Aurora

Aurora

( Sunrise: A Song of Two Humans )
Voto del pubblico
Valutazione
4.3 di 5 su 3 voti

Al cinema dal: 11 giugno 2004
Regista: F.W. Murnau
Anno: 1927
Paese: USA
Durata: 106 min
Data di uscita: 11 giugno 2004
Distribuzione: Mondadori Video, M&R, Cde Home Video(Il Grande Cinema, Classici In Edizione Digitale)- Bim distribuzione per la riedizione cinematografica del 2004
Aurora è un film di genere drammatico, sentimentale del 1927, diretto da F.W. Murnau, con George O'Brien e Janet Gaynor. Uscita al cinema il 11 giugno 2004. Durata 106 minuti. Distribuito da Mondadori Video, M&R, Cde Home Video(Il Grande Cinema, Classici In Edizione Digitale)- Bim distribuzione per la riedizione cinematografica del 2004.
Data di uscita: 11 giugno 2004
Genere: Drammatico, Sentimentale
Anno: 1927
Paese: USA
Durata: 106 min
Formato: 35 MM - MUTO
Distribuzione: Mondadori Video, M&R, Cde Home Video(Il Grande Cinema, Classici In Edizione Digitale)- Bim distribuzione per la riedizione cinematografica del 2004
Sceneggiatura: Carl Mayer
Produzione: William Fox Per Fox Film Corporation

TRAMA AURORA

Aurora è un film muto del 1927 diretto da Friedrich Wilhelm Murnau.
La vicenda si svolge negli Stati Uniti, nell’estate del 1927. In un paese di campagna vive un contadino (George O'Brien), che conduce una tranquilla esistenza nella sua fattoria in compagnia di sua moglie (Janet Gaynor) e del loro bambino. Un giorno nella vita dell'uomo irrompe una donna di città, (Margaret Livingston), un'ammaliante femme fatale che lo seduce, facendolo cadere ai suoi piedi.

Una sera, mentre sta per cenare con la sua famiglia, il contadino vede da lontano la donna di città e la segue. La moglie, non trovando più il cappotto del marito, realizza che l'uomo se n'è andato e si rattrista. L'uomo raggiunge la donna di città in un bosco vicino. Mentre il contadino e la donna di città si scambiano effusioni amorose sotto la luna, la moglie piange sul letto stringendo a sé il suo bambino. La donna di città continua a irretire il contadino con le sue profferte d'amore e l'uomo, affascinato da lei così come dalla vita metropolitana, ne è completamente plagiato. La maliarda lo convince a lasciare la famiglia e a seguirla in città. Per fare questo dice al contadino che dovrà uccidere sua moglie, suggerendogli di annegarla durante una gita in barca, simulando un incidente. Dapprima inorridito dalla proposta, il contadino accetta e torna a casa per mettere in atto il piano criminoso. Scivola nella camera da letto e guarda sua moglie che dorme. Nel vederla l'uomo prova dei rimorsi, ma nella sua testa gli appare la donna di città che si offre a lui e allora si convince a uccidere la moglie. Il giorno dopo l’uomo chiede alla moglie di accompagnarlo a fare un giro in barca. Affidato il bambino a un amico, i due salgono in barca e si allontanano dalla riva. Lo sguardo impazzito del contadino spaventa la moglie, che comincia ad avere paura del marito. Fermata la barca, l'uomo si avvicina alla moglie con fare minaccioso...

CRITICA DI AURORA

"Sotto alcuni aspetti il film segna il risultato più alto raggiunto nel suo progredire come un'arte nuova". (Welford Beaton, "The film Spectator", 24 dicembre 1927)."Murnau può fare da maestro a Hollywood per quanto riguarda la tecnica di ripresa, ma potrebbe imparare molto sul modo di narrare una storia dai talenti nostrani". ("Photoplay", dicembre 1927)."Ben venga l'iniziativa della Bim, che dalla prossima settimana riporta sul grande schermo 'Aurora' (1927) di Friedrich Wilhelm Murnau, un vertice di quella che veniva chiamata 'l'arte muta'. Dal racconto 'Viaggio a Tilsit' di Sudermann, il regista tedesco in trasferta a Hollywood realizzò un film che per ricchezza e fantasia scenografica anticipa le grandiosità felliniane e inventa un linguaggio d'immagini da cui tutti quelli venuti dopo hanno imparato qualcosa. (...) Purtroppo l'ubriacatura europea dell'industria californiana durò poco. Bocciato al botteghino, Murnau non riuscì più a fare un film con piena libertà creativa e appena entrato nel mito morì in un incidente di macchina." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 giugno 2004)"Evviva. Ritorna 'Aurora', il capolavoro di F.W. Murnau, in edizione restaurata. 'Aurora' è del 1927, è un film muto con didascalie, fu distribuito con una colonna musicale registrata con il sistema MovieTone. E' il primo film americano di Murnau, è tratto da un racconto di Hermann Sudermann, è stato sceneggiato da Carl Mayer (lo sceneggiatore del 'Gabinetto del dottor Caligari'), le scenografie sono di Rochus Gliese, famoso art director tedesco dell'epoca. Ha vinto tre Oscar (film d'arte, fotografia, Janet Gaynor miglior attrice): ed entra immancabilmente in tutte le classifiche dei dieci migliori film della storia del cinema. Mélo, commedia e tragedia (sfiorata) tra campagna e città. (...) Film magico, anzi più che magico: alchemico e avvolgente, sinfonico e sintetico, magistrale nella creazione di uno spazio drammatico e cosmico di ombre e trasparenze, inganni e rivelazioni. Murnau prende dei semplici elementi, prosaici e quotidiani, e li trasfigura in epifanie del sublime (proprio così, roba da non crederci). Autore di alcuni capisaldi del cinema tedesco, 'Nosferatu', 'L'ultima risata', 'Faust', il Murnau americano reinventa l'espressionismo, trasferisce quelle atmosfere in un luogo senza tempo e senza spazio, scrive con la macchina da presa sequenze indimenticabili: l'incontro notturno tra l'Uomo e la Donna di città nella palude nebbiosa, il viaggio in tram tra alberi e automobili, la scoperta della vita turbinosa ed elegante della metropoli, infine la furibonda tempesta sul lago. Il film ha un sottotitolo: un canto di due esseri umani. Un canto che non smette mai di ammaliarci." (Bruno Fornara, 'Film Tv', 15 giugno 2004) "Le elaboratissime soluzioni visive che, non dimenticando quanto allora la macchina del cinema fosse pesante, ne fanno un gioiello che oggi ammiriamo nel suo originario splendore e la dice lunga sull'insuperata modernità dei vertici del muto. Da segnalare la perversa sensualità della Donna di Città, e il guizzo dell'artista europeo costretto a fare i conti con i compromessi, etici e narrativi, imposti dall'industria americana." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 giugno 2004)

CURIOSITÀ SU AURORA

Aurora fu premiato alla prima edizione dei Premi Oscar come Miglior film e produzione artistica (il corrispettivo dell'attuale Miglior film), Miglior attrice (Janet Gaynor) e Miglior fotografia (Charles Rosher e Karl Struss).

Nel 1989 Aurora è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 2007 l'American Film Institute l'ha inserito nella classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi.

Il British Film Institute (BFI) ha inserito il film al quinto posto nella classifica BFI The Top 50 Greatest Films of All Time.
 

INTERPRETI E PERSONAGGI DI AURORA

Attore Ruolo
George O'Brien
L'Uomo
Janet Gaynor
La Moglie
Margaret Livingston
La donna dalla città
Bodil Rosing
La Cameriera
J. Farrell MacDonald
Il Fotografo
Ralph Sipperly
Il Barbiere
Jane Winton
La Manicure
Arthur Housman
Uomo Inopportuno
Eddie Boland
Uomo Gentile
Gino Corrado
Direttore del salone di bellezza
Sidney Bracey
Direttore della sala da ballo
Gibson Gowland
L'Autista Arrabbiato
Barry Norton
Ballerino
F.W. Murnau
Turista in barca
Phillips Smalley
Maitre del ristorante

PREMI E RICONOSCIMENTI PER AURORA

Oscar - 1928

  • Premio migliore attrice protagonista a Janet Gaynor
  • Premio migliore fotografia a Charles Rosher, Karl Struss
  • Candidatura migliore scenografia
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