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Zombieland dieci anni dopo: dove eravamo rimasti e cosa dobbiamo ricordare

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Un piccolo ripasso delle regole, delle citazioni e delle curiosità nel film di 10 anni fa in attesa di vedere Zombieland: Doppio colpo, al cinema dal 14 novembre.

Zombieland dieci anni dopo: dove eravamo rimasti e cosa dobbiamo ricordare

Esattamente dieci anni fa, grazie alla Sony, ci venne offerta la fantastica opportunità di volare al glorioso festival del cinema fantastico di Sitges, per vedere in anteprima europea Benvenuti a Zombieland, una commedia horror che in America aveva fatto scalpore (e che in Italia, però, non sarebbe uscita al cinema) e intervistare il regista, il debuttante Ruben Fleischer, e gli ancora relativamente sconosciuti Emma Stone, Jesse Eisenberg e Abigail Breslin, tutti - tranne quest'ultima, candidata due anni prima, undicenne, per Little Miss Sunshine – ancora lontani dal podio dell'Oscar (un piccolo resoconto, purtroppo senza video, lo trovate qua). Zombieland: Doppio colpo arriva così tanto tempo dopo il primo film che un ripasso è d'obbligo, almeno per chi non lo ha visto o non ha avuto occasione di rivederlo prima dell'uscita del sequel. Per prepararvi allo shock di vedere come sono cambiati i nostri amati sopravvissuti in un mondo infestato da creature sanguinarie, che nel frattempo si sono evolute, da amanti della prima ora del mondo creato dai futuri sceneggiatori di Deadpool, abbiamo deciso di aiutarvi a ricordare il capostipite. Se non l'avete visto, però, è meglio che lo facciate, onde evitare spoiler.

Nel 2009, quando uscì Benvenuti a Zombieland, la serie a fumetti The Walking Dead esisteva già da sei anni, ma, non essendo ancora arrivata in tv, non aveva avuto influenza per quanto riguarda l'immaginario del genere zombi al cinema, a differenza di un classico europeo come 28 giorni dopo, sicuramente tenuto presente da Fleischer. Una delle cose che colpirono maggiormente gli spettatori all'uscita è che il protagonista rompeva, come si dice, la cosiddetta quarta parete: il narratore, il personaggio di Jesse Eisenberg, si rivolgeva direttamente al pubblico e lo faceva in modo semplice e scanzonato, come se invece di parlare della fine del mondo stesse raccontando la sua vicenda personale. Di fatto era così: da subito quello che avremmo conosciuto come Columbus – dalla città di provenienza (e di destinazione) – ci presentava la trasformazione in appena due mesi del Paese un tempo conosciuto come America negli Stati Uniti di Zombieland ed enunciava le sue regole per sopravvivere all'epidemia. Ed è da queste che partiremo. Sappiamo che ce ne sono parecchie e nel sequel se ne aggiungerà qualcuna (come le opinioni, dopo tutto, ognuno ha le sue) ma nel film ce ne vengono presentate solo 10, in ordine sparso, che sono: 1: Cardio; 2: Doppio colpo; 3: Attenti al bagno; 4: Allaccia le cinture; 7: Viaggia leggero; 17: Non fare l'eroe (ma questa si può infrangere in caso di forza maggiore); 18: Fai stretching; 22: Nel dubbio, lasciati una via d'uscita; 31: Controlla il sedile posteriore; 32: Goditi le piccole cose.

Se non si fosse capito, oltre che a Zombieland, ci troviamo a Nerdland. Il personaggio di Jesse Eisenberg lo dichiara da subito: è un asociale figlio di asociali, che l'esplodere dell'epidemia trova chiuso in casa (è al college) a giocare a partite infinite di World of Warcraft e a bere Code Red Mountain Dew, una bibita gasata alla ciliegia (!), molto popolare negli Stati Uniti all'inizio degli anni Duemila. Per i nerd i marchi sono importanti, per cui Fleischer trova il modo di inserire nel film degli spudorati “product placement”, a cui non siamo tanto abituati. Ad esempio la passione di Tallahassee e il suo tallone d'Achille, che rischia di fargli dimenticare le ovvie regole della prudenza, sono i Twinkies, dei tronchetti spugnosi di pan di spagna con ripieno alla crema, la cui fortuna come merendine avrà sicuramente ricevuto una bella spinta dall'endorsement entusiasta del personaggio di Woody Harrelson. Del resto non sono scelti a caso, ma legati a una frase pronunciata da Ernie Hudson in Ghostbusters: “quello è un Twinky davvero grosso!”. Un altro snack citato – in negativo – nel film sono le Sno Balls, in pratica dei marshmallow al cioccolato con scaglie di cocco (che a Tallahassee proprio non vanno giù). Ma a parte il cibo, sono molti i riferimenti alla cultura nerd, dal negozio a tema indiano chiamato Kemosabe, scout fidato (espressione resa famosa dal Tonto del televisivo Lone Ranger) alle action figures di Star Wars in camera di Columbus per cui George Lucas è accreditato nei titoli di coda.

Bill Murray non è solo il protagonista del citatissimo Ghostbusters originale ed è al centro del momento comico più alto della storia (vedere Woody Harrelson comportarsi come il fan interpretato da Aldo “non ci posso credere!”, non ha prezzo) ma viene citato molte altre volte ed appare in una scena extra dopo i titoli di coda (nella recente proiezione a Lucca Comics & Games purtroppo tagliata). I riferimenti al golf sono legati a un altro film di Harold Ramis, Caddyshack (da noi Palla da golf) del 1980, da cui è tratta anche la battuta finale ("nelle immortali parole del filosofo Jean-Paul Sartre, addio, gopher!”). Un altro film con Murray è citato da Wichita (Emma Stone) in un discorso rivolto a Columbus “What about Bob?” ovvero Tutte le manie di Bob. E poi, naturalmente, c'è Garfield...

Ma come in ogni commedia horror nerd che si rispetti ci sono molti altri film citati in Benvenuti a Zombieland: Nella sequenza in cui Wichita beve e racconta a Columbus il suo 1997, rivela che in quell'anno ha visto il suo primo film vietato ai minori, Anaconda: si tratta di un film ormai quasi dimenticato, diretto da Luis Llosa, in cui Jennifer Lopez, Ice Cube e Owen Wilson fanno parte di una troupe del National Geographic che sul rio delle Amazzoni incontra un misterioso cacciatore di serpenti interpretato da Jon Voight e si trova braccata da un mostruoso anaconda. In America il film uscì effettivamente col divieto ai minori di 14 anni. La giacca di pelle di serpente di Tallahassee è una strizzata d'occhio a questo film, e ovviamente ricorda quella indossata da Marlon Brando nel film Pelle di serpente di Sidney Lumet con Anna Magnani. E a proposito del personaggio di Woody Harrelson, duro dal cuore tenero, non ci stupiamo che abbia pianto vedendo Titanic. In un dialogo con Abigail Breslin, lei cerca di spiegargli di Miley Cyrus come Hannah Montana (serie andata in onda dal 2006 al 2011), mentre in un altro lui si scandalizza che lei non conosca Willie Nelson, cantautore country e attore, apparso anche nell'unico film diretto da Harrelson nel 2017, Lost in London. Quando Tallahassee saluta Columbus che sta per partire in moto lo fa con una celebre frase tratta dal film Babe, Maialino coraggioso, del 1995, confermando la tenerezza dei gusti del personaggio in fatto di cinema. Successivamente, Tallahassee si rivolge a Jesse Eisenberg chiamandolo Evel Knievel, dal leggendario stuntman motociclista americano.

Tra i punti di forza del film c'è indubbiamente la colonna sonora, di tutto rilievo: accanto ovviamente a Willie Nelson e Hank Williams c'è un brano da Le nozze di Figaro di Mozart insieme a canzoni dei Velvet Underground, Paul Anka, Blue Oyster Cult, Metallica, The Black Keys e Van Halen, con Eddie citato anche da Bill Murray come diventato zombi. Infine... Il numero 3 che Tallahassee dipinge sulla fiancata delle macchine che guida ha suscitato diversi interrogativi tra i fan: due le spiegazioni plausibili. La prima è che sia un omaggio all'auto del pilota NASCAR Dale Earnhardt e la seconda, più sentimentale, che fosse l'età del figlio del personaggio quando l'ha perso in seguito all'epidemia. Tutti coloro che appaiono nel film, come sappiamo, vengono identificati dal loro luogo di provenienza: unica eccezione è, in un'unica scena, la Wichita di Emma Stone che rivela a Columbus di chiamarsi Krista. E adesso siete pronti – o quasi – a individuare motivi ricorrenti e corrispondenze in Zombieland: Doppio colpo, al cinema dal 14 novembre.

E vi lasciamo con un video davvero speciale. Come forse saprete, Zombieland: Doppio colpo è stato presentato in anteprima a Lucca Comics & Games, dove non solo il pubblico degli appassionati, ma anche alcuni colleghi si sono sottoposti al trucco da zombi per partecipare alla Zombie Walk che dava diritto all'ingresso prioritario al cinema Astra, dove questi mostruosi soggetti hanno assistito alla maratona che comprendeva anche Benvenuti a Zombieland. Noi c'eravamo e confermiamo, come vedete dalle immagini, che intorno al film c'era un clima di grande festa, proseguito in sala fino a tarda sera. Welcome to Zombieland!



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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