Ace Ventura - L'acchiappanimali

Titolo originale: Ace Ventura: Pet Detective

share
Poster
VOTO DEL PUBBLICO
Grazie del tuo voto
VALUTAZIONE

3.8 di 5 su 21 voti

Ace Ventura è uno strampalato detective, specializzato nel recupero di animali smarriti: il suo appartamento sembra l'Arca di Noè; la sua automobile sembra uscita dallo "sfascia carrozze", ed i suoi modi e metodi sono alquanto bizzarri. A questi l'allenatore della squadra di football dei Dolphins, su consiglio della graziosa manager Melissa Robinson, decide di affidare le indagini sul rapimento, alla vigilia del Super Bowl, del delfino mascotte: Snowflake. Nonostante l'atteggiamento ostile del tenente della polizia Einhorm, una bella brunetta, Ace, avvia le indagini e scopre nel filtro della vasca del delfino un'ambra, caduta dall'anello di uno dei rapitori; risulta che i Dolphins hanno un anello con quattro pietre identiche incastonate. Mentre l'allenatore dei Dolphins viene ucciso dai rapitori simulando un suicidio, le indagini conducono a Ray Finkle, colpevole di aver negato la vittoria ai Dolphins nel Super Bowl dell'anno precedente. Nello stesso tempo il migliore giocatore della squadra, Dan Marino, viene rapito mentre gira uno spot pubblicitario. Ace incontra i genitori di Finkle, e scopre che costui è stato ricoverato in una clinica psichiatrica , e che poco dopo un'autostoppista, tale Rose Einhorn, è scomparsa. Successivamente, il dinamico Ace Ventura trova modo di corteggiare con successo la bella Melissa, e respingere le avance inaspettate dell'Einhorn, cui comunica i suoi progressi. Infine Ace trova Dan Marino, sequestrato in un capannone al porto, e il delfino scomparso, ma anche Einhorn che minaccia di ucciderlo. Scopre così che è lei in realtà Ray Finkle, divenuto transessuale coll'identità dell'autostoppista, e ha ideato il tutto per vendicarsi dei Dolphins. Davanti alla polizia sopraggiunta e sbalordita, Ace svela l'identità del falso tenente privandolo degli abiti.



CRITICA DI ACE VENTURA - L'ACCHIAPPANIMALI:

"In 80' il neo-idolo dalla faccia di gomma non lascia spazio ad altri se non alla sua vena di cabarettista incontrollato (tanto da far parlare anche il proprio di dietro, con una forte dose di calcolata volgarità), fra due belle donne, cucciolate umiliate e offese, battutacce irriverenti, come s'addice a uno che da anni prepara la serata d'onore. Per ora sembra un talento abbastanza sprecato, folle e contagioso. Il problema è costruirgli addosso dei film decenti. Ace ventura è un giallo comico non privo di qualche grezza originalità, pur soffrendo di notevoli ristrettezze stilistiche, tanto da sembrare improvvisato. E magari lo è davvero." ('Il Corriere della Sera', 28 agosto 1994)"Sgargianti battutacce, agilità da cartone animato e venti righe di sceneggiatura: il film è tutto qui. Eppure Jim Carrey dimostra tutto il suo talento esagerato, ignominiosamente strafalcione. Quale il segreto del suo successo? Incrocio tra un Jerry Lewis freakkettone e un Bugs Bunny concitato con una manciata di cromosomi demenziali rubati a John Belushi, Carrey fabbrica una comicità demenziale, trash, non lontana dalla sensibilità anarchica del rock'n'roll. (?) Tra gli altri interpreti - relegati a ruoli-ombra - Sean Young, ormai divetta di film spazzatura e, per gli amanti del football americano, molti atleti veri dei Miami Dolphins, tra cui il quarterback Dan Marino, il Baggio (non buddista) di quelle parti là." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 17 settembre 1994) "Alcune gag sono centrate: quelle a catena in particolare, che s'innesca quando l investigatore vuole scoprire quale dei grossi campioni di rugby porti l'anello privo di una pietra (l'ha ritrovata sul luogo del delitto). La maggior parte, però, è telefonata o buttata via, mentre tutte le energie del regista Tom Shadyac si concentrano nel tenere la macchina da presa puntata sul protagonista, che non ha il minimo problema a strafare. Turpiloquio, continue allusioni sessuali, e soprattutto la greve soluzione del giallo non fanno di Ace Ventura precisamente uno spettacolo per famiglie. Perché un film del genere stia letteralmente spopolando, resta un piccolo mistero." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 settembre 1994)


fonte "RdC - Cinematografo.it"
Lascia un Commento
Lascia un Commento