X-Men: Dark Phoenix, parla il regista Simon Kinberg: "Più crudezza per raccontare un trauma"

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X-Men: Dark Phoenix, parla il regista Simon Kinberg: "Più crudezza per raccontare un trauma"

X-Men Dark Phoenix è in sala: l'ultimo capitolo degli X-Men di casa Fox, prima dell'acquisizione Disney, è stato scritto e diretto da Simon Kinberg, al suo debutto alla regia dopo aver contribuito ai copioni della saga da una quindicina d'anni. In conferenza stampa, Kinberg ci ha raccontato come abbia vissuto la transizione e l'esperienza in generale.

"Il passaggio alla regia è stato naturale grazie a loro, agli attori. Sono la mia famiglia ormai, mi hanno aiutato parecchio. Mi sono sentito più a mio agio, senza avere il filtro di una regia altrui. [...] Questo film è più drammatico, più crudo, ha uno stile diverso, meno leccato. [...] Gli attori sono più abituati a questo registro, in fondo gioco sui loro punti di forza."


La lavorazione di questo film ha risentito dell'acquisizione della Disney? Simon ci spiega che ha iniziato a lavorare al progetto tre anni fa, prima che la cosa accadesse.

"Per me Dark Phoenix rappresenta il climax della saga partita con X-Men: L'inizio, racconta un trauma all'interno della loro famiglia. Essendo questa volta anche regista, per la prima volta non ho pensato al futuro, ai film successivi, come invece faccio sempre da sceneggiatore. Mi sono concentrato sul modo di realizzare al meglio questo."

Simon Kinberg si dice molto fiero dei combattimenti in team che è riuscito a mettere in scena: ogni personaggio dà il suo contributo alla lotta, secondo i poteri che lo caratterizzano. Kinberg ha poi aggiunto come abbia preferito evitare un'enfasi sul periodo storico della vicenda, gli anni Novanta: "Non volevo distrazioni, i personaggi vengono prima dei cliché di quegli anni."



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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