di essere riuscito a svolgerlo con modi di rappresentazione molto provveduti, sia nei ritmi, sia negli ambienti, sia nelle immagini: con ricerche di linguaggio che, in qualche momento, raggiungono perfino lo stile, tra svolazzi ed accenti non di rado addirittura ricercati. Concorre a questi risultati una insolita cornice piacentina, città e campagne attorno, da cui Benvenuti ha saputo trarre occasioni figurative e cromatiche di molto effetto. Al centro, ancora una volta, come in tutti i suoi film, c'è lui, Benvenuti, che, soprattutto agli inizi, è riuscito a costruirsi un ritratto tra il timido e l'impacciato, solo alla fine, forse coinvolto, contro la sua stessa riservatissima natura, fino sugli orli della trasgressione. Il transessuale che lo turba, Eva Robin's con parrucche viola e abiti da vamp è fedele, puntigliosamente, al suo ruolo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 28 dicembre 1994)"Scritta dal regista-interprete con Ugo Chiti e Nicola Zavagli come una commedia sulla tolleranza sessuale, 'Belle al Bar' resta pretestuosa nelle motivazioni e rischia il macchiettismo nel disegno dei personaggi minori. Però i dialoghi sono ben costruiti e si sorride (e a volte si ride) senza volgarità. Benvenuti si conferma un bravo attore oltre che un bravo comico, sensibile l'interpretazione della moglie spagnola Assumpta Serna e straordinario/a per fascino e misura Eva Robin's." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 24 dicembre 1994)

CURIOSITÀ SU BELLE AL BAR:

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1995.- NASTRO D'ARGENTO 1995 PER IL MIGLIOR SOGGETTO ORIGINALE.

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