8 1/2

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8 1/2 è un film di genere drammatico, commedia del 1963, diretto da Federico Fellini, con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale. Durata 140 minuti. Distribuito da CINERIZ - DOMOVIDEO, MONDADORI VIDEO, DE AGOSTINI, MULTIGRAM, L'UNITA' VIDEO.


TRAMA 8 1/2:

Un uomo sui quarantacinque anni trascorre un periodo di riposo in una stazione climatica di cura. La forzata pausa si risolve in una specie di bilancio generale della sua esistenza: un bilancio fatto di rapporti con personaggi reali, e di fantasticherie, ricordi, sogni, che si inseriscono all'improvviso negli avvenimenti concreti delle sue giornate e delle sue notti. Nei suoi sogni fanno parte i ricordi del padre e della madre, morti, con i quali egli discorre teneramente, come con persone vicine. La paura della vecchiaia e della morte, gli si rivelano attraverso immagini in cui egli vede se stesso morto, mentre intorno, la vita continua senza di lui. E tutto questo non fa che rendere consapevole quello smarrimento che egli si portava dietro da anni e che le cure della esistenza quotidiana e del lavoro avevano in parte mascherato.


CRITICA DI 8 1/2:

"Fellini mostra che un regista è prima di tutto un tizio che dalla mattina alla sera viene seccato da un mare di gente che gli pone domande alle quali non sa, non vuole o non può rispondere. La sua testa è piena di piccole idee divergenti, di impressioni, di sensazioni, di desideri nascenti e si pretende da lui che dia certezze, nomi precisi, cifre esatte, indicazioni di luogo e di tempo. Lo si può ammirare ovunque: lo scetticismo di sua cognata («Hallo, come sta il nostro venditore di fumo»), gli rivolta lo stomaco. Il solo mezzo per vendicarsi è di integrare di forza la cognata nelle sue fantasticherie erotiche, per esempio quella dell'harem in cui raggiungerà, tra le atre, una bella sconosciuta che noi spettatori abbiamo intravista al telefono nella hall dell'albergo ma che avremmo giurato che Mastroianni-Guido non avesse notata! Tutti i tormenti che possono distruggere le energie di un regista prima delle riprese sono qui accuratamente enumerati in questa cronaca che sta alla preparazione di un film come Rififi sta alla elaborazione di un colpo." (François Truffaut, 1963)."E' il film di un film (il sogno di un sogno?), la storia di un regista che non riesce a fare un film. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti e dei legami del protagonista: con la moglie, l'amante, l'ambiente di lavoro, gli estranei. Dopo aver raccontato lo smarrimento del suo personaggio, la nausea, la pena, l'angoscia con cui sente quei rapporti, lo sforzo per mettervi ordine e scoprirvi un senso, dove lo fa approdare? «L'enfer c'est les autres», dice Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia; bisogna accettarli tutti, con amore, gratitudine e solidarietà. La sua è la conclusione di un artista, di uno show-man che s'è costantemente difeso dall'intellettualismo con la natura sanguigna del suo istinto testimone e complice." (Morando Morandini, in "Storia del cinema" a cura di Adelio Ferrero, Marsilio 1978)."Per piacere, una corda e un nodo scorsoio. Domando di essere impiccato anch'io come Fabrizio Carini, l'intellettuale ipercritico di Otto e mezzo. Perché confesso che non sono riuscito a capire il capolavoro. E' sicuramente una mia personale deficienza, perché ho visto che tutti i miei colleghi lo hanno capito. Voglio chiarire che mi rendo conto di trovarmi davanti a un superbo campionario di mestiere cinematografico. E fin che Fellini mi porta a spasso nei felici reami della sua fantasia figurativa, nei bianchi purgatori della marienbadesca stazione termale dove, entro uno scenario da belle époque, una bizzarra folla di nevropatici si illude di trovare rimedio alla propria impotenza e alla propria nostalgia; oppure nei limbi beati della lontana infanzia vissuta nella casa di campagna romagnola; o nelle fantomatiche acquaforti del convitto con quelle pareti abbacinanti e quei preti inquisitoriali; finché, ripeto mi invita a immergermi con lui nel suo mondo visivo, io mi lascio andare senza chieder nulla, pago di perdermi in quel labirintico flusso di immagini oniriche e decorative." (Filippo Sacchi, "Epoca", febbraio 1963)."A chi gli chiede la trama di 8 e ½, Fellini risponde: 'E' la storia di un film che non ho fatto'. In realtà la trama del film è praticamente irraccontabile: si tratta di una specie di Helzapopping intellettuale e psicologico. In un primo tempo il film doveva, avere come protagonista un uomo sui 45 anni giunto a un punto critico delle sue esperienze umane: poi, nell'apprestarsi a girare le prime scene, Federico Fellini s'è accorto che al 'punto critico' c'era lui: non sapeva come andare avanti. Allora ha cambiato idea: il film sarebbe stato la sua stessa storia, la: storia delle sue perplessità di regista." (Callisto Cosulich, "ABC", febbraio 1963)."Il mostro che appare nell'ultima sequenza della Dolce vita rappresentava un'umanità corrotta e disfatta, il suggello di una disperazione senza scampo, resa ancor più tetra dal

CURIOSITÀ SU 8 1/2:

- PREMIO OSCAR 1963 PER MIGLIOR FILM STRANIERO E A PIERO GHERARDI PER I COSTUMI IN B/N. CANDIDATO ALL'OSCAR PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA E PER LA MIGLIOR REGIA.- NASTRO D'ARGENTO 1964 PER REGIA, SOGGETTO, SCENEGGIATURA, MUSICA, FOTOGRAFIA E ATTRICE NON PROTAGONISTA A SANDRA MILO.- GRAN PREMIO AL TERZO FESTIVAL DI MOSCA 1963.- TROFEO FEDERAZIONE NAZIONALE CINECLUBS ALL' XI FESTIVAL DI SAN SEBASTIAN 1963.

SOGGETTO:

un'idea di Federico Fellini

IL CAST DI 8 1/2:



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