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Zlatan: il film su Ibrahimovic racconta l'ascesa di un uomo che è sempre rimasto se stesso

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Esce nelle sale italiane oggi 11 novembre, prima di qualunque altro paese, il film che racconta l'infanzia e l'adolescenza di Zlatan Ibrahimovic.

Zlatan: il film su Ibrahimovic racconta l'ascesa di un uomo che è sempre rimasto se stesso

Se non avesse mai toccato un pallone in vita sua, se non avesse trovato sul campo da calcio una "via di fuga" dalla quotidianità di stenti che conduceva con i suoi fratelli e i genitori separati, Zlatan Ibrahimovic sarebbe comunque diventato Zlatan Ibrahimovic. Campione di tennis? Campione di sci? Imprenditore? Politico? Astronauta? Forse non avrebbe avuto una fama così estesa a livello mondiale, come il popolare sport del calcio ha potuto dargli, ma sarebbe stato comunque un uomo di grande successo. È questo ciò che emerge, mentre scorrono i titoli di coda, alla fine della visione del film Zlatan. Quel ragazzo figlio di immigrati slavi nato in Svezia, non è mai diventato Zlatan Ibrahimovic perché è sempre stato Zlatan Ibrahimovic.

Distribuito da Lucky Red dall'11 novembre nei cinema italiani, prima di qualunque altro paese, il film diretto da Jens Sjögren si ispira ad alcuni capitoli della biografia del 2011 Io, Ibra che in Svezia fece registrare un record di prevendite prima della pubblicazione, andando a superare persino l'ultimo romanzo della saga di Harry Potter. Ciò che indubbiamente affascina di Ibrahimovic, al di là del talento calcistico, peraltro inusuale per calciatore alto 195 cm per 100 kg di peso, è la personalità. Certamente arrogante e presuntuoso, provocatorio e sfrontato, Zlatan è sempre stato coerente a se stesso, lasciando che ogni pensiero altrui espresso nei suoi confronti gli entrasse da un'orecchio e gli uscisse dall'altro.

Per tutti i suoi 100 minuti di durata, il film Zlatan intende mostrare ciò che il grande pubblico non conosce del campione, raccontando il tortuoso percorso educativo di un ragazzo sul filo dell'oblio. Dall'infanzia con le fatiche scolastiche, i rapporti burrascosi con i coetanei, i genitori separati sulla soglia della povertà, all'adolescenza con la scoperta del pallone e di uno sport che aveva nel sangue ancor prima che se ne rendesse conto, la storia mette a fuoco unicamente il suo punto di vista per sottolineare quanto il mondo intorno a lui lo abbia certamente condizionato, come sarebbe accaduto a chiunque, ma soprattutto come lui abbia reagito. Imparando, sbagliando, scusandosi, ovvero crescendo, Ibrahimovic è sempre rimasto fedele a se stesso. Istintivo innanzitutto, riflessivo in seconda battuta, il calciatore ha tracciato la via per se stesso non curandosi di chi avesse vedute contrarie alla sua e diventando ad oggi una grande fonte di ispirazione per tutti coloro che hanno poca fiducia in loro stessi.

Ibrahimovic ha compiuto 40 anni lo scorso 3 ottobre. Come ben sappiamo, è attualmente in forze al Milan dopo l'esperienza americana con i Los Angeles Galaxy tra il 2018 e il 2019 che, secondo chiunque, avrebbe dovuto segnare la fine della sua carriera. Invece la sua stella è talmente grande che lo abbiamo persino visto come atipico conduttore del Festival di Sanremo. Sul film che racconta la sua gioventù si è espresso positivamente, persino emozionandosi, come ha raccontato il regista alla recente Festa del Cinema di Roma dove Zlatan è stato presentato in anteprima mondiale. Inieme a Jens Sjögren, hanno accompagnato il film anche i giovani attori Dominic Andersson Bajraktati e Granit Rushiti che interpretano il centravanti svedese dagli 11 ai 13 anni e dai 17 ai 23. In quell'occasione li abbiamo incontrati tutti e tre per una video intervista che potete vedere qui sotto.

Zlatan: trama e trailer del film che racconta infanzia e adolescenza di Ibrahimovic

Il film ripercorre la vita e la carriera del campione Zlatan Ibrahimovic, noto per essere stato candidato per sei volte come FIFA World Player of the Year e undici volte al Pallone d'oro. È il primo calciatore ad aver giocato in sette squadre della Champions League, ma in questo ambito ha anche un altro primato meno positivo: è stato il giocatore più espulso della lega. Noto in tutto il mondo per il suo talento, Ibrahimović ha fatto parte dei più forti team del globo, dall'Ajax alla Juventus, dall'Inter al Barcellona per poi tornare in terra italica con il Milan, dal Psg al Manchester United, toccando le sponde americane con il LA Galaxy. Un vero fuoriclasse che a 39 anni continua a giocare, mostrando che per lui e per il suo talento non c'è età. Tornato a calciare con il Milan, Zlatan ha sempre riconosciuto nell'Italia la sua seconda patria, che lo ha consacrato a mito del calcio.
Il film, però, non ripercorre solo la carriera calcistica di Ibrahimović, ma anche la sua vita, soprattutto quella antecedente alla sua fama. Zlatan, figlio di immigrati jugoslavi, ha vissuto in un sobborgo di Malmö, in Svezia, e ha avuto un'infanzia difficile, segnata dal divorzio dei genitori e dalla povertà. Finito talvolta nei guai a causa di risse, furti e atti di bullismo, lo svedese è cresciuto e il calcio è stato il suo atto di liberazione, nonché lo strumento di trasformazione che gli ha permesso di avere una rivincita dalla sua infanzia.
Nonostante lui stesso abbia affermato che "si può togliere il ragazzo dal ghetto, ma non il ghetto dal ragazzo", il giovane di Malmö sembra essere uscito dal ghetto per diventare un'icona leggendaria.
Qui sotto il trailer di Zlatan, dall'11 novembre al cinema con Lucky Red e Universal Pictures.

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